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Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

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Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luca72c il Dom 17 Mag 2015 - 12:00

Salve a tutti,
dopo un po' di esperienze con DAC economici che ho tentato di migliorare con modifiche varie, mi è venuta la voglia di sentire come suona un DAC veramente high end per rendermi conto di quanto fosse possibile andarci vicino.
Poichè sono perennemente spiantato, mi sono reso conto che l'unica possibilità era costruirmelo da solo. Dopo varie ricerche in rete, ho identificato nel Buffalo III della Twisted Pear Audio (basato su ES9018) un kit che unisce prestazioni high end con un costo abbordabile (http://www.twistedpearaudio.com/digital/buffalose.aspx). In rete si dice che se ben realizzato offre prestazioni comparabili a DAC da studio da 10.000$...
Il progetto l'ho fatto io: ho deciso di accoppiare il BIIIse ad uno stadio I/V migliore di quelli proposti dalla TPA, basato su valvole, e ho scelto l'Unbalancer di John Broskie, un kit di cui tutti dicono meraviglie, soprattutto in accoppiata col Buffalo (http://glass-ware.stores.yahoo.net/unbalacer.html). Questa ottima scheda può fare anche da preamplificatore (con le giuste valvole), con risultati eccellenti. Ovviamente ho scelto di popolarlo con alcuni componenti di qualità, come alcune esistenze Neohm wirewound e Dale, condensatori di filtro Cornell-Dublier, condensatori di disaccoppiamento Jantzen rossi e di accoppiamento Audyn True Copper.
Per rimanere su alte prestazioni, ho deciso di far lavorare il DAC perlopiù in I2S, inserendoci dentro una XMOS della Diyinhk con conversione USB->I2S anche in DSD (http://www.diyinhk.com/shop/audio-kits/69-isolated-xmos-dsd-dxd-384khz-high-quality-usb-to-i2sdsd-pcb-with-ultralow-noise-regulator.html). Già che c'ero, ho pensato anche di rendere il DAC "autonomo" dal PC inserendoci dentro un Raspberry PI, sempre collegato in I2S, soluzione che pare considerata molto ben suonante in rete.
Per poterci collegare la TV e il decoder, ho voluto mettere pure ingresso coassiale e ottico, cosa che il Buffalo permette.
Per selezionare gli ingressi, si sono rese necessarie 2 schedine OTTO II sempre della TPA, che insieme al selettore di ingressi built in nel BIIIse permettono di selezionare tra 2 ingressi I2S e 2 SPDIF. Ma a 'sto punto perchè non prevedere anche un controllo degli ingressi e del volume tramite telecomando? Con un kit IR cinese su Ebay (http://www.ebay.com/itm/4-Channel-Remote-Control-Volume-ON-OFF-DIY-Kit-For-Preamp-Amplifer-ALPS-100K-LED-/181308767265?ssPageName=ADME:X:RTQ:US:1123) e un Relay per evitare la commistione dei segnali controllo, ho messo dentro pure quella funzionalità...
A questo punto, però, mi sono ritrovato con la necessità di una marea di alimentatori, per preservare la qualità sonora del progetto alimentando ogni device con un alimentatore dedicato. Ho scelto questi, tutti in kit:
- per il BIIIse il suo shunt Placid HD (http://www.twistedpearaudio.com/power/placid.aspx)
- per l'Unbalancer il suo shunt Janus a valvole (http://glass-ware.stores.yahoo.net/jashrekit.html), che alimenta la valvole e gli heaters
- per la XMOS e il Raspberry (nonchè per il Relay e le OTTO II) una schedina duale a bassissimo rumore della diyinhk (http://www.diyinhk.com/shop/audio-kits/46-17uv-ultralow-noise-dac-power-supply-regulator-33v55v-1ax4.html)
- per la schedina IR il suo alimentatore compreso nel kit, che comprende anche la funzione standby
Sempre per la massima qualità sonora, ad ogni alimentatore un suo toroidale dedicato (o quasi), perciò uno con 270V+5V (sezione B+ del Janus), uno 7V+7V (sezione 5V del Diyinhk e sezione heaters del Janus), uno 9V (Placid HD) e uno 5V (sezione 3,3V del Diyinhk). L'ho ordinati da Italsistemi (solo quello da 270V, che necessita una maggior qualità e silenziosità) e dalla Tector (tutti gli altri).
Insomma, alla fine un sacco di roba da mettere dentro! Siccome però dovevo rimanere entro dimensioni piuttosto strettine per la compatibilità col mobile in cui sarebbe andato, dopo diversi studi dimensionali sono giunto alla conclusione che le possibilità erano due: due chassis separati (alimentazione/elettroniche) o un solo chassis con una disposizione su due piani. Ho scelto la seconda, confidando nella capacità schermante dei separatori in alluminio. Ovviamente uno chassis così personalizzato non si trova in commercio a meno che non si sia disposti a pagare centinaia di euro presso un sito specializzato (ho fatto preventivi su alcuni siti e a momenti svengo), per cui mi sono detto: perchè non farsi da solo pure quello? Tutto in alluminio, ben dissipante (con la valvole è d'obbligo) e ben robusto (visti peso e dimensioni). L'ho progettato attorno a dei profilati dissipanti molto robusti come laterali (http://www.cnc-store.it/profilo-alluminio-225x180-p-96.html) e mi sono avvalso dell'aiuto di un amico che lavora in un'officina e che mi ha anche traslato il progetto su CAD (tutto gratis! Gli devo fare un monumento!).
Non potevano mancare connettori vari di buona qualità e cablaggi interni in rame OFC all'argento, condensatori di filtro dei vari alimentatori di marca (Mundorf e Elna Silmic) e ammennicoli vari.
Ho approfittato del mio fratellone che vive a New York per procurarmi tutti i pezzi USA evitando dogana, iva e spese di trasporto disumane e grazie alla sua umanità, mi sono risparmiato anche gran parte della spesa dei componenti!
Nei prossimi post le esperienze di assemblaggio, qualche foto e ulteriori dettagli.

