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Una storia di cavi

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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da fritznet il Mar 22 Nov 2016 - 18:11

...no dai, mi cullo nell'illusione che non sia lui, se si capisce subito è troppo Stanislao Moulinski...
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da lello64 il Mar 22 Nov 2016 - 18:14

ok hai ragiona.... facciamo la parte.... ehm... sig. architetto.... ma lei non ha nulla da architettare tutto il giorno? Smile
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da luigigi il Mar 22 Nov 2016 - 18:16

@lello64 ha scritto:ok hai ragiona.... facciamo la parte.... ehm... sig. architetto.... ma lei non ha nulla da architettare tutto il giorno? Smile
ohh... scusate l'ignoranza... ma chi c...o sarebbe poi sto mulo ? Sandman ?
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da lello64 il Mar 22 Nov 2016 - 18:17

@luigigi ha scritto:
@lello64 ha scritto:ok hai ragiona.... facciamo la parte.... ehm... sig. architetto.... ma lei non ha nulla da architettare tutto il giorno? Smile
ohh... scusate l'ignoranza... ma chi c...o sarebbe poi sto mulo ? Sandman ?

non esageriamo.... negativo si... ma fino ad un certo punto
tanto per dirne una non ha mai messo foto della moglie di qualcuno scrivendo che fa pompini e mai lo farebbe
ha un codice etico lui
è basato sui cavi però....
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da luigigi il Mar 22 Nov 2016 - 18:21

@lello64 ha scritto:
@luigigi ha scritto:
ohh... scusate l'ignoranza... ma chi c...o sarebbe poi sto mulo ? Sandman ?

non esageriamo.... negativo si... ma fino ad un certo punto
tanto per dirne una non ha mai messo foto della moglie di qualcuno scrivendo che fa pompini e mai lo farebbe
ha un codice etico lui
è basato sui cavi però....
Hehe Hehe Hehe ricordo la storia... che tristezza
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da lello64 il Mar 22 Nov 2016 - 18:27

l'apparizione del mulo rappresenta per noi il massimo momento di integrazione
ma anche di riflessione
allo spirito squadrista di alcuni si oppone l'animo romantico di altri che cercano comunque in lui qualcosa di buono
tutte le volte è un occasione per guardarci tutti dentro per cercare di capire se convenga o meno sfancularlo ancora
per me anche questa volta è un si
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da luigigi il Mar 22 Nov 2016 - 18:29

@lello64 ha scritto:l'apparizione del mulo rappresenta per noi il massimo momento di integrazione
ma anche di riflessione
allo spirito squadrista di alcuni si oppone l'animo romantico di altri che cercano comunque in lui qualcosa di buono
tutte le volte è un occasione per guardarci tutti dentro per cercare di capire se convenga o meno sfancularlo ancora
per me anche questa volta è un si
sei tremendo !!
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da dinamanu il Mar 22 Nov 2016 - 19:07

okkio che il 30 annunciano il V20s.... il G5 normale sembra scomparso mi senbra che si trovi solo SE
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da vinse il Mar 22 Nov 2016 - 19:08

@giucam61 ha scritto:Inizio O T
Ciao vinse, tutto ok? Ho fatto sistemare il Denon da un tecnico, non me la sono sentita di toccarlo Smile 30 euro ben spesi.
Fine O T.

Ciao carissimo giucam61, si tutto ok grazie, mi fa piacere che sei riuscito a risolvere il problema del Denon d'altronde è un bel prodotto, la spesa per la riparazione è stata onesta.




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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da Angel2000 il Mar 22 Nov 2016 - 19:26

@sportyerre ha scritto:
@Angel2000 ha scritto:... comunque solo un povero scemo col cerume non capisce che senza un buon cavo non si ascolta buona musica Wink
Basta capire cosa si intende per buon cavo per essere d'accordo.
Per me è un buon cavo se fatto di rame di sezione adeguata lungo quanto serve e non arrototato a gomitolo in maniera scomposta. 
Effetto pelle alle frequenze audio,  dielettrico aeronautico, cavi che vibrano quando percorsi dai pochi mA che passano in un altoparlante li lascio disquisire ai pipistrelli.

un buon cavo di potenza è formato da un numero abbastanza grande di trefoli in rame oxygen free, con buon isolante, non troppo rigido per favorire il posizionamento delle casse. non è vero che si ha a che fare con pochi ampere,un ampli dichiarato 100W su 8 ohm, significa che è in grado di erogare su un carico di 8 ohm circa 28.3V e 3.5A...

