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La dura realtà...

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Re: La dura realtà...

Messaggio  piero7 il Lun 19 Ott 2009 - 13:19

@albamaiuscola ha scritto:Ci ho pensato più di una volta Edgar alla biamplificazione con taglio attivo del woofer, sarebbe la soluzione ideale.

Ma hai idea di quanto mi verrebbe a costare il tutto?
Sorgente, un pre, crossover attivo, due finali...

Si parla di cifre di sicuro sui 2000 euro, a meno di non scegliere tutti componenti low cost... Ma a sto punto conviene?

Perchè così tanti soldi? 1 beringer per le vie basse, qualche schedina tipo la 100watt per le alte e medie, un crossover elettronico a tre vie, io penso che te la cavi con molto meno di 2000 euro...
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Re: La dura realtà...

Messaggio  Edgar il Lun 19 Ott 2009 - 14:20

@piero7 ha scritto:
@albamaiuscola ha scritto:Ci ho pensato più di una volta Edgar alla biamplificazione con taglio attivo del woofer, sarebbe la soluzione ideale.

Ma hai idea di quanto mi verrebbe a costare il tutto?
Sorgente, un pre, crossover attivo, due finali...

Si parla di cifre di sicuro sui 2000 euro, a meno di non scegliere tutti componenti low cost... Ma a sto punto conviene?

Perchè così tanti soldi? 1 beringer per le vie basse, qualche schedina tipo la 100watt per le alte e medie, un crossover elettronico a tre vie, io penso che te la cavi con molto meno di 2000 euro...

Esatto.
Il Xover viene infatti circa 100 euro, il problema credo sia il pre, qui bisogna un po' sbattersi in giro a cercare in rete
qualcosa di interessante.
Ma qualcosa sotto mano potrebbe capitare anche a me, se interessa fammi posso al limite essere contattato in pv.
Non ho compreso il discorso sulla sorgente.
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Re: La dura realtà...

Messaggio  wasky il Lun 19 Ott 2009 - 20:18

@albamaiuscola ha scritto:Secondo me l'unica alternativa è un Nad 370-372.
Se cerchi e hai pazienza lo trovi per 350-400 euro.
Ha circa 150w per canale, suona benissimo, e può tirare fuori molto da un diffusore.
Imho però, un finale pro (a parte la minor fruibilità a meno di non trovare un pre "adatto" -e di quelli home ce ne sono pochi- ) riesce a generare picchi e a fornire corrente che solo certi top class si possono permettere.
Non sono certo "eufonici", ma non gli si chiede quello...

Fatti un ampli Vintage Serio Alba Wink


100 Ampere di High Continous Current e 170 watt su 4 e 8 ohm 400 €

http://www.stereoimmagine.it/argomento.asp?ID=2842&DATA=06/07/2009&ARGOMENTO=FINALI


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Re: La dura realtà...

Messaggio  wasky il Lun 19 Ott 2009 - 20:20

Se vuoi farti male ecco un'altro bel pezzo di storia

http://www.stereoimmagine.it/argomento.asp?ID=2701&DATA=01/09/2009&ARGOMENTO=FINALI

http://www.stereoimmagine.it/argomento.asp?ID=2850&DATA=14/07/2009&ARGOMENTO=FINALI

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Re: La dura realtà...

Messaggio  bonghittu il Lun 19 Ott 2009 - 21:37

@wasky ha scritto:Se vuoi farti male ecco un'altro bel pezzo di storia

Sposo la "mozione" vintage di Wasky Laughing

In fondo ci saranno stati amplificatori in grado
di pilotarli all'interno delle sale di incisione.
Qualcuno di questi sapientemente revisionato
puo' essere un buon compagno di viaggio per
le Century.
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Re: La dura realtà...

Messaggio  piero7 il Lun 19 Ott 2009 - 22:04

Per come è alba di gusti, se pijasse n'artro beringer o tempo 10 minuti se lo rivenne...
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Re: La dura realtà...

Messaggio  albamaiuscola il Lun 19 Ott 2009 - 23:14

@piero7 ha scritto:Per come è alba di gusti, se pijasse n'artro beringer o tempo 10 minuti se lo rivenne...

ti quoto...
Ho pensato più di una volta ad un impianto tutto vintage per le Century, ma il buon vintage costa.