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luca72c il Dom 17 Mag 2015 - 16:33

Ad essere sinceri, ho incontrato molti più problemi nella parte meccanica che non in quelle elettrica ed elettronica, soprattutto per la difficoltà di far entrare tutto nelle dimensioni costrette, seppur molto generose, a disposizione.
La disposizione interna dei componenti l'avrò cambiata 3/4 volte prima di decidermi: ero partito con 5 trasformatori, perchè avevo usato valvole di input con heaters da 12V (12BH7); poi però è stata risolutiva la decisione di passare alle 6N23P, con heaters da 6V, il che mi ha permesso di eliminare un toroidale. La disposizione finale è questa:



CHASSIS
Eccovi una foto del "piano terra" dello chassis vuoto con i supporti per il "primo piano":



I profili laterali sono grossi e pesanti, ma di una comodità unica, grazie ai numerosi alloggiamenti per dadi che mi hanno permesso di regolare l'altezza dei piani al millimetro e di avvitare la base e il coperchio con semplicità. per il frontale e il posteriore, invece, ho dovuto forarli in testa e coda
Purtroppo le foto che avevo fatto del "piano terra" sono andate perse con una schedina SD difettosa. Riposino in pace. Di smontare tutto il primo piano per rifarle, sinceramente, non ho un granchè voglia... tanto basta guardare lo schema postato sopra per capire come era sistemato il tutto.
Il primo piano popolato, invece, è questo:



Sembra un casino, lo so, ma cablando tutto una cosa per volta alla fine è tutto abbastanza semplice e lo spazio basta e avanza.
Non so se lo notate ma il primo piano è composto da due piani separati, uno più piccolo e più in alto (perchè la valvola rettificatrice del Janus è molto alta), l'altro più grande e più in basso (perchè le valvole finali dell'Unbalancer sono alte). notate inoltre il foro per la fuoriuscita dell'aria calda prodotta della valvola rettificatrice, che è una stufetta.
Notate inoltre che il Raspberry è posto sopra la XMOS Diyinhk, usando degli standoff lunghi; inoltre le due schedine OTTO sono una sopra l'altra, grazie a degli standoff doppi.
Ecco una foto frontale col coperchio (anch'esso forato, sennò il calore non potrebbe uscire):



