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Enrico Rava e Joshua Redman

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Enrico Rava e Joshua Redman Empty Enrico Rava e Joshua Redman

Messaggio Da fannaru Mar 24 Mar 2009 - 19:52

Nonostante i miei gusti mi facciano propendere per il Jazz anni 50 e 60 ogni tanto acquisto qualche CD di autori contemporanei.
Gli ultimi due in ordine di tempo sono:
1) "New York Days" di Enrico Rava nel suo fantastico quartetto (S. Bollani al piano, Mark Turner T.sax, Larry Grenadier doppio basso e Paul Motian alla batteria). Undici i brani quasi tutti di Rava eccetto le due "Improvisation" che ovviamente sono di tutto il gruppo. Il suono della tromba di Rava è splendido a tratti crepuscolare, capace in certi passaggi di stimolare l'immaginazione e ritrovarti con il pensiero a passeggiare a tramonto su una avenue di NY appena bagnata dalla pioggia (... il potere della musica ) come in "Luna Urbana". Tra i brani più belli "Count Dracula" dove il sax di Turner e la tromba di Rava duettano sulla base di un tappeto sonoro creato da Bollani e dagli altri musicisti e " Certi angoli segreti " che si basa sulla stessa dinamica di dialogo tra gli strumenti.
Booklet con scarse informazioni e con foto in B/N del gruppo durante le sedute di registrazione.

2) " Compass " di Joshua Redman giovane (40enne) sassofonista alla sua terza prova discografica come solista e a capo di un quartetto insolito in quanto formato da due bassisti: Larry Grenadier, (si lo stesso che è nel gruppo di Rava) e Ruben Rogers e due batteristi: Brian Blade e Gregory Hutchinson. Il clima che si respira in questa registrazione è del tutto diverso. Sebbene Redman sia stato descritto nelle prove precedenti come uno neo-tradizionalista e si sente benissimo che ha ascoltato tanta buona musica specialmente hard bop, ma è anche chiaramente figlio del suo tempo. Sapori funky e soul ogni tanto fanno capolino nelle sue composizioni ma ciò che sorprende di più, se uno conosce le sue precedenti prove, è una chiara apertura verso il free, come nel caso di " Identity Thief ".
I brani sono dodici e Redman usa i musicisti a sua disposizione in modo vario, nel senso che a volte fa a meno di un basso e/o di una batteria e si fa accompagnare da un trio, ma a volte sono in quattro rinunciando solo ad un percussionista ma spesso sono in cinque
e ciò in pratica significa una base ritmica coinvolgente.
Tra i brani più interessanti oltre al già citato " Identity Thief ", lo swingante " Hutchhiker Guide ", " Un Peu Fou ".
Altrettanto belli gli intimisti " Just Like you" and la stupenda " Moonlight"

Dovrei dilungarmi di più perchè ogni brano dei due CD meriterebbe un ascolto ed una analisi attenta, e ciò avviene solo quando ci trova di fronte a due opere convincenti, ma non posso e non credo si possa abusare dello spazio del forum....
Giudizio finale: entrambi consigliati vivamente.
fannaru
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