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Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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descriptionDischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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...nella mia inesperienza, mi chiedevo una cosa da tempo:

I dischi stampati oggi, negli anni '10 del 2000, hanno la stessa qualità costruttiva di quelli che venivano stampati nel '900?
Tendono ad usurarsi più facilmente?

Chiedo perché sono scettica su qualunque cosa viene prodotta al giorno d'oggi... Rolling Eyes 

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@MercedesLTD ha scritto:
...nella mia inesperienza, mi chiedevo una cosa da tempo:

I dischi stampati oggi, negli anni '10 del 2000, hanno la stessa qualità costruttiva di quelli che venivano stampati nel '900?
Tendono ad usurarsi più facilmente?

Chiedo perché sono scettica su qualunque cosa viene prodotta al giorno d'oggi... Rolling Eyes 

E' una domanda che prevede risposte meno banali di quel che si potrebbe pensare.
Mi verrebbe subito di andare fuori argomento con altre considerazioni.
Ma cercherò di stare sul pezzo, e ti rispondo "dipende".

Ovvero, se la qualità di stampa ed il vinile di partenza sono buoni, non c'è motivo di pensare che dureranno meno di un vinile ben stampato con materiale buono 20 30 40 o 50 anni fa.

Sul vinile ci potrà dire molte cose interessanti Valter, se vorrà.
Ad esempio tempo ci fa ci ha fornito elementi chiave per sostenere che quello che si diceva fin dagli anni '70 sui vinili stampati in Italia, cioè che suonavano peggio delle stampe tedesche o britanniche, non erano dicerie, o illusioni audiofile, ma il risultato di scelte aziendali.

In pratica oltre ad usare vinile riciclato, che presumibilmente già in partenza potrebbe contenere tracce di impurità in grado maggiore rispetto al vinile vergine, pare che in italia, per contenere i costi, il processo di stampa venisse accelerato, senza dare il tempo al vinile di raffreddarsi al punto giusto prima di staccarlo dalla matrice.

Questo già in partenza poteva portare ad avere microscopici filamenti durante il distacco, o comunque a minime imprecisioni del solco che sicuramente non giovano alla qualità del suono.

Però io non sarei così ansioso verso la durata nel tempo dei vinili, in un certo senso è il loro bello, che invecchiano con noi, un solo consiglio che mi sento di dare riguarda gli atterraggi, nel senso che dal mio punto di vista la peggiore cosa che si possa fare ad un disco è fargli atterrare la puntina a metà brano, o comunque quando il brano è già iniziato.

Questo comporta che la puntina atterra con tutto il peso di lettura a cavallo tra un solco e l'altro, e poi scivola nel braccio del solco più vicino, spesso ( o sempre?) eseguendo una "tacca" nel solco che all'ascolto poi dà un bel "tac", se i tac sono all'inizio del disco, pazienza, anzi, se li conti sono come gli anelli per gli alberi, ti dicono quante volte è stato ascoltato quel disco, ma durante il brano a me dà fastidio, con i miei dischi e quelli prestati l'ho sempre evitato.

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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Esistevano anche lp di importazione portoghese della stessa qualità (pessima) di quella italiana ma costavano meno della metà.

P.S. anche i cd prodotti in italia negli '80 sono di pessima qualità.

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@fritznet ha scritto:
@MercedesLTD ha scritto:
...nella mia inesperienza, mi chiedevo una cosa da tempo:

I dischi stampati oggi, negli anni '10 del 2000, hanno la stessa qualità costruttiva di quelli che venivano stampati nel '900?
Tendono ad usurarsi più facilmente?

Chiedo perché sono scettica su qualunque cosa viene prodotta al giorno d'oggi... Rolling Eyes 
Sul vinile ci potrà dire molte cose interessanti Valter, se vorrà.
Ad esempio tempo ci fa ci ha fornito elementi chiave per sostenere che quello che si diceva fin dagli anni '70 sui vinili stampati in Italia, cioè che suonavano peggio delle stampe tedesche o britanniche,  non erano dicerie, o illusioni audiofile, ma il risultato di scelte aziendali.