Si notano da sinistra: interruttore led, foro per il ricevitore IR e fori per i led standby e ingressi (in alto), manopola volume, manopola selettore ingressi, led del lock del Buffalo (in alto) e fori dei led della XMOS.
Una foto posteriore:



con da sinistra: prese ethernet e USB del Raspberry (in alto), presa USB della XMOS, presa Toslink (in alto), presa coassiale, uscite RCA single ended, presa IEC.
Non fate caso allo stucco e alle irregolarità superficiali (ve l'ho detto che mi ha fatto penare!), devo ancora finire di sistemarlo con una pellicola per car wrapping in alluminio nero spazzolato.
Per finire, a circa 1cm dal coperchio inferiore è situato un piano che fa da supporto ai componenti del primo piano: così tutti i piani sono asportabili senza smontare il contenitore.

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luca72c il Dom 17 Mag 2015 - 17:00

Per la progettazione ovviamente la difficoltà maggiore, ma alla portata di tutti, è stato calcolare voltaggi e ampèraggi corretti per tutto, prima di scegliere i componenti. Basta un po' di attenzione.

TOROIDALI
Quello più grande e di qualità audio, quindi molto silenzioso ed esente da vibrazioni e schermato. Gli altri sono normali.
I campi dovrebbero essere bloccati di piani in alluminio, così da non disturbare le elettroniche.
Inizialmente li avevo montati in verticale, per risparmiare spazio (all'inizio erano 5), usando dei perni in nylon da 8mm. Ma vibravano troppo, il che mi faceva temere una perdita di stabilità dell'erogazione, perciò ne ho eliminato uno e li ho stretti bene al fondo in orizzontale.

ALIMENTATORI
Janus:
Kit di media complessità, che però mi ha comportato alcune difficoltà:
- la valvola rettificatrice fornitami dalla Glass-ware Audio era difettosa, il che mi ha fatto perdere qualche giorno per capire cosa non andasse. Alla fine l'ho sostituita con una Sovtek 5Y3S, che è ben più solida della JJ fornita.
- il manuale non specifica bene che il valore della resistenza di uscita non è modificabile; io invece l'ho fatto e alla prima prova del DAC mi sono ritrovato con un sensibile rumore di fondo sul canale sinistro. Ci ho messo due settimane a capire quale fosse la causa, con l'aiuto diretto di John Broskie in persona (molto gentile e disponibile, anche se un po' lento a rispondere)!!!
Il kit però è eccezionale: come tutti i kit glassware la PCB è di incredibile qualità, spessa e resistente, e permette una quantità di variazioni incredibile, si può implementare persino con rettificatori/regolatori a stato solido (ma non variate la resistenza di uscita!).
E' fornito con valori multipli di resistenze per adattarlo a diversi valori di alimentazione e configurazioni differenti.
Una foto (con resistenza di uscita ceramica sbagliata, che poi ho sostituito):



Placid HD:
Kit semplice, incui ho sostituito un trimmer con una resistenza fissa (come suggerito dal manuale) per una migliore qualità in uscita. Ho anche sostituito il condensatore di filtro Panasonic con un Mundorf.
Occhio ad una buona regolazione della corrente di shunt, ben spiegata dal manuale.
Una foto:



ALIMENTATORE DUALE DIYINHK
Assemblaggio molto semplice, ma ho sostituito il condensatore di filtro Panasonic con un Elna Silmic e un Mundorf in parallelo (su piccola millefori separata); inoltre per il Raspberry ho sostituito il dissipatore della sezione 5V con uno più grande ed efficiente, perchè siamo ai limiti dell'Ampère e così il chip TI scalda molto.
La foto è andata persa con la schedina SD difettosa.

ALIMENTATORE STANDBY/IR
L'ho montato così come fornito nel kit cinese. Non ho foto.

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luca72c il Dom 17 Mag 2015 - 18:07

PRIMO PIANO
Qui ci vuole veramente una certa dimestichezza col saldatore, perchè alcune schedine hanno piazzole molto piccole e molto sensibili. Per i collegamenti la svolta è munirsi di adeguate stripline di connettori maschi a singolo pin, da saldare un po' ovunque per i segnali, e di relativi connettori femmina da cavo da crimpare, da uno, da due, da tre e da quattro contatti.