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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da fritznet il Mar 22 Nov 2016 - 20:42

@lello64 ha scritto:l'apparizione del mulo rappresenta per noi il massimo momento di integrazione
ma anche di riflessione
allo spirito squadrista di alcuni si oppone l'animo romantico di altri che cercano comunque in lui qualcosa di buono
tutte le volte è un occasione per guardarci tutti dentro per cercare di capire se convenga o meno sfancularlo ancora
per me anche questa volta è un si


Hehe Hehe Hehe Hehe

molto profondo!
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da sportyerre il Mar 22 Nov 2016 - 21:14

@Angel2000 ha scritto:
@sportyerre ha scritto:
Basta capire cosa si intende per buon cavo per essere d'accordo.
Per me è un buon cavo se fatto di rame di sezione adeguata lungo quanto serve e non arrototato a gomitolo in maniera scomposta. 
Effetto pelle alle frequenze audio,  dielettrico aeronautico, cavi che vibrano quando percorsi dai pochi mA che passano in un altoparlante li lascio disquisire ai pipistrelli.

un buon cavo di potenza è formato da un numero abbastanza grande di trefoli in rame oxygen free, con buon isolante, non troppo rigido per favorire il posizionamento delle casse. non è vero che si ha a che fare con pochi ampere,un ampli dichiarato 100W su 8 ohm, significa che è in grado di erogare su un carico di 8 ohm circa 28.3V e 3.5A...
..che  per due o tre metri di cavo da 2,5 passano indenni.
Vogliamo esagerare? 4X2,5, costa meno di una pizza
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da Angel2000 il Mar 22 Nov 2016 - 22:27

@sportyerre ha scritto:
@Angel2000 ha scritto:

un buon cavo di potenza è formato da un numero abbastanza grande di trefoli in rame oxygen free, con buon isolante, non troppo rigido per favorire il posizionamento delle casse. non è vero che si ha a che fare con pochi ampere,un ampli dichiarato 100W su 8 ohm, significa che è in grado di erogare su un carico di 8 ohm circa 28.3V e 3.5A...
..che  per due o tre metri di cavo da 2,5 passano indenni.
Vogliamo esagerare? 4X2,5, costa meno di una pizza

dipende dai cavi, se dovessimo accendere una semplice lampadina basterebbe qualsiasi conduttore, ma dovendo trasportare corrente modulata in frequenza ed ampiezza, le cose cambiano molto. In tutto il mondo si usano cavi particolari  per l'audio, non necessariamente costosi. Bastano degli ottimi cavi intrecciati e ben costruiti in modo da non  degradare il segnale. Questo comunque è un problema che si fa sempre più importante all'aumentare della bontà dell'impianto. Cioè, se non si usano si sente lo stesso la musica , anche la radiolina basta per ascoltare musica, tutto dipende dall'uso e dalla qualità che si vuol raggiungere, non è obbligatorio. con una pandina si arriva comunque alla meta ma si deve vedere come Wink

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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da sportyerre il Mer 23 Nov 2016 - 0:19

Oh bella, spaventa l'effetto pelle a 3000hz e non l'effetto induttivo e capacitivo di una bella treccia
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da fritznet il Mer 23 Nov 2016 - 0:22

Scusa, mi spieghi perché "dovendo modulare la corrente in frequenza e in ampiezza le cose cambiano molto"?

Un segnale musicale modula corrente in frequenza e ampiezza? Intendevi dire che varia in F e in ampiezza?
E cosa cambierebbe rispetto alla lampadina ( sinusoide di 50Hz su carico puramente resistivo... in teoria, poi magari quel solenoide li salta fuori che ha anche L e C Hehe ), dal punto di vista dei cavi?



P.s. per tacere dei cavi ben intrecciati, appunto Hehe
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da Angel2000 il Mer 23 Nov 2016 - 9:54

@fritznet ha scritto:Scusa, mi spieghi perché "dovendo modulare la corrente in frequenza e in ampiezza le cose cambiano molto"?

