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Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

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Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  H@L il Mer 19 Ago 2009 - 12:58

Ciao ragazzi,
qualcuno sa spiegarmi perché ad un consumatore italiano conviene comprare il disco di un artista italiano all'estero?
Per esempio, stamattina ho deciso di acquistare Da questa parte del mare, un CD di Gianmaria Testa, e l'ho cercato su internet. Risultato? Costa meno in Inghilterra che in Italia:

Play.com (12,32 euro, spese di spedizione incluse)
http://www.play.com/Music/CD/4-/3228068/Da-Questa-Parte-Del-Mare/Product.html?ptsl=1&ob=Price&fb=0

IBS (17,50 euro più 3,90 di spese)
http://www.ibs.it/disco/0794881827725/gianmaria-testa/da-questa-parte-del.html

laFeltrinelli.it (19,90 euro più spese)
http://www.lafeltrinelli.it/products/4029758750421/Da_Questa_Parte_Del_Mare/Gianmaria_Testa.html?prkw=da%20questa%20parte%20del%20mare&srch=0&Cerca.x=0&Cerca.y=0&cat1=&prm=

Magazzini Nannucci (17,90 euro in offerta più spese)
http://www.nannucci.it/bin/articolo?a=0&id=0208295

Dopo molte ricerche e diversi acquisti sono giunto alla conclusione che spesso i prezzi più bassi si trovano su siti esteri come Play.com o Amazon. Com'è possibile? A causa dell'IVA? Del cambio? Delle major del disco che ci odiano?
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H@L
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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  piero7 il Mer 19 Ago 2009 - 13:10

Sfatiamo un mito: cerca di Battiato Last Summer Dance all'estero. 21 euro in italia più del doppio all'estero...
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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  ingemar il Mer 19 Ago 2009 - 13:54

@H@L ha scritto: A causa dell'IVA? Del cambio? Delle major del disco che ci odiano?
A causa dell'iva al 20% (mentre per un prodotto comparabile come sono i libri è al 4%) e a causa della SIAE, il vero cancro della musica italiana (insieme ai Subsonica Very Happy ).
Non compro un cd a prezzo pieno in italia da anni, ormai. E con la sterlina a questi livello penso che lo farò sempre meno.
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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  piero7 il Mer 19 Ago 2009 - 14:18

ragà mettete link dei siti inglesi che vendono online dischi italiani per piacere
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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  M-JJ il Mer 19 Ago 2009 - 15:14

la musica è innazitutto ( me lo da come errore ma sono entrambi giusti) dicevo innanzi tutto cultura e di cultura in questo paese se ne fa poca,la musica è ridotta a sola merce puro prodotto forse sarà scontato e banale. siamo passati da 3° produtore di musica nel mondo negli anni 80 a nn so cosa oggi e la musica è sempre + riprodotta e meno suonata e parlo di locali, di vita, di umori, di scene underground, di radio; invece io vedo Pippo baudo al posto di radio luxemburg - Amici al posto di un concerto in un localino con gente che sperimenta.... andate a sentire alla siae quanto costa fare suonare (gratis) un gruppo nel vostro baretto sotto casa per un pubblico nn pagante
anche se poco attinente leggetevi questo
http://cortoin.screenweek.it/archivio/cronologico/2009/07/le-mani-le-tasche-gli-italiani.php
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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  H@L il Mer 19 Ago 2009 - 16:20

@piero7 ha scritto:Sfatiamo un mito: cerca di Battiato Last Summer Dance all'estero. 21 euro in italia più del doppio all'estero...

E' vero, non sempre costano meno. Ci sono anche casi di prezzi altissimi come quello che, giustamente, citi tu. Proprio oggi su Play.com mi sono imbattuto in un Banana Republic di Dalla-De Gregori a 89,95 euro! Però mi sta capitando sempre più spesso di trovare prezzi inferiori all'estero. Capisco che i CD stranieri siano più convenienti, ma trovo paradossale che il disco di un artista italiano possa costare meno fuori dall'Italia!

Un'altra cosa che mi stupisce è che Play.com non fa pagare un centesimo di spese di spedizione, anche se acquisti un solo CD da 2,49 euro. I siti italiani, per abbuonare le spese di spedizione chiedono di spendere una cifra minima (39, 49 euro ecc.)

