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Te la do io la Russia!!

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Te la do io la Russia!!

Messaggio  jjohn il Mar 9 Nov 2010 - 19:27

Proseguendo con la schiera delle mie realizzazioni su TFORUM;

Anche se questa volta è un amplificatore RF diversifico per non annoiarci;


Dopo aver trovato un po’ di tempo per dedicarmi agli amici di questo forum, cercherò con il presente post di descrivere il più dettagliatamente possibile un amplificatore lineare “RF” che ho personalmente progettato e realizzato ed assolutamente dedicato alla nobile frequenza dei 27 mHz.

Da tempo coltivavo l’idea di progettare e realizzare un amplificatore lineare “RF” per la frequenza dei 27 mHz; tale apparato è stato pensato per essere solido, robusto ed anche duraturo, con una pulizia spettrale eccellente, una buona potenza e dotato di strumenti di controllo del funzionamento generale. Inizierò a descrivere la parte alimentatore HT; Questo lineare è composto da una sezione HT che eroga una tensione di circa 1536,9V a vuoto e cioè 545 X 2,82=1536,9, mediante un duplicatore rettificatore di tensione il quale eleva la tensione per un fattore di 2,82, unico neo di tale duplicatore è che sotto carico ed alla massima potenza, la tensione cala fino ad un limite di circa 1480V. Il trasformatore impiegato per la sezione HT è un trasformatore della pregiata ditta US. Stancor, con etichetta metallica e numero di produzione punzonato, A Quality Product part. N. 14201 CHICAGO ILL. U.S.A. con un primario a 115V ed un unico secondario a 545V e 455mA, capace di erogare in modo continuo fino a 600mA, con contatti su linguette a saldare, tale trasformatore è ad alto isolamento, testato fino a 3,5kV, trasformatore dedicato a scopi militari e quindi costruito in modo rigoroso. La scelta è caduta su questo tipo di trasformatore per il semplice motivo che, oltre ad essere elettricamente eccellente, è privo di vibrazioni generate dalla corrente indotta, essendo il nucleo completamente immerso in uno speciale materiale e completamente schermato dal telaio del trasformatore mediante metallo amagnetico di pregio, verniciato di nero con vernice testurizzata assai spessa; il trasformatore è di forma rettangolare, con svasatura angolare di circa 10mm di profondità nei 4 bordi e per tutta l’altezza del trasformatore; alla base ha un tipo di fissaggio ad occhielli alla Born in the USA. Ognuno può naturalmente utilizzare il trasformatore che vuole, l’importante è avere corrente e tensioni ed isolamento sicure, tali da poter garantire una ottima tenuta e funzionamento nel tempo, capace di sopportare eventuali ed improvvise richieste di corrente senza cedimenti catastrofici o eventuali interruzioni o bruciature dell’avvolgimento secondario o primario.

Trasformatore di alimentazione filamento valvola.

L’alimentazione del filamento è ottenuta tramite un trasformatore con primario a 220V e due uscite sul secondario, una da 24V ed una da 12V, 4A; naturalmente anche questo trasformatore verrà alimentato al primario con una tensione di 115V; sul secondario ci ritroveremo quindi le tensioni dimezzate, rispettivamente 12V e 6V che, come spiegherò in seguito, sono le tensioni occorrenti per alimentare correttamente il filamento della valvola finale. L’alimentazione dei servizi è data da un trasformatore toroidale ad alto rendimento ed a basso flusso disperso con primario a 220V e secondario a 38V, 1.2A, che come nel caso precedente alimentando il primario a 115V, La tensione sul secondario si dimezza a 19V. Un trasformatore degno di nota dal funzionamento particolare ovvero reso particolare, è quello che alimenta le ventole di raffreddamento della valvola finale; questo trasformatore è costituito da un primario a 220V ed un secondario a 36V con presa centrale, ossia 18V, 0 e 18V, 700mA; naturalmente anche il primario di questo trasformatore andrà alimentato a 115V, quindi al secondario avremo 9V 0 9V. Ora vi spiegherò con quale configurazione ho utilizzato questo trasformatore; trovandomi di fronte al problema del rumore prodotto dalle ventole durante la rotazione e dal soffio dell’aria delle stesse, ho deciso di dare un taglio netto a tale fatto semplicemente trovando il flusso d’aria sufficiente al raffreddamento della valvola finale, mettendo a tacere il tutto tramite una corretta alimentazione delle stesse ventole; premetto che le ventole sono di ottima fattura, marchiate SUNON E JAMCON, una da 120x120mm, utilizzata come premente e l’altra, da 80x80mm, utilizzata come traente, ambedue con avvolgimento a 220V, alimentandole ambedue a 133V, con l’utilizzo del secondario del trasformatore stesso per elevare la tensione fino a 133V, cioè 115+18=133V; il metodo è semplice: in pratica ho utilizzato un capo del primario alimentato a 115V, collegandolo direttamente ad un capo dell’avvolgimento delle ventole, e l’altro capo del primario alimentato a 115V l’ho collegato all’ingresso di un capo del secondario a 18V, prelevando così dall’altro capo del secondario a 18V una tensione di133V, misurata con un puntale del tester connesso al capo del secondario che collega le ventole direttamente con il primario e con l’altro puntale connesso all’uscita del secondario che, come ho detto è connessa elettricamente al primario, praticamente una sorta di autotrasformatore elevatore dove appunto il secondario non risulta più isolato dal primario per effetto del tipo di collegamento. Le ventole hanno le seguenti caratteristiche; Ventola 120x120mm MOD. JAMCON Tipo; JA1238H2-0N B, S= ball Bearing = (rotazione su cuscinetto a sfere) 220-240=(Volt Alim.) 50=(Hz) 85= flusso aria(CFM) 0.281 =Pressione statica (inchH2O) 2600=(Giri o R.P.M). 0.13= (A. corrente nominale assorbita) 20= (Potenza Watt) 45= livello di rumore in DB , Portata m3/hr=144,2. Altra ventola; Sunon 80x80mm tipo;SF23080A sleeve (rotazione su cuscinetto a bronzina) Alim.= 220-240V. freq=50/60Hz corrente assorbita=0,09A Watt consumati=18 velocità Max=2750 giri per minuto portata aria CFM=30 pressione statica(inch-h2O)=0.18 rumore nel funzionamento(DBA)=35 portata aria m3/hr= 50.97. Alimentando la ventola 120x120mm con una tensione di133V CA, avremo una portata d’aria di m3/hr= 80, ed un rumore di funzionamento che scende sotto i 20 dB. Alimentando l’altra ventola 80x80mm con una tensione di133V CA, avremo una portata d’aria di m3/hr=28 ed un rumore di funzionamento che scende sotto i 15 dB, quindi massima silenziosità ed aria a gogò!