BUFFALO IIIse
Ottimo kit, fornito di quasi tutto ciò che può servire, comprese resistenze opzionali, alcuni connettori, morsettiere, persino un potenziometro scrauso per il volume (che è regolato in digitale). Necessario il kit AVCC della TPA (le "alette" montate sopra).
Offre molteplici possibilità di ingresso, PCM e DSD via I2S, Coassiale e Toslink via SPDIF, con selezione dell'una o dell'altra interna (tramite chiusura di un circuito).
La "se" è la versione stereo, ma esiste anche una versione ad 8 canali; inoltre entrambe sono implementabili in dual mono, cosa che ho preferito non fare. Numerosi i dip-switch per regolare tutto il regolabile, o quasi.
E' visibile nelle foto del "primo piano" in basso a destra.

UNBALANCER
Kit di una certa complessità, per realizzare il quale è necessario effettuare diversi calcoli per scegliere i valori dei componenti e quindi necessita di una minima conoscenza dei circuiti valvolari (che io non avevo). Ma niente di insormontabile: bastano un po' di ricerche in rete.
Anche qui la flessibilità è notevole: può ospitare numerosi tipi di valvole (doppi triodi noval), che permettono di variare in maniera considerevole il suono e l'amplificazione, siano esse con heaters a 6V o a 12V (intervenendo anche sul Janus e sul toroidale, ovviamente).
Sono fornite molte resistenze diverse con valori plurimi, così da coprire quasi tutti i casi, ma molte le ho sotituite con modelli di qualità più alta.
Anche i condensatori sono variabili, ne vengono forniti alcuni di base ma si esorta l'utente a sceglierne di migliori. Io scelto degli Audyn True Copper (a mio avviso i migliori ad un costo umano) come accoppiamento, che è la posizione più influente sul suono in uscita; inoltre degli Jantzen rossi come disaccoppiamento, perchè i True Copper sarebbero stati troppo grossi in quella posizione. Anche nell'altra posizione li ho dovuti fissare allo chassis con delle staffe, perchè sull'Unbalancer non entravano!
Occhio: cambiando il tipo di valvole, occorre quasi sempre variare il valore di alcune resistenze chiave.
Unica grossa pecca: il manuale (come spesso fa John Broskie) sembra un corso di teoria elettronica, ma alla fine dice troppo poco sull'assemblaggio pratico, il che rende alcune scelte di assemblaggio difficoltose. Ci ho messo una settimana a capire come dovevo calcolare i valori delle resistenze anodiche (vista la mia ignoranza), considerate tutte le dissertazioni teoriche gli costava tanto scrivere una semplicissima formuletta per i più "somari"?!?! Comunque un kit complesso proprio perchè molto potente.
Le foto le potete estrapolare da quelle del "primo piano" (scheda in alto a sinistra coi condensatori blu).

XMOS DIYINHK
Ottima schedina, con funzionalità molto complete (32/384, DSD, oscillatori NDK), anche se forse preferisco leggermente la XMOS di Joro. Forse è penalizzata dal poter alimentare la sezione USB solo dal connettore USB stesso, al contrario della XMOS di Joro.
Unico problema: la schedina led che indicherebbe le frequenze di campionamento non sono riuscito proprio a farla funzionare e per assemblarla è stato un calvario: è una PCB veramente di bassa qualità, in cui le piste saltano solo a guardarle! Ne ho richiesta un'altra senza la XMOS, aggiornata, appena mi arriva vi saprò dire se quella funziona.
Non è visibile nelle foto del "primo piano", perchè sta sotto il Raspberry PI

RASPBERRY PI
La versione "model B - revision 2" possiede un connettore P5 aggiuntivo che facilita la connessione in I2S, per cui vi consiglio quella. Altrimenti si può utilizzare la soluzione per Beaglabone Black proposta dalla TPA, che comprende oscillatori ad alta qualità, ma che comincia ad avere un costo considerevole nell'insieme. A me pare che il Raspberry vada già più che bene, seppur con qualche limitazione in profondità in bit e frequenza (24/128 se non erro).
Usando Volumio e connettendolo in rete (la presa ethernet è visibile nella foto posteriore del DAC finito), abbiamo un DAC che si connette da solo ad un NAS esterno e riproduce i files autonomamente ad altissima qualità. Si possono usare anche le USB del Raspberry per collegare una pennetta, ma in questo modo a quanto pare la qualità è inferiore perchè le USB fanno capo allo stesso bus delle uscite I2S e si creano interferenze di banda.
E' visibile nelle foto del "primo piano" (in alto a destra).

