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Una storia di cavi

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descriptionRe: Una storia di cavi

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sarebbe meglio studiarsi cosa sia il Qts di una altoparlante e che non esite un fattore di smorzamento ottimale .....

descriptionRe: Una storia di cavi

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I Cavi....beh sono i cavi l'ultimo elemento della catena Hi-Fi, equalizzano ma io non ho mai sentito suoare un cavo ossia alle dimostrazioni se cambiavano la PSU al Cyrus te ne accorgevi eccome, se si passava da una cassa a un'altra anche, se da un CD all'altro sembrava un'altro disco ma sui cavi e il loro "effetto" di udibile purtroppo io non sono mai riuscito a decretare parametri validi, sarà che non ho più l'udito di un lupo marsicano sarà che i lupi marsicani sono estinti, sarà che se avessi incontrato un lupo marsicano probabilmente non avrei più un arto che assieme all'altro mi permette di collegare i cavi ma tra un doppino e un cavo budget rca io non ho mai sentito enormi differenze a un primo ascolto, su quelli cosiddetti di potenza, che poi di potenza nelle condizioni domestiche ne passa proprio poca, differenza talmente sottile che giudico i cavi qualcosa di talmente sottile e quasi impalpabile che pochi veri appassionati e esperti possono giudicare, per il resto è la solita psicoacustica.

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una catena audio HiFi non può prescindere da un cavo ottimale, a parte le varie disquisizioni sull'effetto che un cavo può avere sulla musica, basta dire che per me non deve avere nessun effetto, cioè non deve assolutamente "suonare" , perchè un cavo non può suonare, ma far sentire la sua presenza in termini di pulizia tonale e potenza si.
A tal proposito, vi presento solo tre dei cavi che ho sempre usato in HiFi:


1)Audio Technica oxigen free copper: Otttimo cavo per casse acustiche e in particolare per i bassi se le casse sono collegate in biwiring, sono cavi avvolti in successive spire di conduttori capillari per minimizzare l'effetto pelle, superlativi.

2)Cavo di potenza da usare in DC (corrente continua), 6 mm oxigen free, Rokford Fosgate, uno dei migliori.

3) Monster cable ofc dynamic cable, ha una particolarità, un cavo centrale ricoperto in teflon, uno dei migliori, a mio avviso, per le frequenze medio alte.

Tanto per iniziare, perchè ne posso parlare con conoscenza diretta e posso dire con sicurezza il loro campo d'azione, ripeto, non mettono nulla se non c'è ma evitano che si possano perdere informazioni nel tragitto tra ampli e casse.

descriptionRe: Una storia di cavi

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Sì anche io uso cavi "medi" ossia non costosi ma neppure entry, questo non per motivi di sonicità ma perchè cavi sottili durano poco, ricordo dei litz in argento presi usati di notissima marca spesso dovevo toccarli per farli suonare.... Crying or Very sad

descriptionRe: Una storia di cavi

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@gigetto ha scritto:
Sì anche io uso cavi "medi" ossia non costosi ma neppure entry, questo non per motivi di sonicità ma perchè cavi sottili durano poco, ricordo dei litz in argento presi usati di notissima marca spesso dovevo toccarli per farli suonare.... Crying or Very sad

l'argento si ossida purtroppo, meglio rame oxygen free
Non suonano i cavi, ma non conducono come dovrebbero, per questo dovrebbero essere mediamente buoni Ok

Ultima modifica di Angel2000 il Lun 21 Nov 2016 - 14:54, modificato 1 volta (Motivazione : questo devovo essere almeno mediamente buoni)

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Visto che sono ignorante in materia vorrei fare una domanda:
esiste un metodo scientifico per misurare la bontà di un cavo?

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@CHAOSFERE ha scritto:
Visto che sono ignorante in materia vorrei fare una domanda:
esiste un metodo scientifico per misurare la bontà di un cavo?

purtroppo no, sarebbe una manna dal cielo, ci si deve arrivare a tentoni provando e facendosi un po di esperienza sul campo, ma fa parte a pieno diritto della passione audiofila, credo che ci si arrivi quando, dopo aver comprato tutto il necessario, si è stati contagiati dalla febbre del bel suono, e a quel punto, il passo obbligato è proprio quello di cercare il miglior compromesso possibile per avere il massimo anche da quei bistrattati elementi che sono i cavi, a quel punto ti si apre un mondo, sta a te capire quello che è il giusto cavo per il tuo impianto, perchè è molto personale la scelta, costo ed effettivo miglioramento.
Cioè è inutile comprare cavi high end se si ha un piccolo impianto, sarebbe ridicolo e controproducente per la tasca. Ma se si ha un impianto importante, allora le cose cambiano...

