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Un noto direttore d’orchestra e il suo punto di vista per l’ascolto di musifca hi-fi

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Messaggio Da robertopisa il 23/2/2020, 11:16

Teodor Currentzis è un direttore insolito, le cui esecuzioni suscitano sentimenti opposti. Dirige senza bacchetta l’orchestra MusicAeterna da lui fondata e si autocelebra parecchio come esecutore della musica divina, capite quindi i sentimenti opposti che suscita. Nato in Grecia, non gli piaceva come veniva eseguita la musica in Europa ed è andato in Russia a imparare, dove ha fatto carriera. Potevo sentirlo dal vivo, però il biglietto costava veramente troppo…

La prestigiosa rivista Gramophone gli dedica la copertina e una lunga intervista nel numero di Marzo 2020, che vi invito a leggere. Vi riporto cosa si dice riguardo alla sua passione per l’ascolto della musica a casa, come facciamo noi. Infatti secondo lui l’ascolto deve essere da soli o con pochi amici, mentre in una sala d’ascolto non puoi immergerti completamente perché sei in mezzo a sconosciuti. È uno dei pochi direttori che ci tiene all’impianto hifi. Infatti ha assemblato ben sei diversi impianti hi-fi con speaker di fascia alta: Tannoy Westminster, Wilson Audio, Bowers & Wilkins, Focal. Ama gli amplificatori a valvole e il cablaggio (Audio Note). Lo possiamo quindi considerare un audiofilo del nostro forum Smile

Currentzis afferma: Mi piacerebbe provare gli amplificatori Western Electric. Quando andavo al cinema e la porta si apriva e il suono ti abbracciava - questo è il suono di Western Electric. Paragono un buon impianto stereo a un letto. Certo, è bello dormire in un letto costosissimo, ma non è detto che ti garantirà il miglior riposo notturno. Puoi sognare un po' con componenti audio che sono state abbinati con amore e può essere meglio di un sistema acquistato con un sacco di soldi.

Ha fatto una prova di registrazione di un brano di classica sia usando una catena analogica che digitale. Currentzis afferma: Ovviamente, ci sono cose comuni ad ogni interpretazione ma la versione digitale aveva un approccio più analitico al suono del brano. Per cominciare, ci sono più possibilità di fare post-produzione. Ma nella versione analogica potremmo catturare un po' di più la vivacità di un concerto. Abbiamo fatto un test alla cieca con le persone che venivano alle sessioni di prova. Abbiamo dato loro due set di cuffie: stesso pezzo, stessa orchestra, stesso direttore, stessa ripresa. Nove volte su dieci hanno preferito l'analogico. Tutti i difetti delle registrazioni analogiche - il calore, lo chiamiamo - sono naturali. Questa è la differenza tra una bella donna (ndr: analogico) e una bella modella (ndr: digitale).

Rispetto la sua opinione, anche se preferisco il digitale di alta qualità, ah ah. Ma questa è un’altra storia. Currentzis continua, dicendo: Ma quello che sto cercando - e questo risulta egoistico - è il suono che sento quando sono sul podio. Un calore, non un calore che descriviamo provenire dall’hi-fi di fascia alta, ma il tipo di calore che si ottiene dalle ottime registrazioni mono. Ricordare le registrazioni HMV di Edwin Fischer e Gieseking? Trovo che queste mi tocchino più della maggior parte delle registrazioni stereo, certamente per l’esecuzione al pianoforte. Non intendo dire che l'ascoltatore debba sentire l'esatto equilibrio che sento sul podio, ma dovrebbe sentire l'emozione e l'idea del suono.

Cioè gli piace il vinile, ma il mono a 78 giri… il grammofono raga’! Currentzis afferma infatti: Un mondo come questo (ndr: si riferisce all’hi-fi) richiede un po' di tempo affinché l'orecchio si adegui. E una volta che ti sei adattato, vuoi qualcos'altro. Ecco perché i maniaci hi-fi di fascia alta cambiano continuamente cavi e hardware - non c'è fine a questo. Ma mi siedo a casa di notte e faccio girare un disco a 78 giri - diciamo il trio di Schubert con Cortot, Thibaud e Casals - e trovo che regalino l'esperienza più emotiva di tutti. Seduto di fronte al corno e ascoltando davvero, è come se lo spirito dei musicisti fosse effettivamente dentro il corno, sussurrandoti qualcosa di te. Non ti importa della qualità in sé, ti interessa l'emozione. Ed è quello che voglio fare: creare non solo un buon suono ma un mezzo per scoprire mondi unici e magici nella musica.

Buona domenica!
-Roberto
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Messaggio Da ftalien77 il 23/2/2020, 19:59

I difetti li puoi riprodurre in un sistema che ne sia privo. La qualità non la puoi riprodurre in un sistema che ne sia privo.