Sezione timer.
I famigerati timer sono stati progettati e realizzati con il famoso ed impavido NE555, uno di questi timer ha un relè che ha due contatti a scambio da 8A tipo slim, il quale è collegato tramite il centro del primo contatto di scambio(NC) ad un capo del filamento della valvola finale; il trasformatore che alimenta il filamento della valvola finale è collegato tramite il contatto a riposo (NC) all’uscita 6V AC, provvedendo a fornire la tensione iniziale al filamento della valvola finale; dopo circa 2 minuti viene commutato il relè che provvede a fornire 12V AC al filamento, prelevandoli dall’altra presa del secondario dello stesso trasformatore, automaticamente avendo l’altro contatto centrale dell’altro scambio del relè collegato al positivo di alimentazione di uno stabilizzatore di tensione a 12V, provvede a fornire tensione ad un led bicolore (rosso/verde), il quale si illumina di rosso essendo collegato al contatto (NC) del secondo scambio a riposo, ed in seguito all’eccitazione della bobina e quindi all’attivazione dello scambio, il led si illumina di verde; tramite lo stesso contatto che fornisce tensione al led per farlo accendere di colore verde, viene alimentato anche il secondo timer, il quale provvede alla seguente funzione: dopo circa 4 minuti pilota un relè a 12V 12A tre contatti a scambio collegati uno con l’altro in parallelo per avere un ottima corrente di contatto, il quale provvede ad alimentare il primario del trasformatore HT tramite una resistenza da 80 Ohm 40Watt, che ha la funzione di fare caricare il circuito rettificatore e duplicatore molto dolcemente con una corrente iniziale bassa; collegato all’uscita HT, il circuito di soft start costituito da un transistor che, pilotato in base dalla tensione del duplicatore tramite una resistenza di caduta, provvede dopo circa 4 secondi (che possono diventare di più in base alla tensione di rete presente al momento di accensione ed al tempo impiegato per caricare i condensatori del rettificatore/duplicatore) a pilotare un relè a 24V due contatti a scambio 12A, il quale svolge due funzioni: la prima è quella di cortocircuitare con la chiusura del primo contatto (NA) la resistenza da 80Ohm e quindi fornire la tensione diretta 115V AC al primario HT; la seconda è quella di segnalare l’avvenuta commutazione tramite l’accensione di un altro led bicolore che in partenza, con il secondo contatto di scambio (NC) a riposo (avendo il centro dello scambio collegato alla tensione stabilizzata a 24V) provvede a fornire tensione al led bicolore, accendendolo di rosso; successivamente all’eccitazione della bobina di questo relè da parte del circuito soft start, esso provvede a far accendere la parte del led verde che è collegata all’altro contatto di scambio (NA) del relè, segnalando il raggiunto regime della tensione di alimentazione anodica e che quindi il lineare è pronto per l’utilizzo.