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@dinamanu ha scritto:
sarebbe meglio studiarsi cosa sia il Qts di una altoparlante  e che non esiste un fattore di smorzamento ottimale .....
siamo sempre lì, è chiaro che è auspicabile il maggior fattore possibile come da me scritto sopra, al di là dell'effettivo QtS

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@Angel2000 ha scritto:
@CHAOSFERE ha scritto:
Visto che sono ignorante in materia vorrei fare una domanda:
esiste un metodo scientifico per misurare la bontà di un cavo?

purtroppo no, sarebbe una manna dal cielo, ci si deve arrivare a tentoni provando e facendosi un po di esperienza sul campo, ma fa parte a pieno diritto della passione audiofila, credo che ci si arrivi quando, dopo aver comprato tutto il necessario, si è stati contagiati dalla febbre del bel suono, e a quel punto, il passo obbligato è proprio quello di cercare il miglior compromesso possibile per avere il massimo anche da quei bistrattati elementi che sono i cavi, a quel punto ti si apre un mondo, sta a te capire quello che è il giusto cavo per il tuo impianto, perchè è molto personale la scelta, costo ed effettivo miglioramento.
Cioè è inutile comprare cavi high end se si ha un piccolo impianto, sarebbe ridicolo e controproducente per la tasca. Ma se si ha un impianto importante, allora le cose cambiano...


Tutto chiaro, grazie Smile

descriptionRe: Una storia di cavi

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colgo l'occasione per ringraziare valter per le belle parole

descriptionRe: Una storia di cavi

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Con i cavi fate qualche ascolto in doppio cieco e dopo traete le vostre conclusioni

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@MaurArte ha scritto:
Con i cavi fate qualche ascolto in doppio cieco e dopo traete le vostre conclusioni
Certo, in genere non è però importante, quando si usa un cavo migliore, la differenza salta alle orecchie e ci si sbarazza dei vecchi cavetti Smile

descriptionRe: Una storia di cavi

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Per me il doppio cieco è fondamentale.

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@MaurArte ha scritto:
Per me il doppio cieco è fondamentale.
quando si tratta di scegliere tra due cavi ben suonanti si, ma tra due doppini dell'elettrauto e due cavi buoni non c'è storia Wink

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@MaurArte ha scritto:
Per me il doppio cieco è fondamentale.


oltre a quotare, direi che non c'è verso Laughing

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@fritznet ha scritto:
@MaurArte ha scritto:
Per me il doppio cieco è fondamentale.


oltre a quotare, direi che non c'è verso Laughing


Parole sante!

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@Angel2000 ha scritto:
@dinamanu ha scritto:
sarebbe meglio studiarsi cosa sia il Qts di una altoparlante  e che non esiste un fattore di smorzamento ottimale .....

siamo sempre lì, è chiaro che è auspicabile il maggior fattore possibile come da me scritto sopra, al di là dell'effettivo QtS

la tua conclusione e' errata devi prima capire cosa sia il qts e come interagisce ....
tutti i valvolari del mondo ti smentiscono

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@giucam61 ha scritto:
a volte ci si autoconvince,a volte...
l'unico sistema per dare dei pareri è un ascolto cieco con vari cavi e con più persone.
nel caso dei diffusori,sopattutto se datati,si dovrebbe ricablare anche i collegamenti interni Wink


Cosa che mi ha sempre lasciato perplesso. Si spendono centinaia di euro per dei cavi e poi all'interno dei Diffusori tra crossover e drivers ci sono dei cablaggi da due soldi, anche in prodotti di fascia alta. Stessa cosa all'interno dell'amplificatore stesso...

E comunque la "bontà" di un cavo si può misurare con parametri quali la sua resistività, capacità etc. Questi parametri sono tutti miserabili, capire come questi influiscano sul suono sono un altro paio di maniche.
Nel mio impiantino passando dal classico cavo rosso/nero ad un quadripolare schermato con conduttori da 1.5mmq (il cavo della trifase per intenderci) non ho sentito differenza alcuna.

Ultima modifica di bob80 il Lun 21 Nov 2016 - 18:35, modificato 1 volta

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la teoria non parla solo di fattore di smorzamento che nei finali è importantissimo, ma di molte altre variabili dipendenti, altrimenti nessuno si sarebbe messo a perdere tempo a sperimentare cavi diversi per diverse funzioni. Per esempio in alta frequenza l'uso di un cavo anzichè un altro cambia completamente le variabili in gioco.
ma non voglio convincere chi non ha questo problema, mi basta che a me e altri (migliaia di persone) questi cambiamenti siano efficaci, quindi continuo a parlare con chi ci crede ed ha sperimentato, come suono 64









descriptionRe: Una storia di cavi

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Io continuo a far domande:
è possibile misurare la "resistenza" offerta da un cavo?
E' migliore un cavo che offre più "resistenza" o meno "resistenza" ??

