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Accordi Disaccordi - Swing Avenue (2015)

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Accordi Disaccordi - Swing Avenue (2015)

Messaggio  EasyRider_02 il Ven 19 Giu 2015 - 17:47

“Swing Avenue” per chi già conosce Accordi Disaccordi è il disco che ti aspetti, ma che incredibilmente riesce a sorprenderti. Questa opera è la conferma della bontà del progetto artistico del duo torinese la cui prima espressione era racchiusa in “Bouncing Vibes”, ma sorprende per la accresciuta maturità della proposta artistica che in soli due anni traccia un solco profondo con il passato dando vita ad un percorso artistico che si arricchisce di suoni, atmosfere e colori.





Chi ama il cinema avrà intuito che il nome del duo torinese omaggia la settima arte, che è spesso presente a vario titolo nella loro musica. Alessandro Di Virgilio (chitarra solista) e Dario Berlucchi (chitarra ritmica) hanno saputo dare concretezza ad una loro visione i cui suoni originano dalla commistione di differenti generi (jazz, manouche, swing ...) sapientemente arrangiati. Pur essendo giovane il duo, a cui si aggregano di volta in volta altri musicisti,vanta due trionfali tour in Russia e diverse apparizioni nei teatri europei. Questa estate due gli appuntamenti italiani di rilievo: il Jazz Festival di Torino e l''Umbria Jazz Festival dove saranno il gruppo di apertura dei concerti di Harbie Hancock, Chick Corea, Stefano Bollani, Incognito, Cassandra Wilson, Subsonica, Paolo Conte e altri ancora. Qui potete vedere il loro sito: http://accordidisaccordi.com