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Messaggio Da Olegol il 25/2/2020, 16:26

@robertopisa ha scritto:Teodor Currentzis è un direttore insolito, le cui esecuzioni suscitano sentimenti opposti. Dirige senza bacchetta l’orchestra MusicAeterna da lui fondata e si autocelebra parecchio come esecutore della musica divina, capite quindi i sentimenti opposti che suscita. Nato in Grecia, non gli piaceva come veniva eseguita la musica in Europa ed è andato in Russia a imparare, dove ha fatto carriera. Potevo sentirlo dal vivo, però il biglietto costava veramente troppo…

La prestigiosa rivista Gramophone gli dedica la copertina e una lunga intervista nel numero di Marzo 2020, che vi invito a leggere. Vi riporto cosa si dice riguardo alla sua passione per l’ascolto della musica a casa, come facciamo noi. Infatti secondo lui l’ascolto deve essere da soli o con pochi amici, mentre in una sala d’ascolto non puoi immergerti completamente perché sei in mezzo a sconosciuti. È uno dei pochi direttori che ci tiene all’impianto hifi. Infatti ha assemblato ben sei diversi impianti hi-fi con speaker di fascia alta: Tannoy Westminster, Wilson Audio, Bowers & Wilkins, Focal. Ama gli amplificatori a valvole e il cablaggio (Audio Note). Lo possiamo quindi considerare un audiofilo del nostro forum Smile

Currentzis afferma: Mi piacerebbe provare gli amplificatori Western Electric. Quando andavo al cinema e la porta si apriva e il suono ti abbracciava - questo è il suono di Western Electric. Paragono un buon impianto stereo a un letto. Certo, è bello dormire in un letto costosissimo, ma non è detto che ti garantirà il miglior riposo notturno. Puoi sognare un po' con componenti audio che sono state abbinati con amore e può essere meglio di un sistema acquistato con un sacco di soldi.

Ha fatto una prova di registrazione di un brano di classica sia usando una catena analogica che digitale. Currentzis afferma: Ovviamente, ci sono cose comuni ad ogni interpretazione ma la versione digitale aveva un approccio più analitico al suono del brano. Per cominciare, ci sono più possibilità di fare post-produzione. Ma nella versione analogica potremmo catturare un po' di più la vivacità di un concerto. Abbiamo fatto un test alla cieca con le persone che venivano alle sessioni di prova. Abbiamo dato loro due set di cuffie: stesso pezzo, stessa orchestra, stesso direttore, stessa ripresa. Nove volte su dieci hanno preferito l'analogico. Tutti i difetti delle registrazioni analogiche - il calore, lo chiamiamo - sono naturali. Questa è la differenza tra una bella donna (ndr: analogico) e una bella modella (ndr: digitale).

Rispetto la sua opinione, anche se preferisco il digitale di alta qualità, ah ah. Ma questa è un’altra storia. Currentzis continua, dicendo: Ma quello che sto cercando - e questo risulta egoistico - è il suono che sento quando sono sul podio. Un calore, non un calore che descriviamo provenire dall’hi-fi di fascia alta, ma il tipo di calore che si ottiene dalle ottime registrazioni mono. Ricordare le registrazioni HMV di Edwin Fischer e Gieseking? Trovo che queste mi tocchino più della maggior parte delle registrazioni stereo, certamente per l’esecuzione al pianoforte. Non intendo dire che l'ascoltatore debba sentire l'esatto equilibrio che sento sul podio, ma dovrebbe sentire l'emozione e l'idea del suono.

Cioè gli piace il vinile, ma il mono a 78 giri… il grammofono raga’! Currentzis afferma infatti: Un mondo come questo (ndr: si riferisce all’hi-fi) richiede un po' di tempo affinché l'orecchio si adegui. E una volta che ti sei adattato, vuoi qualcos'altro. Ecco perché i maniaci hi-fi di fascia alta cambiano continuamente cavi e hardware - non c'è fine a questo. Ma mi siedo a casa di notte e faccio girare un disco a 78 giri - diciamo il trio di Schubert con Cortot, Thibaud e Casals - e trovo che regalino l'esperienza più emotiva di tutti. Seduto di fronte al corno e ascoltando davvero, è come se lo spirito dei musicisti fosse effettivamente dentro il corno, sussurrandoti qualcosa di te. Non ti importa della qualità in sé, ti interessa l'emozione. Ed è quello che voglio fare: creare non solo un buon suono ma un mezzo per scoprire mondi unici e magici nella musica.

Buona domenica!
-Roberto

Ha scoperto l'acqua calda i l signor Teodor che peraltro stimo, anche se a volte controverso ma genialoide .Un 78 giri ascoltato con un pre phono valvolare adatto e una catena buona è una grande esperienza da sempre a livello di sound ed emozioni trasmesse. Effetto che crea una dimensiona live non trasmissibile da altre sorgenti.
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