Un segnale musicale modula corrente in frequenza e ampiezza? Intendevi dire che varia in F e in ampiezza?
E cosa cambierebbe rispetto alla lampadina ( sinusoide di 50Hz su carico puramente resistivo... in teoria, poi magari quel solenoide li salta fuori che ha anche L e C Hehe ), dal punto di vista dei cavi?



P.s. per tacere dei cavi ben intrecciati, appunto Hehe
si continua a non voler comprendere che una lampadina o una stufa non hanno nessun giovamento da un conduttore migliore perchè usano la corrente sporca senza problema , al massimo il conduttore troppo piccolo si riscalda e l'isolante si spegna causando danni all'impianto, ma se parliamo di alta fedeltà, tutto ciò che arriva alle casse viene ariprodotto, quindi è necessario riuscire ad ottenere la purezza del segnale  , cioè riuscire a trasportarlo senza degradarlo, perchè tutte le degradazioni saranno ben udibili.
Per farti un esempio, se uso un tubo per drenare l'acqua sporca non mi interessa usare precauzioni ed userò il primo tubo che mi capita. Ben altra cosa è se voglio trasportare l'acqua pulita in laboratorio, quindi userò tubi di verto sterilizzati tenuti costantemente puliti, ho reso l'idea?
Per quanto riguarda i fili intrecciati, devi pensare che uno dei problemi maggiori in un conduttore è l'effetto pelle, cioè quello che all'aumentare dell corrente predispone tutte le cariche elettriche sulla parte esterna del filo, proprio come avviene in una centrifuga, quindi intrecciare i conduttori, minimizza questa dispersione che in fili normali e non intrecciati è molto evidente. Questo significa che avrai molto meno informazioni elettriche trasmesse dal filo, in parole povere, ok?

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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da Angel2000 il Mer 23 Nov 2016 - 10:05

@sportyerre ha scritto:Oh bella, spaventa l'effetto pelle a 3000hz e non l'effetto induttivo e capacitivo di una bella treccia
la treccia di conduttori non isolata è proprio per minimizzare l'effetto pelle che aumenta all'aumentare della corrente che passa nei cavi, l'effetto capacitivo ed induttivo riguarda il cavo con la guaina, cioè, se l'isolante non è idoneo e non mantiene lontani sufficientemente i conduttori, si può ingenerare l'effetto capacitivo o induttivo nel caso in cui si creino spire di filo.

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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da fritznet il Mer 23 Nov 2016 - 10:25

@Angel2000 ha scritto:

si continua a non voler comprendere che una lampadina o una stufa non hanno nessun giovamento da un conduttore migliore perchè usano la corrente sporca senza problema , al massimo il conduttore troppo piccolo si riscalda e l'isolante si spegna causando danni all'impianto, ma se parliamo di alta fedeltà, tutto ciò che arriva alle casse viene ariprodotto, quindi è necessario riuscire ad ottenere la purezza del segnale  , cioè riuscire a trasportarlo senza degradarlo, perchè tutte le degradazioni saranno ben udibili.
Per farti un esempio, se uso un tubo per drenare l'acqua sporca non mi interessa usare precauzioni ed userò il primo tubo che mi capita. Ben altra cosa è se voglio trasportare l'acqua pulita in laboratorio, quindi userò tubi di verto sterilizzati tenuti costantemente puliti, ho reso l'idea?
Per quanto riguarda i fili intrecciati, devi pensare che uno dei problemi maggiori in un conduttore è l'effetto pelle, cioè quello che all'aumentare dell corrente predispone tutte le cariche elettriche sulla parte esterna del filo, proprio come avviene in una centrifuga, quindi intrecciare i conduttori, minimizza questa dispersione che in fili normali e non intrecciati è molto evidente. Questo significa che avrai molto meno informazioni elettriche trasmesse dal filo, in parole povere, ok?

i concetti mi sono ben chiari, forse anche grazie a qualche residuo di infarinature di elettrotecnica risalenti a una trentina di anni fa.