Strumenti.
Come strumenti di indicazione della potenza d’uscita RF abbiamo un particolare occhio magico, il quale è costituito da una valvola EM84 che segnala, tipo VU-Meter, la potenza irradiata dallo stadio finale RF; la parte luminescente della valvola mostra, tramite una finestrella lunga 40mm e alta 4,1mm, il livello di potenza irradiato, illuminandosi di un colore verdognolo vivo chiudendo e aprendo due linee che partono dai due lati verso il centro; l’alimentazione del filamento, di 6V AC, è ottenuta da un apposito trasformatore dedicato, inglobato in resina epossidica; questa valvola è alimentata in placca tramite una resistenza di caduta che preleva la stessa tensione anodica che alimenta la valvola finale RF; la tensione negativa necessaria per pilotare la griglia è ottenuta prelevando una porzione di RF dal ∏ d’uscita del lineare, raddrizzata con apposito circuito rettificatore-elevatore di tensione, inviata poi alla griglia controllo. Altro strumento abbastanza importante è il termometro digitale, incassato nel frontale del lineare, che serve per controllare la temperatura del corpo della valvola; tale strumento è provvisto di una scala che descrive l’arco di raggio, (emula quindi una scala analogica) divisa in tre tratti: il tratto iniziale è di colore blu, il tratto centrale è di colore arancio, il tratto finale è di colore rosso; alla scala analogica corrispondono, nella parte superiore, i valori numerici da 0 a 80°C, commutabili in °F tramite apposito pulsantino, con cifre di color bianco ghiaccio; nella parte bassa al centro della scala ad arco (a strumento acceso) si può vedere un indicatore che come forma si presenta tipo una goccia molto allungata di colore bianco ghiaccio e rivolta verso l’alto, fino a sembrare quasi una piccola ed elegante lancetta che indica i gradi raggiunti, seguendo il movimento dell’arco quasi come fosse la lancetta di uno strumento analogico; sempre sulla parte bassa, ancora più sotto della lancetta, verso la parte sinistra è visibile il simbolo del termometro; al centro si vede l’indicatore numerico digitale di colore bianco ghiaccio a due cifre e mezza, accompagnato dal simbolo °C O °F, a seconda della selezione voluta ES:(33,2°C; il display è LCD, con sfondo sul violaceo, retroilluminato vivacemente. Questo termometro ha una sonda con bulbo in acciaio nichel, la quale rileva la temperatura del corpo della valvola; questo bulbo è fissato tra il corpo ed il supporto della valvola, che funge anche da zoccolo per la valvola; questa sonda/bulbo ha un conduttore elettrico isolato in PVC, collegato allo strumento in modo fisso, conduttore che elettricamente conduce il rilevamento della temperatura verso lo strumento, e che deve essere schermato dalle interferenze (rischio presente nei circuiti a radiofrequenza di una certa portata): per ovviare ai disturbi della RF ho utilizzato uno stratagemma molto, molto semplice, praticamente schermando il conduttore del termometro in tutta la sua lunghezza, avvolgendolo con la stagnola presente nei cavi schermati; collegandola a massa in due punti, ho ottenuto una schermatura tale da permettere la lettura anche delle più piccole variazioni di temperatura in modo impeccabile, anche alla massima potenza RF irradiata; è inutile cercare di utilizzare la calza di un cavo schermato: creeremmo soltanto un ulteriore ed ottimo conduttore che disturberebbe assai la lettura del nostro bel termometro. Lo strumento è alimentato a 5V da un apposito stabilizzatore.

Amperometro.
L’amperometro utilizzato per misurare la corrente assorbita misura la corrente a riposo, la corrente a massimo regime della valvola finale, ed anche la corrente assorbita dall’occhio magico; ha un fondo scala di 500mA (shuntato) ed è collegato sul ramo negativo dell’anodica. Lo strumento è illuminato internamente di un verdolino brillante, ottenuto mediante due led di colore verde posti ai due angoli nella parte inferiore, all’interno dello strumento; questi led proiettano un fascio di luce che si apre a ventaglio per tutta la scala, creando un gradevole effetto di luce molto soft, ma in grado di illuminare e rendere ben visibili i numeri impressi sulla scala dello strumento; i numeri sono di colore nero su sfondo bianco; la lancetta è di colore arancio vivo.

Stabilizzatori.
In questo lineare abbiamo tre stabilizzatori di tensione; uno provvede a fornire una tensione stabilizzata a 24V, ottenuta tramite un integrato LM317T; la tensione di questo stabilizzatore è regolabile da un minimo di due volt fino ad un massimo di 34V con una corrente totale di 2,2A (con dissipatore); tale tensione alimenta i servizi, le varie spie e luci led, quindi anche relays di “scambio” del lineare e relativo circuito, e tutti i circuiti secondari; un altro stabilizzatore è costituito da un altro LM317T (con dissipatore), il quale riceve una tensione stabilizzata di 24V, ed è stato regolato per un valore di tensione in uscita di circa 12,5v, utilizzata per alimentare i due circuiti timer e relativi relays ed un altro integrato stabilizzatore a 5V fissi, serie L494V05, il quale alimenta il termometro digitale, fornendogli una tensione perfettamente pulita e stabilissima ed anche priva di fluttuazioni.