Tanto più se a posto elettricamente ed esteticamente.

E poi, alla prima rogna (anche piccola), sono soldi che partono.

C'è tempo anche per quello... Wink per ora, da povero squattrinato, ho capito che ne il vintage (che imho ha senso se "serio", altrimenti rischia di essere solo "vecchio"-), ne le valvole (almeno per come le voglio io) ci stanno Sad

Poco male, ci sono una marea di prodotti che possono essere una buona panacea Smile

tipo questo...





che mi hanno riferito pilotare anche i sassi con una timbrica ottima, e in ambiente domestico e DECISAMENTE più accettabile del Behringer...



oltre che le ventole termocontrollate afro
Viene qualcosa di più dell'Ep2500 a parità di potenza.

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Re: La dura realtà...

Messaggio  Edgar il Mar 20 Ott 2009 - 8:22

Attenzione col PRO.
Nulla da dire su costruzione etc, però vedete che questi apparecchi sono pensati per essere "attaccati" a catene pro.
Quindi bisogna tenere conto sia delle sensibilità degli ingressi (in genere più alte) e delle impedenze di ingresso (nel caso dei finali).
Quanto alle ventole, alcune sono ben udibili, il che se si ascoltano brani che fanno del dettaglio il loro punto forte (soprattutto nei pianissimo) non va per nulla bene.
Se poi proprio si deve andare nel pro, ci sono fior di prodotti come gli Yamaha che stanno una spanna sopra tutto quello che si usa in larga parte per discoteca e che non costano nemmeno tantissimo.
Se poi come dicevo prima si prendesse pure in considerazione la possibilità della biamp oggi ci sono dei prodotti veramente rivoluzionari e che rientrano fra l'altro in un mio futuro progetto.
Guardate qui e divertitevi: www.powersoft.it
Per noi amanti della lettera D c'è poi questo http://www.powersoft.it/pageurl.php?url=http://pro-audio.powersoft.it/
very, very interesting.
Insomma a mio avviso, se non si fosse capito Very Happy con quel JBL il massimo si ottiene assolutamente in multiamplificazione (veramente non solo con quello..... Smile )
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Re: La dura realtà...

Messaggio  albamaiuscola il Mar 20 Ott 2009 - 9:20

@Edgar ha scritto:Attenzione col PRO.
Nulla da dire su costruzione etc, però vedete che questi apparecchi sono pensati per essere "attaccati" a catene pro.
Quindi bisogna tenere conto sia delle sensibilità degli ingressi (in genere più alte) e delle impedenze di ingresso (nel caso dei finali).
Quanto alle ventole, alcune sono ben udibili, il che se si ascoltano brani che fanno del dettaglio il loro punto forte (soprattutto nei pianissimo) non va per nulla bene.

Ho posseduto un Behringer Ep2500, so cosa aspettarmi... Wink i Phonic Xp hanno ventole termocontrollate inudibili.

@Edgar ha scritto:
Se poi proprio si deve andare nel pro, ci sono fior di prodotti come gli Yamaha che stanno una spanna sopra tutto quello che si usa in larga parte per discoteca e che non costano nemmeno tantissimo.

Ascoltati... E suonano come u Behringer da 3-400 euro in meno... Cioè bene Smile ma nulla di più mi è parso...

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Re: La dura realtà...