In pratica oltre ad usare vinile riciclato, che presumibilmente già in partenza potrebbe contenere tracce di impurità in grado maggiore rispetto al vinile vergine, pare che in italia, per contenere i costi, il processo di stampa venisse accelerato, senza dare il tempo al vinile di raffreddarsi al punto giusto prima di staccarlo dalla matrice.


...la solita italica fretta e necessità di risparmiare il più possibile... Crying or Very sad 

Non per mancare di rispetto alla nostra Italia, che adoro, ma perché quello che hai descritto è lo stesso identico stile che viene usato nell'azienda dove lavoro.

Triste, molto triste.

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@zamo ha scritto:
Esistevano anche lp di importazione portoghese della stessa qualità (pessima) di quella italiana ma costavano meno della metà.

P.S. anche i cd prodotti in italia negli '80 sono di pessima qualità.


Anche le stampe olandesi degli anni '80 e '90 non brillavano certo per qualità, mediamente, ma costavano e costano meno di quelle italiane Mad 

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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pare che il peso sia un buon indice della qualità del vinile e se non sbaglio 180 grammi è il massimo. La spiegazione dovrebbe essere il fatto che più è pesante più devono aspettare a staccare le lacche per farlo raffreddare.
Almeno credo.Mmm

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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Si, 180gr e vinile vergine dovrebbero essere buoni indicatori, poi c'è da sperare che sia anche registrato bene, ma questa è un'altra storia Laughing 

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@fritznet ha scritto:
Si, 180gr e vinile vergine dovrebbero essere buoni indicatori, poi c'è da sperare che sia anche registrato bene, ma questa è un'altra storia Laughing 

a me non risulta, ho dischi da 120g, qualcuno persino da 90, che suonano meglio, ma molto meglio, di tanti 180 e più grammi, non generalizzerei con le solite banalizzazioni e sopratutto non farei diventare la storiellina che ho letta circa la pessima qualità delle produzioni di lp made in italy anni 70/80/x, siamo alle solite: nel mio circondario, fra quelle che conosco io, si rompono molti alternatori di un tipo di macchina, quelle macchine sono tutte difettose, siamo dei geni noi italiani in questo giochino... nella mia strada c'è un pittore che vende le sue tele a fior di quattrini ai vicini di casa; ma che grande artista, ma che colori! poi esce dalla provincia e non lo conosce nessuno. poi sta storia di impasti di vinile, scabrezze superficiali da materiale inidoneo, cotture mal riuscite, distacchi ritardati, siamo nel campo dei 'cavi in stronzio', di innamorati del sogno... un disco di vinile è un disco di vinile non è particolarmente costoso realizzarlo secondo la, semplice, regola dell'arte, più difficile, ma molto più difficile e costoso è realizzarlo bene nella parte che più conta: il suono che verrà estratto, è lì il problema, dischi che suonano bene e dischi che suonano male, indipendentemente se sono del '3 o recenti se realizzati in amazzonia o nel bangladesh o a cerignola.
non lasciarti incantare, ogni tanto distogli gli occhi, federico. Smile 

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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Sono refrattario alle ipnosi di massa e singole, Amedeo, ho solo riportato le mie impressioni, e un aneddoto a cui non ho motivo di non credere.

Per quello che riguarda i dischi, non sono certo un fanatico delle edizioni "vinile vergine 180gr" che da sè, come ho anche già scritto, non bastano di sicuro a fare suonare meglio un disco.
Tutti i dischi che compongono la mia piccola raccolta di musica sono di peso normale (forse una decina da 180gr, e giusto perchè era l'unica edizione), quasi tutti sono stampe italiane...

Però nei pochi casi in cui ho potuto confrontare lo stesso disco in stampa italiana e in stampa ad es. britannica o tedesca, le differenze ci sono, e non vanno cercate col lanternino.

Viceversa per la mia (limitata) esperienza le stampe olandesi suonano uguali a quelle italiane, suggestione?
Non lo escludo, di solito noto le cose, e poi passo oltre,ascoltando la musica.