Circuito soft start.
Il circuito soft start è costituito da un transistor di media potenza (BFS56A), polarizzato in modo da entrare in conduzione quando è presente l’esatto regime di tensione anodica, già illustrato, rilevato alla base del transistor, pilotando così un relays a 24V; la tensione anodica viene così applicata a tale transistor tramite due resistenze di caduta da 1 Meg, la seconda delle quali è seguita da una resistenza da 37kOhm facente parte del circuito di polarizzazione; tale circuito monitorizza costantemente la tensione del duplicatore HT, ed in più, essendo alimentato direttamente dalla tensione del rettificatore del trasformatore che alimenta i circuiti ausiliari, svolge due funzioni: se la tensione del rettificatore ausiliare si abbassa al di sotto dei valori minimi, il relays del soft start viene diseccitato, quindi la spia della tensione anodica si accenderà di rosso segnalando il malfunzionamento e contemporaneamente verrà tolto il cortocircuito dalla resistenza da 80 Ohm, che quindi darà tensione al primario del trasformatore HT: finchè il difetto nel circuito di alimentazione non sarà trovato e risolto, la tensione di alimentazione anodica non andrà mai a regime e quindi non si potrà utilizzare il lineare; oltretutto, se si insiste nel premere portante cercando di pilotare la valvola finale eccitando il relays di “scambio” del lineare, si vedrà la zona luminescente dell’occhio magico quasi spegnersi, ed in più si abbasserà ulteriormente la tensione del rettificatore ausiliare, e dopo due o tre colpi di portante tutti i timer, non ricevendo più la corretta tensione di alimentazione che parte dal rettificatore ausiliare verso lo stabilizzatore principale e circuiti correlati, andranno in reset, facendo ripartire il sistema; se invece sarà solo il duplicatore HT a difettare, non potrà mai essere raggiunto il giusto regime di tensione anodica, quindi il circuito/monitor del soft start, non ricevendo il giusto valore di tensione anodica, non ecciterà il relays che cortocircuita la resistenza da 80Ohm e la spia relativa segnalerà rosso e di conseguenza, cercando di pilotare la valvola finale, avremo un calo di tensione tale da far spegnere la zona luminescente della valvola che indica la potenza d’uscita, cosa che farà intuire un malfunzionamento; finché tale difetto non sarà risolto, la tensione anodica non andrà mai a regime e rimarrà così per tutto il tempo, essendo interposta in serie all’alimentazione del primario HT la resistenza da 80Ohm, 40Watt.