OTTO II
Schedine semplici da assemblare e semplici da utilizzare, ma attenti alle saldature perchè le piazzole sono piccole e delicate. Ne ho montate due una sopra l'altra: una switcha i segnali SPDIF (coassiale e ottica), una i segnali I2S (Raspberry e XMOS).
Sono visibili nelle foto del "primo piano" (sotto il Raspberry), inoltre ecco una foto ravvicinata:



CONTROLLO IR E SWITCH SEGNALI
E' un kit cinese abbastanza economico, ma potente se utilizzato bene. Comprende un telecomando molto semplice, con i tasti standby, volume e 4 ingressi.
La modifica più sostanziale da fare è quella del selettore ingressi: viene fornito con ingressi RCA, perchè si intende come selettore diretto; ovviamente per il mio progetto non andava bene (i miei ingressi sono digitali, non analogici) e poi temo fortemente un certo degrado della qualità del segnale switchato. Per cui ho dissaldato gli RCA ed ci ho saldato dei connettori Stripline. Così uso il selettore collegandoci i segnali di controllo delle OTTO II (che provengono dall'alimentatore 5V Diyinhk) e del Buffalo (che proviene dal Buffalo stesso), dato che ho due contatti per ogni posizione (che erano dx e sx delle RCA). Se i segnali di controllo vengono degradati, non è un gran problema... Geniale no?
Così ho:
- pos. 1: nessun segnale di controllo (il Buffalo va in SPDIF e la OTTO superiore va in coassiale);
- pos. 2: solo segnale di controllo delle OTTO (il BIIIse in SPDIF e OTTO superiore in ottica);
- pos. 3: solo segnale di controllo del Buffalo (BIIse in I2S e OTTO inferiore in Raspberry);
- pos. 4: segnali di controllo alle OTTO e al Buffalo (BIIIse in I2S e OTTO inferiore in XMOS).
Per sicurezza, prima delle OTTO ho usato un ulteriore Relay a due canali per sdoppiare il segnale di controllo sulle due OTTO mantenendo i loro due segnali separati.
Entrambe le schede (controllo IR e selettore ingressi) sono visibili nella foto del "primo piano" in basso a sinistra.

SCHEDINA TOSLINK
E' una schedina della TPA, piccolissima ma efficiente, che va assemblata con delle resistenze opzionali a seconda se collegata agli ingressi SPDIF o I2S del Buffalo. Nel mio caso le due resistenze sono necessarie. E' alimentabile da 5V a 9V, per cui ho usato l'alimentazione degli heaters.
E' visibile (a stento) nella foto del "primo piano" con pannello posteriore montato (secondo post), in alto al centro.

Tutto qui! E' tanta roba ma vi assicuro che è alla portata di tutti i diyers. Ovviamente se volete provare e avete dubbi potete chiedere a me, che non sono un granchè ma se non altro vi posso dire cosa ho fatto io, visto che il tutto funziona abbastanza bene.
Vi aggiungo qualche foto del "primo piano":




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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luca72c il Dom 17 Mag 2015 - 18:40