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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tutto giusto fede, l'importante è non confezionare compartimenti stagni nei quali inserire delle cose lasciandone fuori altre...

p.s. rileggendo le quattro cose che ho scritto sopra, mi sono accorto che manca un pezzo, che mi è rimasto nel polpastrello: “e sopratutto non farei diventare verità assoluta…” è questa la frase completa.

un saluto

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@zamo ha scritto:
Esistevano anche lp di importazione portoghese della stessa qualità (pessima) di quella italiana ma costavano meno della metà.

In compenso a Carimate, nei primi anni ottanta, si era raggiunto lo stato dell'arte nella registrazione.

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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adesso c'è rimasto solo un albergo... è quello?

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@Albers ha scritto:
tutto giusto fede, l'importante è non confezionare compartimenti stagni nei quali inserire delle cose lasciandone fuori altre...

p.s. rileggendo le quattro cose che ho scritto sopra, mi sono accorto che manca un pezzo, che mi è rimasto nel polpastrello: “e sopratutto non farei diventare verità assoluta…” è questa la frase completa.

un saluto



Sono più che d'accordo Amedeo, anche se rimpiango un pò il periodo ormai lontano in cui credevo nell verità assolute, anzi ho l'impressione, invecchiando, che l'isola delle mie già poche certezze si restringa sempre di più, e non ho ancora capito se  la cosa mi piace o no Very Happy

Lisbona è comunque una città interessante  Smile

@Albers ha scritto:
adesso c'è rimasto solo un albergo... è quello?


Ho ricordi confusi, un castello, un maniero, come studio di registrazione, giusto?


Ultima modifica di fritznet il Lun Dic 09, 2013 2:39 pm, modificato 1 volta

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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Cool In effetti... diciamo che come al solito "verità assolute" non ce ne sono, qualche "tendenza" da analizzare magari si! Nella mia esperienza mi è capitato di "tutto e di più", dischi leggeri incisi bene e perfettamente centrati e planari e dischi da 180 incisi male e magari, come uno che ascoltavo proprio ieri, dove non hanno centrato bene il buco!  Laughing 
Sulle stampe italiane anni '70-'80 c'è un po' di tutto, compreso il fatto che il risparmio spesso riguardava anche la parte grafica ed il confezionamento: stampe sbiadite, carta mat che si sporcava facilmente al posto della "Glossy" utilizzata nelle stampe originali, scomparsa dell'apertura ad "album" per non parlare dei ritagli o finestre che arricchivano alcuni storici LP (ricordate per caso un certo disco dei Led Zeppelin?) e per finire a volte la mancanza dei testi.
C'è da dire per correttezza che su questa ultima questione a volte, in alcuni "selezionati" album i testi venivano anche messi con la traduzione in Italiano, ma non era di certo una regola!
Ciao Mauro

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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non è un male, in fondo, federico, se non altro dai più spazio all'immaginazione...  Smile 

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@emmeci ha scritto:
Cool In effetti... diciamo che come al solito "verità assolute" non ce ne sono, qualche "tendenza" da analizzare magari si! Nella mia esperienza mi è capitato di "tutto e di più", dischi leggeri incisi bene e perfettamente centrati e planari e dischi da 180 incisi male e magari, come uno che ascoltavo proprio ieri, dove non hanno centrato bene il buco!  Laughing 
Sulle stampe italiane anni '70-'80 c'è un po' di tutto, compreso il fatto che il risparmio spesso riguardava anche la parte grafica ed il confezionamento: stampe sbiadite, carta mat che si sporcava facilmente al posto della "Glossy" utilizzata nelle stampe originali, scomparsa dell'apertura ad "album" per non parlare dei ritagli o finestre che arricchivano alcuni storici LP (ricordate per caso un certo disco dei Led Zeppelin?) e per finire a volte la mancanza dei testi.
C'è da dire per correttezza che su questa ultima questione a volte, in alcuni "selezionati" album i testi venivano anche messi con la traduzione in Italiano, ma non era di certo una regola!
Ciao Mauro

mauro, quello di non scrivere i testi o addirittura nulla era un vezzo dei dischi del periodo '70/'80 come proprio nei led z. di houses of the holy dove non c'era scritta nemmeno la lista delel tracce, dovevi andare a leggerli sul disco... anche lì peso basso(non so ma posso pesare più tardi), disco del '3(credo sia del 70 e qualcosa), qualità audio eccellente

Ultima modifica di Albers il Lun Dic 09, 2013 2:53 pm, modificato 1 volta

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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Gli Stone Castle Studios di Carimate (grazie wikipedia)...
l'unico disco che vi hanno registrato e che conosco è Creuza de Mà, in effetti ne ricordo anche un bel suono.