Frontale e comandi.
Per quanto riguarda il frontale del lineare, sono presenti i seguenti comandi: interruttore d’accensione a leva, posizionato quasi all’estrema destra dell’angolo in basso; interruttore “Warm Up”, posizionato in basso distanziato dall’angolo sinistro, di colore nero, rettangolare, con i numeri “zero” ed “uno” di colore bianco, impressi nel bilanciere dell’interruttore; manopole di accordo: Load posizionata al centro verso la metà della parte superiore del frontale, Tune in linea con la manopola load, posizionata sempre al centro in verticale, ma verso la metà della parte inferiore del frontale; la serigrafia di indicazione della posizione di accordo della manopola load è impressa sul frontale sotto forma di cerchietti neri a riempimento, distanziati tra loro, in modo da formare un semicerchio; la manopola ha una tacca di riferimento bianca verticale in un punto del bordo il quale risulta leggermente inclinato per tutti i 360° nei confronti del centro della manopola. La manopola del tune è di colore nero, ha la serigrafia di colore bianco a tacchette distanziate tra di loro, che descrivono un semicerchio, queste tacchette sono impresse sul bordo della manopola il quale risulta inclinato per tutti i 360° nei confronti della manopola stessa; le tacchette sono cinquanta, all’inizio delle tacchette, nella parte destra, è presente lo zero, dopo dieci tacche è presente il venti e così via fino ad arrivare al numero cento, che si trova a sinistra alla fine delle tacchette; questa manopola non ha nessun riferimento impresso nel frontale per l’indicazione della posizione di accordo, come riferimento fisso si guarda la N della scritta tune, che si trova sopra questa manopola ed ha l’angolo superiore di questa lettera esattamente posizionato al mezzogiorno. Delay. la manopola che regola il ritardo del relays di commutazione del lineare in modo continuo in SSB, è di colore nero con un dischetto bianco avente impressa una scala numerica di colore blu che riporta i numeri da uno a dieci, distanziati tra loro per quasi tutti i 360°; questa manopola si trova esattamente al centro in linea verticale con le altre due manopole, load e tune, esattamente sotto la manopola tune nell’ultima metà inferiore del frontale. Linee di modanatura: nella parte inferiore del frontale e per tutta la sua lunghezza è presente una linea alta circa 40mm, di color marrone testa di moro, dove sono presenti i seguenti interruttori e spie led, al centro della linea visti da destra verso sinistra: Interruttore di accensione a leva, led spia riscaldamento filamento valvola finale, manopola delay, interruttore warm up, led spia tensione anodica; in alto a sinistra nella metà del frontale proprio sopra la spia dell’anodica, è presente la finestrella rettangolare dell’occhio magico, i due centri verticali di questi due indicatori coincidono perfettamente; ci sono anche tre linee verticali impresse sotto il bordo inferiore della finestrella dell’occhio magico, due linee sono impresse ai lati inferiori della finestrella ed indicano la posizione esatta delle due linee luminescenti a riposo, la linea centrale indica la posizione esatta che raggiungono le due linee luminescenti quando viene irradiata potenza RF, chiudendosi dagli estremi verso il centro ma senza toccarsi, rimanendo distanziate alla larghezza della linea verticale stessa, cioè di 1mm, indicando così il punto di massima potenza della RF irradiata. Sopra l’interruttore di warm up è presente una spia ad incandescenza con gemma rossa perfettamente coincidente con il centro orizzontale della finestrella dell’occhio magico e con il centro verticale dell’interruttore di warm up; questa spia ha una gemma rossa che si avvita al portalampada, il quale ha una borchia circolare di modanatura e fissaggio di diametro di 30mm color nichel metallica, con 8 fori distribuiti nel bordo della borchia stessa nei 360°. Spia power: la spia power è un led rosso, il quale segnala la presenza della tensione generale 115V AC. Più in alto della spia warm up, verso l’angolo sinistro superiore del frontale è presente il termometro digitale incassato nel pannello frontale, modanato da una cornicetta rettangolare nera di materiale plastico, con smussatura angolata lungo tutto il perimetro, quasi come certe cornici di quadri. L’amperometro, di forma rettangolare (42mm di larghezza e 45mm di altezza) si trova posizionato proprio sopra il centro della spia power, con il centro dello strumento coincidente con questa spia, quasi all’angolo della parte destra superiore incassato nel frontale in un supporto rettangolare di bachelite colore marroncino spessa 5mm, fissata al frontale con resina epossidica; sotto al centro di questo strumento si vede la scritta nera, impressa sul frontale, Plate Current; il rivestimento del frontale, costituito da uno strato di alluminio spesso 1mm ed incollato solidamente alla paratia metallica del frontale con delle colle speciali, mette in risalto le scritte nere. Un’altra linea nera a “trama” alta 5mm è impressa nella metà della parte superiore del frontale partendo da sinistra verso destra e attraversa, come ho scritto, la metà superiore del frontale, ed appena dopo le manopole di accordo scende in modo obliquo, andando ad intersecarsi con la linea marrone della metà inferiore. La funzione di queste linee è quella di alleggerire il volume visivo del frontale, proprio come si faceva nelle fiancate delle automobili degli anni 70. Due maniglie con angoli squadrati in materiale plastico colore nero e parte centrale in alluminio lavorato, alte in tutto 130mm spesse 10mm e profonde 40mm, sono state montate ai due lati del frontale con due viti. Frontale. Il frontale può essere separato dal resto dello chassis, ha un piano interno di supporto ad esso elettrosaldato ed un'altra paratia di dimensioni uguali al frontale, che saldata in verticale nella parte estrema posteriore completa il contenitore; per irrigidire la struttura sono state elettrosaldate delle piattine angolari, dall’angolo destro della parte interna del frontale all’angolo destro della parte interna della paratia posteriore e così anche dalla parte sinistra; nel piano così completato e rinforzato alloggiano tutti i componenti del lineare; questo piano/supporto al suo interno ha tre paratie che dividono e schermano il piano interno (visto in pianta) in tre parti; la prima paratia è elettrosaldata in verticale sulla parte destra del piano interno, alla distanza di circa 120mm dal bordo destro del piano, e si interseca con la paratia posteriore elettrosaldata, alta circa 170mm e profonda 230mm, spessa 3mm; l’altra paratia, posizionata in verticale e distanziata, dalla parte interna del frontale, di circa 120mm, larga 230mm e alta 150mm è di alluminio, spessa circa 4mm ed è avvitata alla paratia della parte destra, formando così due scomparti; nello scomparto anteriore frontale sono ospitati i variabili e l’induttanza d’accordo; nello scomparto posteriore, cioè lo scomparto che si combina con la paratia elettrosaldata posteriormente, alloggia il trasformatore HT, fissato agli occhielli angolari inferiori, il duplicatore