CONSIDERAZIONI FINALI E PROVE DI ASCOLTO
Dopo tanta lettura, vi starete chiedendo tutti alla fine come va 'sto benedetto mostro di DAC (intendo esteticamente: non ho certo un gran gusto...).
Bè vi dirò: DA PAURA!!!
Per ora l'ho provato con le 6CG7 come output e come input con le 12BH7 Electro Harmonix  e con le 6n23P Voskhod (quelle col razzetto).
- 12BH7: grande dettaglio e grande dinamica, ma amplificazione deboluccia e troppo neutre. Voci molto ben definite e suono estremamente professionale, ma meno emozionante rispetto alle 6N23P.
- 6N23P: da togliere il respiro! Dettaglio leggermente inferiore, ma riproduzione scenica incredibile, fuoco eccezionale, separazione degli strumenti chirurgica con TANTA aria. Ogni voce ha una sua posizione perfettamente determinata sul palco sonoro, con una resa tridimensionale che non avevo mai sentito prima: sembra di avere di fronte un'orchestra, non due diffusori... la voce lì, il basso di qua, i violini più a destra... Tutto estremamente SEPARATO, come fossero veramente strumenti reali.
In generale, rispetto a QUALSIASI ALTRA COSA io abbia ascoltato prima sul mio impianto siamo proprio su un altro livello. Non stento a credere all'affermazione che situa il Buffalo al livello di DAC da studio da 10.000 dollari! E il mio non è certo un impianto di quelli hi-end!
Ma devo ancora provarci valvole più blasonate... sto cercando delle NOS ECC88 Siemens degli anni '60, che a detta di tutti sono su un livello ben superiore rispetto alle 6N23P: vedremo, ma veramente non riesco a immaginare cosa possa migliorare.
Ho anche delle 6N2P-EV, che garantirebbero un'amplificazione pari al triplo, ma sinceramente non ne sento il bisogno. Rimanendo sulle famiglia ECC88/E88CC/6DJ8/6922 ecc... ho una scelta più ampia senza dover variare ogni volta i valori delle resistenze dell'Unbalancer, cosa che invece dovrei fare per inserire altri tipi di valvole (per le 12xxx poi dovrei cambiare anche un toroidale).
Com'è il suono? Niente affatto freddo e asettico come dicono alcuni dell'ES9018, forse grazie all'Unbalancer. Ovviamente grazie alla ampia scelta di valvole si può rendere più caldo o più freddo a piacimento, ma in ogni caso è molto liquido e tridimensionale.
Vi assicuro che al primo ascolto non riuscivo più a staccarmi, mi andava bene qualsiasi musica, mi sarebbe piaciuto ascoltare persino delle pernacchie tanto era piacevole il suono che usciva, indipendentemente dai files riprodotti! Pure gli MP3 a media risoluzione suonano eccezionali, qualsiasi cosa gli si dà in pasto diventa un flusso sonoro incredibilmente piacevole e realistico. Mi sono commosso, e non sto scherzando! Ancora non riesco a credere che è una mia creazione...
Purtroppo al momento una delle due 6N23P mi ha tradito e mi ritrovo con un canale "soffocato". Vatti a fidare di roba russa di 20/30 anni fa... Inoltre probabilmente i fori sul coperchio non bastano: infatti il ripiano del mobile sopra al DAC si scalda di brutto! A chi volesse realizzarlo con minori limitazioni dimensionali consiglio quelle configurazioni con la valvole a vista, che dissipano meglio e sono anche molto più belle esteticamente. Ovviamente di ventole non se ne parla, perchè tutte le valvole (chi più chi meno) sono microfoniche.
Chissà, forse passerò alle 6N2P-EV, che pare siano dei carri armati.
Insomma, una realizzazione consigliata a chiunque voglia un DAC di livello altissimo e non comparabile con i modelli in vendita sotto certe cifre da nababbi.
Una foto della realizzazione finale nel suo mobile:



Per chi avesse dubbi o volesse dei chiarimenti, sono a disposizione.

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  Zio il Dom 17 Mag 2015 - 21:51

Complimenti Luca! Clap Clap Clap 

Hai fatto un lavoro a dir poco MAESTOSO e sono molto contento che ti stia dando 1000 soddisfazioni!
Sono meritate!

Se non fossimo così distanti verrei volentieri ad ascoltarlo!!

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luca72c il Lun 18 Mag 2015 - 22:26

Grazie! In realtà ci ho messo sì diversi mesi, ma più che altro perchè ho potuto dedicargli veramente pochissimo tempo.
Come saprete tutti voi diyers, con un po' di pazienza e di passione si riesce a fare veramente tutto! Il limite ce lo poniamo noi: io poco più di un anno e mezzo fa non sapevo fare nemmeno una saldatura... ma se fossi rimasto a pensare che non potevo fare niente perchè non ero capace, mi sarei perso un mondo...