@piero7 ha scritto:ragà mettete link dei siti inglesi che vendono online dischi italiani per piacere

Ti consiglio il già citato http://www.play.com/. Ci trovi dischi italiani e puoi valutare, di volta in volta, se hanno un prezzo conveniente rispetto ai siti nostrani. Considera che la spedizione è sempre gratuita.

Se ti piace la musica internazionale ti consiglio la sezione "clearance": http://www.play.com/Music/CD/3-/130825/2-/Promo.html (CD a partire da 2,49 euro).

Se ti piace il Jazz, invece, dai un'occhiata a questa sezione: http://www.play.com/Music/CD/3-/220841/2-/Promo.html Per cifre molto ragionevoli si portano a casa grandi dischi (per es. Giant Steps di John Coltrane a 5,49 euro).

Ciao


Ultima modifica di H@L il Mer 19 Ago 2009 - 16:25, modificato 1 volta
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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  ingemar il Mer 19 Ago 2009 - 16:23

@H@L ha scritto:Se ti piace il Jazz, invece, dai un'occhiata a questa sezione: http://www.play.com/Music/CD/3-/220841/2-/Promo.html Per cifre molto ragionevoli si portano a casa grandi dischi (per es. Giant Steps di John Coltrane a 5,49 euro).
due settimane fa era a 3.99, spedito.
play vince, ma col pound basso tutta l'UK è conveniente.
io compro molto anche da rough trade o da boomkat.
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Messaggio  H@L il Mer 19 Ago 2009 - 18:43

@ingemar ha scritto:due settimane fa era a 3.99, spedito.
play vince, ma col pound basso tutta l'UK è conveniente.
io compro molto anche da rough trade o da boomkat.

Le tue considerazioni sul pound basso mi hanno spinto ad una ricerca più approfondita e ho scoperto questo sito che non conoscevo... http://www.cdwow.com/CD/BargainBasement

Si parte da circa 4 euro. Mi sembra di capire che, anche in questo caso, la spedizione è gratuita. Ma come fanno?

Mi sa che bisogna tenere d'occhio tutti i siti inglesi che vendono musica Very Happy
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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  ingemar il Mer 19 Ago 2009 - 18:55

@H@L ha scritto:
@ingemar ha scritto:due settimane fa era a 3.99, spedito.
play vince, ma col pound basso tutta l'UK è conveniente.
io compro molto anche da rough trade o da boomkat.

Le tue considerazioni sul pound basso mi hanno spinto ad una ricerca più approfondita e ho scoperto questo sito che non conoscevo... http://www.cdwow.com/CD/BargainBasement

Si parte da circa 4 euro. Mi sembra di capire che, anche in questo caso, la spedizione è gratuita. Ma come fanno?

Mi sa che bisogna tenere d'occhio tutti i siti inglesi che vendono musica Very Happy

compro spesso anche da loro: questi, in particolare, spediscono da qualche isolotto sperduto nel pacifico.
come catalogo niente di che, e sono molto più lenti di play.
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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  Abulafia il Mer 19 Ago 2009 - 21:18



Un'altra cosa che mi stupisce è che Play.com non fa pagare un centesimo di spese di spedizione, anche se acquisti un solo CD da 2,49 euro. I siti italiani, per abbuonare le spese di spedizione chiedono di spendere una cifra minima (39, 49 euro ecc.)

In effetti è veramente strano. Dirò di più, tramite Playtrade (la versione "privata" di Play.com, per capirci) io ho comprato un cd nuovo dalla Nuova Zelanda a 1,07 euro... compresa spedizione naturalmente.
E naturalmente dubito che dalla Nuova Zelanda ci siano metodi di spedizione così poco costosi.
Solo la busta imbottita in Italia costa 20 centesimi.
Eppure il disco è arrivato in 8 giorni, spedito di domenica dopo averlo ordinato di sabato notte.

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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  kingbowser il Mer 19 Ago 2009 - 23:14

il problema è quella piaga mafiosa-monopolista chiamata SIAE

Un po' di cellophan ed un adesivo luccicoso fanno lievitare i prezzi del 40%...
Per non parlare del costo dell'iscrizione a tale associazione (privata, non statale) per un piccolo artista (un costo veramente insopportabile) e del problema del liscio...