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@Albers ha scritto:
@emmeci ha scritto:
Cool In effetti... diciamo che come al solito "verità assolute" non ce ne sono, qualche "tendenza" da analizzare magari si! Nella mia esperienza mi è capitato di "tutto e di più", dischi leggeri incisi bene e perfettamente centrati e planari e dischi da 180 incisi male e magari, come uno che ascoltavo proprio ieri, dove non hanno centrato bene il buco!  Laughing 
Sulle stampe italiane anni '70-'80 c'è un po' di tutto, compreso il fatto che il risparmio spesso riguardava anche la parte grafica ed il confezionamento: stampe sbiadite, carta mat che si sporcava facilmente al posto della "Glossy" utilizzata nelle stampe originali, scomparsa dell'apertura ad "album" per non parlare dei ritagli o finestre che arricchivano alcuni storici LP (ricordate per caso un certo disco dei Led Zeppelin?) e per finire a volte la mancanza dei testi.
C'è da dire per correttezza che su questa ultima questione a volte, in alcuni "selezionati" album i testi venivano anche messi con la traduzione in Italiano, ma non era di certo una regola!
Ciao Mauro

mauro, quello di non scrivere i testi o addirittura nulla era un vezzo dei dischi del periodo '70/'80 come proprio nei led z. di houses of the holy dove non c'era scritta nemmeno la lista delel tracce, dovevi andare a leggerli sul disco...  anche lì peso basso(non so ma posso pesare più tardi), disco del '3(credo sia del 70 e qualcosa), qualità audio eccellente



Magari però a volte trovavi dei bei testi come ad esempio Selling england... dei Genesis coi testi di Armando Gallo
Imho  Smile 

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@Albers ha scritto:
@emmeci ha scritto:
Cool In effetti... diciamo che come al solito "verità assolute" non ce ne sono, qualche "tendenza" da analizzare magari si! Nella mia esperienza mi è capitato di "tutto e di più", dischi leggeri incisi bene e perfettamente centrati e planari e dischi da 180 incisi male e magari, come uno che ascoltavo proprio ieri, dove non hanno centrato bene il buco!  Laughing 
Sulle stampe italiane anni '70-'80 c'è un po' di tutto, compreso il fatto che il risparmio spesso riguardava anche la parte grafica ed il confezionamento: stampe sbiadite, carta mat che si sporcava facilmente al posto della "Glossy" utilizzata nelle stampe originali, scomparsa dell'apertura ad "album" per non parlare dei ritagli o finestre che arricchivano alcuni storici LP (ricordate per caso un certo disco dei Led Zeppelin?) e per finire a volte la mancanza dei testi.
C'è da dire per correttezza che su questa ultima questione a volte, in alcuni "selezionati" album i testi venivano anche messi con la traduzione in Italiano, ma non era di certo una regola!
Ciao Mauro

mauro, quello di non scrivere i testi o addirittura nulla era un vezzo dei dischi del periodo '70/'80 come proprio nei led z. di houses of the holy dove non c'era scritta nemmeno la lista delel tracce, dovevi andare a leggerli sul disco...  anche lì peso basso(non so ma posso pesare più tardi), disco del '3(credo sia del 70 e qualcosa), qualità audio eccellente


 Smile Yes Amedeo... conosco l'argomento, ma in merito ai L.Zeppelin mi riferivo alla grafica di copertina di III ed anche a quella di Physical Graffiti... finestrelle dove potevi far scorrere quello che era stampato sulla busta interna! Poi le incisioni, si ,III stampato dalla WEA Italiana suonava molto bene, me lo sono riascoltato per l'appunto l'altro ieri, ma non si può dire altrettanto di houses of the holy. Al solito su una cosa possiamo essere d'accordo... dipende da caso a caso!  Very Happy 
PS tra le altre cose, non ho prove tangibili a riguardo, ma la mia sensazione è stata sempre che esistesse, nello stesso ambito di stampa, una prima e una seconda scelta e che queste seguissero vie commerciali.... diverse!
Ciao Mauro