fissato alla paratia posteriore con distanziatore ed apposito bulloncino; anche il trasformatore per l’alimentazione del filamento della valvola finale si trova in questo scomparto, fissato in verticale sulla paratia di destra con appositi distanziatori a torretta e bulloncini d’acciaio; a sinistra nello scomparto interno frontale, appena dopo i variabili, è presente un'altra paratia alta circa 170mm, profonda 120mm montata in verticale con i due bordi incassati tra la paratia di alluminio e la paratia del frontale, formando così un altro scomparto sulla sinistra verso l’angolo frontale interno, dove sono alloggiati: il trasformatore di alimentazione delle ventole, il trasformatore di alimentazione dei servizi, l’occhio magico ed il relativo circuito di pilotaggio, il termometro ed il suo stabilizzatore, il relè soft start e relè alimentazione primario HT più resistenza 80Ohm 40watt montata in verticale con apposita barretta filettata in quanto questa resistenza, essendo avvolta a filo su supporto ceramico tubolare, al centro è vuota. Nella paratia posteriore guardandola da dietro si possono vedere i seguenti collegamenti e connettori, da sinistra verso destra: vaschetta filtro con contatti alimentazione 115VAC e collegamento equipotenziale; appena più in alto di questa vaschetta, sempre sulla parte sinistra, ci sono due portafusibili; ancora più in alto, sempre in linea verticale con la vaschetta alim., troviamo una presa femmina a forma di 8 in posizione orizzontale a due contatti, installata a filo dall’interno della paratia posteriore: questa presa alimenta le ventole; verso la parte destra centrale in alto quasi verso il bordo superiore è stato installato il portafusibile dell’anodica; nella parte destra verso l’angolo in basso sono posizionati i due PL (RTX-OUT) in linea verticale coincidenti tra di loro al centro foro; in alto verso l’angolo destro, proprio sopra i due connettori PL in posizione orizzontale è stato installato un filtro passa basso a T 0~30 mHz tre celle da 1kW di potenza, Drake. Questo piano/supporto ha inoltre due guide laterali le quali per tutta la profondità scorrono dentro due binari che si trovano sulle paratie destra e sinistra dello chassis che si separa fisicamente dal frontale; questa parte staccabile di forma rettangolare aperta anteriormente (senza il frontale inserito), ospita anche le ventole; nella parte esterna destra superiore, a metà telaio dove ci sono dei fori di aerazione, è montata la ventola traente 80x80mm; quasi in linea con questa ventola, ma nel lato verticale della parte destra è montata la ventola premente che si affaccia verso la valvola finale, posizionata quasi in linea con il centro della ventola, tramite un foro (circolare) praticato precedentemente su questa parete, di diametro uguale alla bocca della ventola da 120x120mm; ambedue le ventole sono fissate al telaio tramite un silicone speciale che assorbe le vibrazioni e fa anche da guarnizione;la ventola traente è fissata elasticamente allo chassis nei suoi quattro angoli, per mezzo di quattro grosse colate di silicone speciale nero ed è distanziata di circa 6mm dalla parete di fissaggio “orizzontale” superiore dove è appunto collocata e dove sono presenti i fori di aerazione dello chassis; la distanza di 6mm è indispensabile per permettere alle ventola di estrarre la giusta quantità d’aria calda senza creare riflussi che impedirebbero un buon funzionamento, la ventola premente è fissata elasticamente al telaio in verticale tramite una guarnizione di silicone nero speciale ottenuta al momento del montaggio distanziando opportunamente la ventola tramite appositi spessori di circa 3mm e chiudendo la guarnizione siliconica per tutta la circonferenza della bocca di mandata della ventola, ottenendo così una bocca di convoglio direzionale senza spifferi laterali; una volta montato il piano/supporto estraibile dove è montata la valvola finale, il contenitore si chiude anche dalla parte frontale, in questo modo il flusso dell’aria erogato dalla ventola premente, viene direzionato su tutto il dissipatore ed anche verso la valvola; l’aria viene poi deviata verso l’alto dalla paratia di separazione dietro alla valvola, uscendo dai fori di aerazione superiori, dopodiché l’aria calda viene raccolta dalla ventola traente che, accelerando il processo di estrazione dell’aria, raffredda ulteriormente tutto il corpo valvola, aiutando ulteriormente il dissipatore nel suo compito; questo fattore è dovuto ad un potente e controllato effetto “camino” imposto dalla circolazione d’aria forzata. Valvola finale; la valvola finale è una valvola di costruzione russa in metallo-ceramica, si tratta di un triodo, la sua sigla è GI70B; questa valvola esiste in due versioni; GI70B senza dissipatore e GI7B con dissipatore (elettricamente e meccanicamente identiche) ed è capace di erogare anche 800Watt se alimentata con 2000V di anodica e con un pilotaggio di catodo di circa 35Watt. Ho montato questa valvola nella parte laterale destra del piano estraibile, supportata dallo zoccolo che ho appositamente costruito; questo zoccolo, oltre che fare anche da supporto alla valvola stessa, ha anche il variabile e l’induttanza di accordo di ingresso installati su di esso, con il variabile che si affaccia con il perno verso il bordo esterno per poter essere regolato, ha inoltre un convogliatore d’aria fatto di piccole placche di rame applicate nel corpo dello zoccolo stesso in orizzontale in modo tale che l’aria convogliata raffreddi sufficientemente anche la parte più bassa della valvola, dove appunto si trova il catodo il quale, come ho scritto, deve essere assolutamente raffreddato ed in questa configurazione riceve il giusto flusso d’aria “forzata”; la valvola nella parte superiore ha una superficie piana circolare con al centro un bullone da 6mm con dado cilindrico per il fissaggio del corpo del dissipatore su di essa; il dissipatore, prima di poter essere montato è stato perfettamente spianato (a mano) per fare in modo che tra la base della placca e lo stesso dissipatore non si creassero problemi di dissipazione, onde evitare di fare surriscaldare la placca per il cattivo contatto tra le due superfici; comunque è buona regola applicare un velo di silicone termoconduttivo tra queste due superfici. Lo “speciale” dissipatore alettato (che non lascia indifferenti vedendolo), ha la base dove avvita la valvola spessa circa 15mm; le alette sono alte circa 70mm e spesse 3mm; la larghezza del dissipatore è di circa 125mm; la profondità è di circa70mm; il peso è circa 700grammi, il corpo alettato è verniciato con una speciale vernice nera (la quale alla base è stata rimossa); le alette hanno un particolare sistema di linee orizzontali a rilievo lungo le fiancate, ed è proprio per questa particolarità che a parità di dimensioni dissipano più di un dispersore alettato liscio, il dissipatore è stato ottenuto mediante taglio eseguito con apposito macchinario numerico, da un dissipatore che all’origine pesava dieci kg. Le valvole sono raffigurate sotto con le loro caratteristiche elettriche e meccaniche e con dissipatore originale.