L'uscita del disco è stata anticipata dal singolo “Spaghetti killer” lanciato in rete con un divertente video ( https://youtu.be/HeWA2eUsBuY ). Il brano, firmato da Alessandro Di Virgilio, è un travolgente mix di suoni capaci di evocare l'America dei gangster a suon di chitarra gipsy in cui non mancano richiami blues e jazz. Divertente, ironico ed istrionico questo brano vi trascina subito in un vortice di sonorità che dalle orecchie fluiscono direttamente alle gambe che vorrebbero scatenarsi in un vorticoso ballo. Scelte mai banali quelle di Accordi Disaccordi che aprono il disco con “I'll See You in My Dreams" un brano, molto popolare, del 1924 di Isham Jones, rivisitata e arrangiata in modo del tutto originale. Accordi Disaccordi è un vero marchio di fabbrica, ascoltando le loro cover non proverete la noia del già sentito, ma neppure quell'estraneità che spesso rende l'ascolto difficile ai meno preparati musicalmente. Non ci troviamo mai davanti a un esercizio di bella copia e di virtuosismo (pur presente), ma piuttosto percepiamo l'impegno di una ricerca che affonda le radici nel gusto e nella cultura italiana. Un emozionante “Waltz for Django” del grande Antonio Forcione,rinasce a nuova vita dalledita di Alessandro di Virgilio avvicinandolo al gusto di Django e omaggiando al contempo il suo autore. Affrontare Elena's Bossa diGonzalo Bergara, uno dei più grandi chitarristi manouche viventi, non scoraggia i due chitarristi che abilmente non copiano, ma reinventano senza stravolgere. Rimane un po' il rammarico, vista la la loro indiscussa bravura, di non poter sapere cosa ne sarebbe potuto scaturire se solo avessero osato un po' di più. Anche a “Dinette” dell'immenso Django Reinhardt Accordi Disaccordi si accostano con grande rispetto e la ripropongono, come nella versione originale, con l'ausilio del clarino, qui suonato dalla special guest Giacomo Smith, ottimo musicista inglese. Il Sudamerica torna a far capolino nel brano autografo di Alessandro Di Virgilio “Tangology”. Sonorità da brivido grazie anche al tappeto musicale offerto dal malinconico violoncello suonato dal bravo Luca Curcio che nel disco è stato impegnato anche al basso, strumento a cui si è alternato con l'altrettanto brava Isabella Rizzo.Un brano ricco dipathos, in cui l'artista ha saputo far transitare i sentimenti dall'anima direttamente allo strumento. Gradito l'omaggio ad un grande torinese , Fred Buscaglione, a cui sicuramente sarebbe piaciuto questo arrangiamento di “Buonasera signorina” capace di restituire quella allegra e romantica sfrontatezza che ne caratterizzava il testo. Ritroviamo Django nel brano “Hungaria”, una rivisitazione piacevole condotta con buona maestria da Alessandro di Virgilio, che, apparentemente, affronta con disinvoltura e qualche invenzione la grande difficoltà tecnica di questa esecuzione. Altra perla del disco è la rivisitazione de “La valse d'Amélie” che ci restituisce, a mio giudizio, un brano ancor più emozionante della versione originale. L'arrangiamento di questo brano ci da la misura delle potenzialità del duo sopratutto se pensiamo che il brano è stato reinventato per la chitarra manouche, strumento apparentemente lontanissimo dal genere. L'apertura ancora una volta è affidata al suono struggente del violoncello a cui si sovrappongono gli armonici della chitarra rendendo l'atmosfera così rarefatta da farla apparire irreale. Poi, improvvisamente, si volta pagina, il suono si fa concreto e deciso e la chitarra manouche si trasforma prima in chitarra jazz poi in chitarra acustica tradizionale, con risultati sorprendenti. Il ritorno alle atmosfere iniziali chiude il brano lasciandoci una sensazione di beata leggerezza. In “Out of nowhere” troviamo una special guest di grandissimo spessore musicale, Emanuele Cisi al sax, non ce molto di più da aggiungere, se non consigliarne caldamente l'ascolto, 4,06 minuti di goduria . Segue un gradevolissimo e gustosissimo “Lullaby of Birdland” che non sai se ascoltare o ballare, meglio, essendone capaci, lasciarsi andare ad ambedue le cose. L'abbiamo detto, scelte decise quelle di Accordi Disaccordi, che non esitano ad affrontare il tema di “Dead Man” che è sì scritto per chitarra, ma non certo per chitarra manouche. Originalità e grande bellezza sono restituiti a piene mani, pur nel rispetto del brano'originale. Nuove e sorprendenti sonorità, lontanissime dai suoni distorti della colonna sonora, non meno incisive non mancheranno di lasciarvi estasiati. “How high the moon” molti la ricorderanno cantata da Ella Fitzgerald, Accordi Disaccordi ci propongono una prima parte molto melodica che vira, laddove l'immensa cantante proponeva i suoi vocalizzi, in un frenetico ritmo gipsy che raccoglie il testimone di quelle incredibili evoluzioni canore. Mentre Woody Allen apriva il suo film “Midnight in Paris” con “Si tu vois ma mère” Accordi e disaccordi chiudono la loro seconda fatica con questo brano chiamando nuovamente l'ottimo Giacomo Smith in supporto al clarinetto.

Un disco in cui ogni brano riserva qualche sorpresa, alcune sono più nascoste, altre come vi ho detto non possono non sorprenderci piacevolmente. Momenti di grande intensità si alternano a momenti di maggiore leggerezza, ma sempre supportati da una grande maestria esecutiva.


La qualità del suono è medio alta, certamente migliore di quella offerta dai dischi di molte major. Il suono viene restituito con una buona presenza e sufficiente naturalezza. Certamente gli organici ridotti e la presenza di soli strumenti acustici aiuta, ma chi conosce il suono delle chitarre manouche sa che non è facile restituirne la giusta personalità.


Infine, e non è cosa da poco, il disco viene venduto all'incredibile prezzo di 10 euro che, considerata la qualità globale del progetto, è veramente ben poca cosa.
Il mio consiglio? Non perdetelo!
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EasyRider_02
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