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@portnoy1965 ha scritto:
@Albers ha scritto:

mauro, quello di non scrivere i testi o addirittura nulla era un vezzo dei dischi del periodo '70/'80 come proprio nei led z. di houses of the holy dove non c'era scritta nemmeno la lista delel tracce, dovevi andare a leggerli sul disco...  anche lì peso basso(non so ma posso pesare più tardi), disco del '3(credo sia del 70 e qualcosa), qualità audio eccellente



Magari però a volte trovavi dei bei testi come ad esempio Selling england... dei Genesis coi testi di Armando Gallo
Imho  Smile 


 Cool Eggià... che poi ho come l'mpressione che gli ci siano voluti anni per riprendersi dalla traduzione dei testi di "The Lamb..."  Laughing 

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@emmeci ha scritto:
@portnoy1965 ha scritto:



Magari però a volte trovavi dei bei testi come ad esempio Selling england... dei Genesis coi testi di Armando Gallo
Imho  Smile 


 Cool Eggià... che poi ho come l'mpressione che gli ci siano voluti anni per riprendersi dalla traduzione dei testi di "The Lamb..."  Laughing 


 Laughing Laughing 

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@MercedesLTD ha scritto:
...nella mia inesperienza .. dischi stampati oggi
hanno la stessa qualità costruttiva di quelli che venivano stampati nel '900?
Tendono ad usurarsi più facilmente?

Entro anche io nella zuffa dei soliti 4 gatti.

Trascrivo e scrivo ricordi e non "il sentito dire"
perché in quelle fabbriche e in quegli studi di cui parlate ci ho vissuto.

1) Il vinile (PVC) moderno
   se non uguale è migliore di quello del '900.

2) La sua usura e durata non dipendono dalla sua composizione
   ma dalla qualità delle puntine che oggi è mediamente peggiore.

3) Nel '900 tutti gli invenduti venivano macinati e rimpastati
   polvere e bollicine comprese
   e finivano nella stampa dei dischi di minor pregio culturale, ovvero ....
   tutta quella che oggi ascoltate (non è una provocazione né una ironia)
   era di pregio la classica delle grandi case discografiche europee
   e le prime stampe dei gruppi importanti.

4) Il minor tempo di pressione era una pratica diffusa
   ma non nelle rare fabbriche di classe elevata.
   Risparmiare 4 secondi su 10000 libera la macchina di 11 ore!
   Il distacco della piastra dal vinile ancora non freddo crea soprattutto
   distorsione e un po' di rumore.
   Quanto danno quei 4 secondi potessero fare non so.

5) La qualità della galvanica
   (ovvero il processo di creazione elettrochimico della matrice metallica)
   era buona in ogni fabbrica.

6) Il transfert, ovvero dal nastro al primo disco acetato matrice:
   le macchine usate (Studer e Neumann) erano le stesse e buone ovunque,
   ma l'abilità dell'operatore no.

7) Oggi il transfert avviene copiando il CD master o il suo file.
   Non esiste più la registrazione interamente analogica,
   credo con sicurezza neanche per chi dice di farlo
   (nicchia o non nicchia che sia).

E qui finisce il tutto,
ma voi insistete sempre nell'immischiarci la qualità della registrazione
del gruppo musicale che non ha nulla a che vedere con vinile né CD.

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@valterneri ha scritto:
Entro anche io nella zuffa dei soliti 4 gatti.
...