quello che non mi è chiaro, è come potrebbero "sporcare" il segnale microscopiche porzioni di R L e C parassite presenti nei cavi, quando appena dopo i cavi di potenza hai un crossover con componenti che usano tolleranze che arrivano, nel migliore delle ipotesi, al 5%, quindi con una variabilità, rispetto ai dati di progetto, di parecchi ordini di grandezza superiori... per tacere della deriva termica dei resistori, e del fatto che, come saprai, nelle induttanze del crossover, decine, centinaia di metri di rame solitamente non si usa rame OFC...
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da Angel2000 il Mer 23 Nov 2016 - 10:43

@fritznet ha scritto:
@Angel2000 ha scritto:

si continua a non voler comprendere che una lampadina o una stufa non hanno nessun giovamento da un conduttore migliore perchè usano la corrente sporca senza problema , al massimo il conduttore troppo piccolo si riscalda e l'isolante si spegna causando danni all'impianto, ma se parliamo di alta fedeltà, tutto ciò che arriva alle casse viene ariprodotto, quindi è necessario riuscire ad ottenere la purezza del segnale  , cioè riuscire a trasportarlo senza degradarlo, perchè tutte le degradazioni saranno ben udibili.
Per farti un esempio, se uso un tubo per drenare l'acqua sporca non mi interessa usare precauzioni ed userò il primo tubo che mi capita. Ben altra cosa è se voglio trasportare l'acqua pulita in laboratorio, quindi userò tubi di verto sterilizzati tenuti costantemente puliti, ho reso l'idea?
Per quanto riguarda i fili intrecciati, devi pensare che uno dei problemi maggiori in un conduttore è l'effetto pelle, cioè quello che all'aumentare dell corrente predispone tutte le cariche elettriche sulla parte esterna del filo, proprio come avviene in una centrifuga, quindi intrecciare i conduttori, minimizza questa dispersione che in fili normali e non intrecciati è molto evidente. Questo significa che avrai molto meno informazioni elettriche trasmesse dal filo, in parole povere, ok?

i concetti mi sono ben chiari, forse anche grazie a qualche residuo di infarinature di elettrotecnica risalenti a una trentina di anni fa.

quello che non mi è chiaro, è come potrebbero "sporcare" il segnale microscopiche porzioni di R L e C parassite presenti nei cavi, quando appena dopo i cavi di potenza hai un crossover con componenti che usano tolleranze che arrivano, nel migliore delle ipotesi, al 5%, quindi con una variabilità, rispetto ai dati di progetto, di parecchi ordini di grandezza superiori... per tacere della deriva termica dei resistori, e del fatto che, come saprai, nelle induttanze del crossover, decine, centinaia di metri di rame solitamente non si usa rame OFC...
Ottima osservazione, in realtà è importante non aggiungere e non togliere nulla di ciò che parte dai morsetti dell'amplificatore, poi , se c'è un crossover mal costruito con induttanze di poca qualità e condensatori elettrolitici o cavetti da albero di natale, quelli continueranno a sporcare il segnale.
Una delle mie maggiori preoccupazioni è sempre stata quella di aprire le casse e vedere cosa si poteva migliorare. Comunque le casse migliori hanno induttanze in rame oxygen free, spesso specificato anche dal costruttore.
Il cavo che porta il segnale alle casse è spesso lungo almeno tre metri, quindi avere un buon cavo già riduce il lavoro di affinamento, poi si passa ai conduttori inerni e al crossover se si vuole ultimare il lavoro di "pulizia "...

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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da dinamanu il Mer 23 Nov 2016 - 10:53

@Angel2000 ha scritto:la treccia di conduttori non isolata è proprio per minimizzare l'effetto pelle che aumenta all'aumentare della corrente che passa nei cavi

non e' corretto, l'effetto pelle si minimizza ISOLANDO i singoli reofori ,si chiama Litz wire appositamente inventato...
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da sportyerre il Mer 23 Nov 2016 - 11:00

@Angel2000 ha scritto:
@sportyerre ha scritto:Oh bella, spaventa l'effetto pelle a 3000hz e non l'effetto induttivo e capacitivo di una bella treccia
la treccia di conduttori non isolata è proprio per minimizzare l'effetto pelle che aumenta all'aumentare della corrente che passa nei cavi, l'effetto capacitivo ed induttivo riguarda il cavo con la guaina, cioè, se l'isolante non è idoneo e non mantiene lontani sufficientemente i conduttori, si può ingenerare l'effetto capacitivo o induttivo nel caso in cui si creino spire di filo.