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@bob80 ha scritto:


Cosa che mi ha sempre lasciato perplesso. Si spendono centinaia di euro per dei cavi e poi all'interno dei Diffusori tra crossover e drivers ci sono dei cablaggi da due soldi, anche in prodotti di fascia alta. Stessa cosa all'interno dell'amplificatore stesso...

i costruttori, spesso non valutano l'uso di cavi appropriati, non tutti, in realizzazioni high end ci sono fili ben adeguati nelle elettroniche e perfino barrette di rame per annullare le perdite.
in effetti i costruttori spesso per risparmio o anche economia di montaggio mettono cavi striminziti contando sul fatto che il percorso è troppo breve per penalizzare il segnale, il più delle volte è vero, ma a volte i cavetti con i fast on si ossidano in breve tempo in ambienti salini o per le continue correnti che li attraversano, rendendo critici quei collegamenti

Ultima modifica di Angel2000 il Lun 21 Nov 2016 - 18:43, modificato 1 volta

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@CHAOSFERE ha scritto:
Io continuo a far domande:
è possibile misurare la "resistenza" offerta da un cavo?
E' migliore un cavo che offre più "resistenza" o meno "resistenza" ??

chiaramente la resistenza deve essere pari a zero Ohm ma non lo è mai, tra l'altro nei cavi ci sono anche componenti induttive e capacitive, con il risultato che un cavetto dozzinale si comporta come un vero e proprio cross over deturpando il suono
Ps.:correggo, parlavo di suono 56

Ultima modifica di Angel2000 il Lun 21 Nov 2016 - 18:47, modificato 1 volta

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A parità di materiale la resistenza incontrata dal segnale è proporzionale alla lunghezza del conduttore e inversamente proporzionale alla sezione dello stesso.

Due conduttori isolati posti uno accanto all'altro si comportano da condensatore, non c'è nulla da fare. Quindi già c'è una componente resistiva e capacitiva nel cavo.

Sicuramente il cavo si comporta anche come induttanza ma su questo non so dire nulla a livello teorico.

Il cavo perfetto non esiste, basti pensare che un cavo a grossa sezione offre sicuramente una resistenza inferiore ma una capacità superiore. Quale delle due prediligere?
Io non saprei, non ho mai sperimentato...Ammetto però di essere un po' scettico sull'argomento. Cavi decenti si, è chiaro, ma dire che "i cavi sono la parte fondamentale di un impianto" mi pare esagerata come asserzione.

descriptionRe: Una storia di cavi

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@bob80 ha scritto:
A parità di materiale la resistenza incontrata dal segnale è proporzionale alla lunghezza del conduttore e inversamente proporzionale alla sezione dello stesso.

Due conduttori isolati posti uno accanto all'altro si comportano da condensatore, non c'è nulla da fare. Quindi già c'è una componente resistiva e capacitiva nel cavo.

Sicuramente il cavo si comporta anche come induttanza ma su questo non so dire nulla a livello teorico.

Il cavo perfetto non esiste, basti pensare che un cavo a grossa sezione offre sicuramente una resistenza inferiore ma una capacità superiore. Quale delle due prediligere?
Io non saprei, non ho mai sperimentato...

 
Giustissimo, poi nei conduttori di poco costo, c'è aria tra i conduttori stessi che non sono intrecciati bene, l'aria è il miglior materiale per fabbricare condensatori;)
ma poi c'è la resistenza che aumenta al variare del calore prodotto dal cavo se è troppo ridotto, diventando come una stufetta se lo spessore non è adeguato, e volgiao parlare dei contatti? Un contatto ossidato fa da condensatore e resistenza insieme, altro che fattore di smorzamento, qui si tratta di degrado udibile del suono. Il cavo diventa importante in un impianto se sostituisce un cavetto misero e mal costruito, chiaramente se l'impianto non è ben suonante, inutile spendere tempo e soldi per cavi buoni, continuerà a suonare male

descriptionRe: Una storia di cavi

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La resistenza del cavo, l'induttanza e la capacità si possono misurare con un buon multimetro digitale. La resistenza è la più semplice da misurare, occorre premere bene i puntali del multimetro ai connettori del cavo; per sapere lo "zero" del nostro strumento uniamo fra loro i puntali e teniamo a mente che il valore visualizzato sarebbe lo "zero".
Misurare la resistenza in generale serve per verificare che le saldature siano fatte bene. Se misuriamo la resistrenza (al valore più alto dello strumento) fra i due poli del cavo non dovremmo misurare nulla: ciò significa che i due conduttori non si toccano, serve per salvare l'amplificatore.

In generale, per un cavo di alimentazione in corrente continua cercheremo la minor resistenza possibile; ed una bassissima induttanza (quindi i due conduttori stanno molto vicini fra loro, una capacità alta in questo caso elimina i disturbi in alta frequenza).

Per un cavo di segnale, la resistenza è poco influente, è influente soprattutto la capacità e l'induttanza (che è assimilabile alla resistenza). E' per questo i cavetti di segnale hanno conduttori piccoli.

Per i cavi delle casse conta la resistenza, l'induttanza e la capacità (in maniera minore rispetto ai primi due parametri).

E' c'è il problema dei disturbi irradiati ed assorbiti...

E' un riassunto delle teorie spiegate su "tnt audio".

Per Angel: esiste anche un utente "suono 64"?

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