A - anode; C - grid; KP - cathode and heater;
P - heater



GENERAL
Cathode: indirectly heated, dispenser, oxide-coated.
Envelope: metal-ceramic.
Cooling: 24 m3/hr forced air (GI-7bT; 27 m3/hr). For 350W dissipation, 40 m3/hr is required by all!
Height, mm, at most: with heat sink: 110.5
without heat sink: 97
Diameter, mm, at most: with heat sink: 65
without heat sink: 36.3+
Mass, gm, at most: with heat sink: 330
without heat sink: 170



Induttanza di blocco RF;
l’induttanza di blocco RF è stata costruita avvolgendo 170 spire di rame smaltato di sezione di 0,40mm attorno ad un cilindro di ceramica di sezione di circa 28mm alto circa 120mm; il cilindro ceramico è cavo all’interno e permette di poter essere fissato al telaio tramite bulloncino di ottone (amagnetico); prima di avvolgere le spire ho provveduto ad applicare un foglio di mica speciale attorno al cilindro per tutta l’altezza, utilizzando la mica come supporto di ancoraggio per fare in modo che al passaggio di ogni spira attorno al cilindro ci fosse un ancoraggio sicuro e così facendo ho avvolto strettamente le 170 spire; a lavoro ultimato ho immerso a “bagno” l’induttanza di blocco in un contenitore con una vernice per avvolgimenti elettrici ad altissimo isolamento John Dolph’s; a lavoro ultimato ho fissato l’induttanza nello stesso scomparto dove è stata fissata la valvola finale, posizionandola a sinistra della valvola proprio all’inizio del dissipatore alettato; nella parte superiore dell’induttanza ho fissato il choke, ottenuto da uno spezzone di filo di rame pesantemente argentato lungo circa 120mm di sezione di 3mm angolato di forma ad U; i due estremi della U ottenuta devono rimanere distanti tra i loro di 20mm; al centro della U nelle parti dritte, da un capo all’altro, sono state saldate in parallelo tre resistenze da 175Ohm 2W, ottenendo così 50Ohm totali; ho collegato poi un capo di tale choke all’induttanza di blocco a filo e l’altro capo al dissipatore alettato per mezzo di uno spezzone di calza (schermo) di rg58, fissandolo ad una aletta del dissipatore con l’ausilio di una clip d’acciaio, raschiando un po’ di vernice dall’aletta per avere un buon contatto con l’anodo, il quale è connesso elettricamente al dissipatore. Circuito di pilotaggio relè di scambio; il circuito di pilotaggio del relè di scambio del lineare è installato nello stesso scomparto dove è montata la valvola finale, posizionato nell’angolo in alto a destra della parte interna della paratia posteriore fissato con apposita vite e distanziatore, il bulloncino di questa vite si trova saldato sullo chassis; questo circuito è formato da un circuito raddrizzatore che, prelevando una porzione di RF dall’ RTX tramite il cavo che collega il PL RTX con il relè di scambio del lineare, provvede a rendere continua tale tensione per poter poi pilotare il relè di scambio a 3 contatti a scambio 24V DC, che si trova nello stesso scomparto; nella stesso modulo pilota del relè è stato realizzato il circuito di delay che consente di regolare il ritardo in SSB con grande precisione tramite il relativo potenziometro rotativo che si trova sul frontale. Circuito di polarizzazione valvola finale; Il circuito che determina la corrente a riposo della valvola finale è costituito da un transistor di potenza plastico in contenitore TO247 tre pin 15 A 200V 150W (quindi abbondantissimo); il circuito ha un potenziometro da 4,7K con il quale si controlla una tensione alla base del transistor, regolando la quale per la giusta conduzione si determina la corretta corrente a riposo della valvola, corrente che dobbiamo tassativamente impostare per non avere una modulazione distorta; una resistenza da 10K ceramica a filo è stata interposta in serie tra il collettore (l’emitter è collegato al negativo) del transistor ed il catodo della valvola; tale resistenza in fase TX viene cortocircuitata dal relè di scambio del lineare; così facendo la valvola passerà in conduzione vedendo solo il circuito di polarizzazione, mentre in fase RX il relè a riposo non cortocircuiterà tale resistenza e la valvola verrà completamente interdetta da parte di una forte tensione negativa che si troverà sul catodo, vista la presenza della resistenza da 10K nel circuito catodico; tale circuito è stato posizionato nello stesso scomparto dove è montata la valvola finale, e si trova nella parte destra in alto della paratia verticale nel punto che chiude questo scomparto formando un angolo con la paratia posteriore; il perno del potenziometro che regola la corrente di riposo è rivolto verso il bordo esterno destro di questo piano/supporto. Induttanze di blocco alimentazione filamento valvola finale; le due induttanze di blocco che provvedono a fornire la tensione AC al filamento della valvola finale e a bloccarne la RF, visto che il catodo è collegato internamente al filamento, sono costituite da due pezzetti di ferrite tonda lunghi circa 70mm, di diametro di 10mm; sopra ad ognuna di queste induttanze sono state avvolte 30 spire di rame smaltato bifilare di sezione di 0,8mm, bloccando ai due estremi tale avvolgimento tramite fascette in PVC; queste due induttanze ricevono tensione dal trasformatore dei filamenti che inizialmente all’accensione del lineare eroga una tensione di 6V AC; dopo qualche minuto tramite il relè del timer apposito ricevono 12V AC, tensione che alimenterà il filamento della valvola finale; la sequenza 6V AC ~12V AC è indispensabile in questi tipi di valvole ceramiche, per evitare che la corrente iniziale che alimenta il filamento, a freddo possa danneggiarlo; tali induttanze sono posizionate a ridosso della paratia di separazione verticale dietro allo zoccolo della valvola finale, saldate ad un supporto in bachelite con linguette metalliche per i collegamenti vari. Autotrasformatore 115V AC; Il trasformatore “Autotrasformatore” che alimenta tutto il circuito AC degli avvolgimenti primari dei trasformatori contenuti nel lineare, ha una potenza di 1kW ed una tensione che si può variare da 106V AC ~ 115V AC +~-10% tramite apposito cavallotto (jumper) situato sul frontale del contenitore; il contenitore che alloggia tale autotrasformatore è di forma rettangolare, alto 165mm, largo 115mm e profondo 175mmm con presa frontale tipo schuko, interruttore bipolare luminoso (rosso) posizionato all’angolo sinistro anteriore della parte superiore dove è anche installata una maniglia per il trasporto ed un cordone di alimentazione rete di colore grigio dietro in basso a sinistra; il colore del contenitore è blu “forza Italia” ha le feritoie di aerazione laterali e pesa complessivamente circa 7Kg.