Guarda che hai un po' di confusione in testa a proposito del sistema per limitare l'effetto pelle, i fili intrecciati devo essere isolati tra loro (filo di Litz) e poi parallelati alla terminazione, se intrecci fili di rame non isolati tra loro ti ritrovi a tutti gli effetti un normale cavo di sezione più grossa in cui le correnti ad alta frequenza scorrono preferibilmente verso la superficie, ma più flessibile e con maggiore superficie esposta all'ossidazione.
Si trova il cavo Litz con sezione equivalente adeguata? A che prezzo?
Intrecciare cavi normali per evitare l'effetto pelle è una non soluzione: la treccia diminuisce la lunghezza utile del cavo di almeno il 30%, significa dover utilizzare cavi più lunghi del necessario e quindi aumentarne la resistenza.
Stai parlando di teorie metafisiche da televenditori
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da sportyerre il Mer 23 Nov 2016 - 11:01

@dinamanu ha scritto:
@Angel2000 ha scritto:la treccia di conduttori non isolata è proprio per minimizzare l'effetto pelle che aumenta all'aumentare della corrente che passa nei cavi

non e' corretto, l'effetto pelle si minimizza ISOLANDO i singoli reofori ,si chiama  Litz wire appositamente inventato...
flic o floc? Very Happy
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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da Angel2000 il Mer 23 Nov 2016 - 11:06

@sportyerre ha scritto:
@dinamanu ha scritto:

non e' corretto, l'effetto pelle si minimizza ISOLANDO i singoli reofori ,si chiama  Litz wire appositamente inventato...
flic o floc? Very Happy
Con l'isolamento di ogni singolo filo  si massimizza la dispersione ma anche l'intreccio di fili è già utile per minimizzare l'effetto pelle, purtroppo l'effetto capacitivo è in agguato quando si usano molti conduttori con dielettrico, io preferisco il filo oxygen free intrecciato finemente come usa Audiothecnica, in effetti l'aria fa già da dielettrico per chi non lo sapesse, a livello microscopico è evidente, sperimentato da me a confronto con altri ben più costosi, specialmente sui bassi è il massimo quel tipo di filo, cioè intrecciato due volte, una prima volta creando matassine di filo, una seconda volta una matassa di matassine.

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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da sportyerre il Mer 23 Nov 2016 - 11:12

@Angel2000 ha scritto:
@sportyerre ha scritto:
flic o floc? Very Happy
Con l'isolamento di ogni singolo filo  si massimizza la dispersione ma anche l'intreccio di fili è già utile per minimizzare l'effetto pelle, purtroppo l'effetto capacitivo è in agguato quando si usano molti conduttori con dielettrico, io preferisco il filo oxygen free intrecciato finemente come usa Audiothecnica, in effetti l'aria fa già da dielettrico per chi non lo sapesse, a livello microscopico è evidente,  sperimentato da me a confronto con altri ben più costosi, specialmente sui bassi è il massimo quel tipo di filo, cioè intrecciato due volte, una prima volta creando matassine di filo, una seconda volta una matassa di matassine.

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Re: Una storia di cavi

Messaggio Da Angel2000 il Mer 23 Nov 2016 - 11:16

@sportyerre ha scritto:
@Angel2000 ha scritto:
Con l'isolamento di ogni singolo filo  si massimizza la dispersione ma anche l'intreccio di fili è già utile per minimizzare l'effetto pelle, purtroppo l'effetto capacitivo è in agguato quando si usano molti conduttori con dielettrico, io preferisco il filo oxygen free intrecciato finemente come usa Audiothecnica, in effetti l'aria fa già da dielettrico per chi non lo sapesse, a livello microscopico è evidente,  sperimentato da me a confronto con altri ben più costosi, specialmente sui bassi è il massimo quel tipo di filo, cioè intrecciato due volte, una prima volta creando matassine di filo, una seconda volta una matassa di matassine.

Senza contare che la supercazzola prematurata ha perso i contatti col tarapia tapioco!
va bhè, su quello sei esperto più tu SmileSmileSmile

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Re: Una storia di cavi

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