Ecco qua un articolo preso da un giornalino locale (Sottobanco)

S.P. ha scritto:Diciamo che è sabato sera e che siamo al Fashion o al Nyx. Beviamo qualcosa, che prendi? Ordiniamo, prendiamo, paghiamo, cin e giù. Ma i soldi che abbiamo sborsato per il nostro cocktail, dove vanno a finire? Visto che siamo in una discoteca, una parte di sicuro andrà in tasca a Roul Casadei. Già, perché è nipote dell’autore di “Romagna mia”. Qualcosa non torna? In Italia si aggira da decenni una società pubblica a gestione privata, la “SIAE”, che ha come obiettivo garantire un giusto compenso per chi crea musica, televisione, libri, software, e via dicendo. In pratica, l’idea è che se tu scrivi una canzone che viene ascoltata da 1000 persone (per radio, su CD, in un locale...) ti viene pagata una cifra corrispondente a 1000 volte il tuo diritto d’autore. In realtà le cose non vanno così: visto che la SIAE è una società a gestione privata, non fa gli interessi di chi dovrebbe, ma di chi la dirige. Ad esempio della signora Anna Galletti, che è stata nella Commissione Musica della SIAE per parecchi anni e ha deciso che il 20% dei diritti pagati dalle discoteche dovesse essere dato non agli autori dei brani che passano in discoteca, ma a quelli dei brani di liscio. Una piccola precisazione per evitare equivoci: i brani di liscio prendono anche il 100% dei diritti dalle balere, cioè dai posti dove vengono effettivamente messi, che sono una categoria separata dalle discoteche. Quindi torniamo all’esempio di prima: tu scrivi una canzone e la mettono al Nyx? Il 20% di quello che il Nyx paga per la tua canzone va a gente come Casadei. Tutto questo perché la signora Anna Galletti è anche titolare della Galletti – Boston edizioni, la casa di musica liscio più importante d’Italia. Ma si tratta solo di un esempio; la SIAE è piena di lati oscuri. Giusto per citarne uno, per trasmissioni di beneficenza come Telethon, la SIAE incassa centinaia di euro al minuto (e Telethon dura 30 ore!) pagati dagli organizzatori e a volte sottratti dalle donazioni. Oppure, dai una festa a casa tua e metti della musica o guardate un film? Devi pagare un tot alla SIAE per ogni invitato. E se non lo fai? Se per caso ti scoprono, multe salatissime e rischi la galera. Oltre ad avere la collaborazione della Guardia di Finanza, la SIAE ha degli agenti investiti di poteri particolari: possono entrare in un qualsiasi locale e chiedere di controllare l’incasso in qualsiasi momento o effettuare perquisizioni senza bisogno di un mandato. Andare contro la SIAE vuol dire multe, processi, vedere il tuo negozio che viene chiuso, a volte addirittura la prigione. E quindi cosa si può fare? Esistono nuovi modi di creare e distribuire, nati proprio per contrastare l’impero SIAE. Come le licenze Creative Commons e GPL, o lo Scambio Etico, di cui parleremo nel prossimo numero di Sottobanco.
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Messaggio  andrea67pe il Lun 24 Ago 2009 - 21:19

Ciao,
raga... una domanda "collaterale" (OT)... ma non troppo....

comprando su play.com non si paga IVA e sdoganamento, vero?

Grazie,
Andrea

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Re: Perché i CD (anche quelli di musica italiana) costano meno all'estero?

Messaggio  pallapippo il Lun 24 Ago 2009 - 21:33

@andrea67pe ha scritto:Ciao,
raga... una domanda "collaterale" (OT)... ma non troppo....

comprando su play.com non si paga IVA e sdoganamento, vero?

Grazie,
Andrea
No (da GB, stato UE).

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giradischi: Pioneer PL-112D; testina: Audio-Techica AT95 EB;

liquida:Asus Eee PC 1001PX; software: wtfplay; dac: Geek Out 450;


pre: Yaqin MS-12B modificato da MaurArte (valvole Mullard CV4003 KB/D e Tungsol 12AX7)

finale: Connexelectronic TA3020 V2a con alimentatore A1000SMPS, il tutto modificato ed assemblato da Vincenzo;

casse: Sonus Faber "Concerto" Grand Piano.

Cuffia: Akg K270, pilotata da equalizzatore JVC Sea-10 ed ampli "CMoy by Biosciencegeek" (TLE2062);

cavi segnale: XLR ---> RCA by Vincenzo; Mogami "Stentor"; artigianali assemblati con RG58;
cavi potenza: Transparent HP 14-4 (biwiring)
cavi alimentazione: by Vincenzo; by bobby052cavihifi; A.V.A.
distr. di rete: by bobby052cavihifi.


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