Schema elettrico; (in due sezioni )








Qualche foto


Circuito soft start;



Duplicatore;



Pilota Occhio Magico;



Layout polarizzatore;



timer 1;


Timer2



Circuito Relays di scambio;



foto valvola e dissipatore;



Foto termometro digitale;



Foto timer1;



Foto timer2;



foto ventole;



Foto particolare cablaggio;



foto p/greco;



foto interna relays vari;


Foto trasformatore alimentazione anodica;



Foto filtro Drake tre celle;





L'ULTIMO DEI MOHICANI
Радиальные двигателя (Motore Stellare)
Grazie a tutti voi per avermi dato l'opportunità di far vedere i miei lavori e grazie a tutti gli amici di questo forum per aver letto il mio post al prossimo progetto!! BYE


Ultima modifica di Silver Black il Mer 10 Nov 2010 - 17:29, modificato 1 volta (Ragione : Violazione del regolamento: oggetto tutto maiuscolo)

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Re: Te la do io la Russia!!

Messaggio  DACCLOR65 il Mar 9 Nov 2010 - 20:12

Che dire! sei un vulcano! Wink Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap

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Re: Te la do io la Russia!!

Messaggio  jjohn il Mar 9 Nov 2010 - 20:18

@DACCLOR65 ha scritto:Che dire! sei un vulcano! Wink Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap

Quello che conta è che qualcuno di buona volontà realizzi uno dei miei apparati, speriamo che il tutto invogli all'autocostruzione, grazie dei complimenti BYE Wink

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Re: Te la do io la Russia!!

Messaggio  Barone Rosso il Mar 9 Nov 2010 - 20:30

Ti ho inserito il topic nei t-progetti .....

Comunque molto ben fatto ... e partendo pure da zero.




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Re: Te la do io la Russia!!

Messaggio  jjohn il Mar 9 Nov 2010 - 20:43

@Barone Rosso ha scritto:Ti ho inserito il topic nei t-progetti .....

Comunque molto ben fatto ... e partendo pure da zero.




Grazie molto gentile, trovo questo forum molto amichevole Wink

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Re: Te la do io la Russia!!

Messaggio  DACCLOR65 il Mar 9 Nov 2010 - 21:23

@jjohn ha scritto:
@Barone Rosso ha scritto:Ti ho inserito il topic nei t-progetti .....

Comunque molto ben fatto ... e partendo pure da zero.




Grazie molto gentile, trovo questo forum molto amichevole Wink

beh ogni tanto qualche baruffa c'è ma dopo la tempesta torna la quiete! Wink

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Re: Te la do io la Russia!!

Messaggio  Smanetton il Mar 9 Nov 2010 - 21:23

Caaaa....volo!!!!!!!!!!!
Congratulazioni vivissime!
Sono basito e ammirato: per fare il mio primo e unico lineare sulla 27 con la 807 (450 Volt di anodica!) - che sparava TVI per un raggio di tre isolati e sbrodolava su non meno di 100 Khz sopra e sotto la frequenza di emissione - avrò usato sì e no una ventina di componenti Shocked
Però che DX nelle giornate buone!!!

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Re: Te la do io la Russia!!

Messaggio  jjohn il Mer 10 Nov 2010 - 10:55

@Smanetton ha scritto:Caaaa....volo!!!!!!!!!!!
Congratulazioni vivissime!
Sono basito e ammirato: per fare il mio primo e unico lineare sulla 27 con la 807 (450 Volt di anodica!) - che sparava TVI per un raggio di tre isolati e sbrodolava su non meno di 100 Khz sopra e sotto la frequenza di emissione - avrò usato sì e no una ventina di componenti Shocked
Però che DX nelle giornate buone!!!

ciao, la 807 è stata usata molto sui push pull pilota dei modulatori, nelle sezioni finali non ha grandi capacità di erogazione, oltretutto se la fai lavorare in ab1 in RF e la piloti un pò pesante, addio placca!! effettivamente con due 807 si può ottenere una potenza di circa centoventi Watt, ma a patto che si lavori in classe C ed in modo discontinuo, è una valvola vecchia, ma se saputa utilizzare in bf rende parecchio, (classe b BF push pull 120WATT) ma in RF è troppo sporca nell'emissione!! anche la 811 è stata sostituita nei vari lineari hf, creava continui problemi, nei lineari HF serie FL della YAESU, sono state tutte rimpiazzate con valvole russe, ciao e grazie del tuo intervento Wink




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