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luigigi il Mar 19 Mag 2015 - 17:43

Bravo bravissimo

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luigigi il Dom 19 Lug 2015 - 22:34

a proposito... non ci dici più nulla ?

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luca72c il Dom 19 Lug 2015 - 23:08

@luigigi ha scritto:a proposito... non ci dici più nulla ?

Sono occupato a fare un paio di modifiche per ottimizzare la risposta in frequenza sulle alte, provando valori e tipi diversi di resistenze sul filtro passa basso. Inoltre cambiando le valvole di uscita con delle NOS clear top: finora mi ero concentrato solo su quelle di entrata.
Posso dire che per ora non riscontro alcuno dei difetti che di solito vengono imputati ai DAC Sabre - ma prima di esprimermi definitivamente devo completare i test sulle alte frequenze.
Comunque avendolo ascoltato estensivamente con alcuni finali hi-end a valvole e ss, confermo che il suono ha una magia che non ho mai riscontrato in alcun altra configurazione DAC e pre, anche da migliaia di euro. Ora si tratta di capire se tale magia è imputabile al DAC o al pre; propendo di più per la sinergia tra i due data dal fatto che il pre è anche stadio di uscita del DAC.
Certo il valore dell'Unbalancer di Broskie è innegabile: chi se lo aspettava, visto il prezzo così basso? Immagino che anche l'Aikido (pre non sbilanciatore) sia di pari valore, visto che il principio di funzionamento del BCF è lo stesso.
Infine, nei prossimi mesi devo realizzare un DAC simile per un amico usando l'AK4490 di Jlsound invece del Buffalo, sempre con l'Unbalancer come stadio di uscita. Sono proprio curioso di sentire le differenze!

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  Biagio De Simone il Lun 20 Lug 2015 - 0:44

Anche noi.
Complimenti! Smile

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  luca72c il Gio 23 Lug 2015 - 12:52

Un aggiornamento dopo le modifiche che ho fatto in questi giorni.
Notando un lievissimo problema di roll off (o comunque di "appiattimento" o "smorzamento") di alcune voci su frequenze medio alte (quasi inudibile, ma noi audiofili siamo così, vogliamo migliorare anche quello che è già da paura...), ho provato a sostituire le resistenze Dale da 47k dei due filtri passa basso con delle 20k Kiwame. L'effetto è stato pessimo, con una forte tendenza al sibilo e uno sbilanciamento generale dell'impronta sonora; ma un lieve miglioramento del roll off.
Quindi sono passato a delle 39k metal film e stavolta i parametri sonori sono tornati ottimi e con una certa estensione, molto gradevole, della gamma di frequenza.
Ma non è bastato a risolvere il problema.
Caso ha voluto però che in quei giorni trovassi in vendita una coppia di 6CG7 RCA clear top di fabbricazione brasiliana (quelle made in USA sono introvabili qui in Europa) e, visto che stavano solo 9 euro la coppia, ho pensato: perchè concentrarsi solo sulle valvole di input (tutte NOS di ottima fattura) e lasciare all'output/BCF delle mediocri EH moderne? Così le ho prese.
Ebbene, addio roll off o appiattimenti, questa è stata proprio la ciliegina sulla torta! Migliorati (e non di poco) velocità, dinamica, apertura, tridimensionalità e effetto live, tutti parametri già eccellenti prima!
Ho provato il DAC con il solito sistema del mio amico: CD da migliaia di euro, Gamut Di150 e diffusori Avalon Opus Ceramyque.
CD+Gamut come integrato+Avalon: suono ottimo, quasi perfetto da tutti i punti di vista.
CD+DAC dual AK4399 (input SPDIF)+Gamut integrato+Avalon: un certo ulteriore miglioramento timbrico.
CD+DAC BIIIse/Unbalancer+Gamut come finale+Avalon: un altro mondo... tridimensionalità, definizione, profondità e aria tra gli strumenti mai sentiti prima.
Il mio amico ancora si deve riprendere!
Vai a pensare che con 9 euro puoi migliorare così tanto un sistema già al top...

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Re: Realizzazione Buffalo IIIse: DAC/preamp con Unbalancer e Raspberry PI

Messaggio  Marco1013 il Ven 23 Ott 2015 - 0:02

Complimenti davvero

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