E qui finisce il tutto,
ma voi insistete sempre nell'immischiarci la qualità della registrazione
del gruppo musicale che non ha nulla a che vedere con vinile né CD.


uno dei gatti:
non avrà nulla a che vedere col vinile o cd ma, certamente, la tecnica seguita, la qualità del master e della realizzazione, delle apparecchiature usate, dei tecnici operativi alle stesse, incidono parecchio nella qualità globale del prodotto finito, in modo sostanziale, oggettivamente rilevabile, tangibile, misurabile numericamente, semplicemente: udibile da un 'sordo'.
l'impasto, la manualità seguita dall'operatore, etc, incideranno, si sul prodotto finito, ma in modo poco incisivo ed immediatamente percepibile dal fruitore finale, era questo cui accennavo nel post scritto.
lasciati dire una cosa però... non sarà il tuo caso ma, con tutto il rispetto possibile verso chi non conosco, trovo inconsistente poi, oltre che poco elegante questo tuo esporre continuamente uno sfolgorante curriculum vitae, il fatto che tu abbia 'vissuto' in quelle fabbriche, quindi, debba esser titolare della verità rivelata circa l'argomento in essere; anch'io ho 'vissuto' per molti anni in un'impresa di costruzioni che si occupava sia di edilizia privata che di grandi strutture - ponti, dighe - , io, in particoalare nei cantieri di queste ultime, non mi sognerei mai di metter la mano sul fuoco circa la regola dell'arte seguita da colleghi nei cantieri degli appartamenti, potrei, per sommi capi accennarne, ma non trinciare affermazioni assolute con crisma divino.
nè, a maggior ragione, generalizzare stabilendo la 'regola' per tutte le imprese di quel tipo del globo terracqueo.
saluti

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@Albers ha scritto:
... trovo inconsistente poi, oltre che poco elegante ...

La qualità del gruppo, dei suoi strumenti, sia musicali che effetti da registrazione, l'abilità del tecnico e del produttore ...
assieme valgono 9
la qualità della stampa vale 1
ma se parliamo della qualità del vinile oggi e nel '900
non possiamo metterci dentro che il produttore era psicopatico-drogato
e il tecnico sordo.

Il mio curriculum interviene per frammentare la catena
del sentito dire del sentito dire del sentito dire DNA dei forum in internet.

E' pur vero che dieci ditte di edilizia non fanno testo su diecimila che
ci saranno in Italia,
ma di fabbriche che stampavano vinile ce n'erano 5.
La Phonocomp era la migliore e saluto dovunque esso sia il "Sig. Carone"
vecchio e abile transferista.
Di 5 ho lavorato con 4 ed io faccio solo Classica e Opere, le più critiche.
Devi pensare che io avevo:
un master Dolby SR o Telcom su Studer A820 da una parte,
e un vinile ancora fresco dall'altra.
Il giradischi su cui provavo il risultato era un EMT 950 / Stanton 881S in studio
e un Thorens TD 126 con puntina Shure V15 IV braccio SME 3009 III titanio
a casa.
Oppure un Micro-Seiki con due bracci e puntine Pickering e ADC.

Lo scrivo sottolineato:
la differenza tra master e disco era notevole,
ed era facile capire quale fabbrica lavorasse meglio e quando.

A qualità paragonabili a Telefunken, e non solo, in Italia non siamo mai arrivati.

5 fabbriche e ne frequentavo 4,
è come se delle diecimila ditte d'edilizia tu avessi lavorato con ottomila
e io ti rispondo "ma non con tutte".

Però hai ragione sul mio "esporre continuamente ..."
inconsistente non è permesso dirlo, che sia poco elegante si,
mi è facile però evitarlo, costa meno non scrivere che scrivere,
credevo però che avere "un testimone oculare" fosse utile e interessante
se mai non fosse più divertente ed interessante parlar senza sapere.

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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@valterneri ha scritto:

Il giradischi su cui provavo il risultato era un EMT 950 / Stanton 881S in studio
e un Thorens TD 126 con puntina Shure V15 IV braccio SME 3009 III titanio
a casa.
Oppure un Micro-Seiki con due bracci e puntine Pickering e ADC.

Lo scrivo sottolineato:
la differenza tra master e disco era notevole,
ed era facile capire quale fabbrica lavorasse meglio e quando.

A qualità paragonabili a Telefunken, e non solo, in Italia non siamo mai arrivati.

 



Ma quindi Valter, piu' che sull'hardware, che molti di noi faticosamente acquistavano, il vero miglioramento dell'analogico si doveva sviluppare in una migliore produzione del supporto?
(ora che ci penso, non e' cosi' anche per il cd?)

descriptionRe: Dischi nuovi Vs. Dischi Vecchi?

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