Messaggio  ilbetti il Lun 9 Nov 2009 - 23:20

Scusate se mi intrometto.......ma mi sento chiamato in causa.
Cercavo informazioni sui chip in classe T quando ho trovato questa discussione che parla di una mia "macchina".....
Sono infatti Lorenzo Betti, il titolare di Estro Armonico, l' azienda che realizza l' integrato con le finali 807 da cui è scaturita la discussione seguente.
Vorrei fare qlcune precisazioni.
Quell' oggetto (l' "Ottocentosette") è un integrato linea TOTALMENTE originale.
Niente copia e/o clone di schemi noti. (Williamson, Leak, McIntosch, Marantz....)
E' un quattro stadi ed ha un solo condensatore sul segnale.
Ha 3 alimentazioni completamente separate ed indipendenti a partire dai secondari del trasformatore tutte con celle LCL.
I tubi usati sono i seguenti: pre totem di 6H23, sfasatore 6189 pilota 12BH7 finali 807
raddrizzatrici della sezione pre 6AX4 (2) la sezione finale ha invece un raddrizzamento con diodi Ultrafast.
Un ulteriore particolarità è quella che è in gradoi di mandare assai agevolmente le finali in "griglia positiva".
E' completamente costruito in aria, esclusivamente con componentistica made in Italy-Germany-Canada-Danmark-Japan(solo il volume Alps RK40 black, e due condensatori catodici ELNA Cerafine)
Il trasformatore di alimentazione è realizzato presso il mio laboratorio e utilizza lamierinoa grani orientati al4% in laminazione M1 (si usa di solito per i trasformatori di uscita) i trasformatori di uscita , contrariamente a quanto scritto, sono componenti "commerciali" di OTTIMA qualità, ma non sono i vari Tamura-Tango Hashimoto. Sono molto più economici,e il suono di quel ampli, è dato dal progetto.......
Infatti, non sono d' accordo quando sindice che non c'è nulla di nuovo nel settore dell' amplificazione valvolare, oggi con le simulazioni a calcolatore e la strumentazione che anche un piccolo laboratorio come il mio può disporre (siamo 3 persone) si possono realizzare macchine che negli anni 50 e 60 nemmeno si potevano immaginare.
Intendiamoci, non dico che gli ampli dell' età dell' oro non andassero bene, ma alcuni di loro , personalmente li ritengo "sopravvalutati".
In ogni modo, ringrazio per l' ospitalità
E se qualcuno ha domande sono lieto di rispondere.

Saluti "valvolari"

P.S. il perchè ho scelto la 807 è un pò lungo, ma sicuramente posso dire che la 6C33CB è un tubo che ho preso in considerazione. E con il quale ho costruito pure un prototipo.
Per carità tubo stupendo, anzi meraviglioso per certi versi, ma come per tutti i tubi con resistenza interna davvero bassa è un pò "troppo" instabile per i miei gusti.
Per instabile intendo dire semplicemente che le sue performances sono decisamente "variabili" durante la sua vita utile........come per tutti i tubi regolatori quando usati come amplificatori.

P.P.S. una famiglia di ampli PRO davvero bensuonanti sono gli Australian Monitor.

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Re: La dura realtà...

Messaggio  Tfan il Lun 9 Nov 2009 - 23:28

Salve Lorenzo,
benvenuto e spero che verrai a trovarci spesso..
nonostante la classe T sono estremamente interessato alle valvole, pur avendo pochissima esperienza a riguardo
a presto!

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Re: La dura realtà...

Messaggio  piero7 il Lun 9 Nov 2009 - 23:46

@ilbetti ha scritto:Scusate se mi intrometto.......ma mi sento chiamato in causa.
Cercavo informazioni sui chip in classe T quando ho trovato questa discussione che parla di una mia "macchina".....
Sono infatti Lorenzo Betti, il titolare di Estro Armonico, l' azienda che realizza l' integrato con le finali 807 da cui è scaturita la discussione seguente.
Vorrei fare qlcune precisazioni.
Quell' oggetto (l' "Ottocentosette") è un integrato linea TOTALMENTE originale.
Niente copia e/o clone di schemi noti. (Williamson, Leak, McIntosch, Marantz....)
E' un quattro stadi ed ha un solo condensatore sul segnale.
Ha 3 alimentazioni completamente separate ed indipendenti a partire dai secondari del trasformatore tutte con celle LCL.
I tubi usati sono i seguenti: pre totem di 6H23, sfasatore 6189 pilota 12BH7 finali 807
raddrizzatrici della sezione pre 6AX4 (2) la sezione finale ha invece un raddrizzamento con diodi Ultrafast.
Un ulteriore particolarità è quella che è in gradoi di mandare assai agevolmente le finali in "griglia positiva".
E' completamente costruito in aria, esclusivamente con componentistica made in Italy-Germany-Canada-Danmark-Japan(solo il volume Alps RK40 black, e due condensatori catodici ELNA Cerafine)
Il trasformatore di alimentazione è realizzato presso il mio laboratorio e utilizza lamierinoa grani orientati al4% in laminazione M1 (si usa di solito per i trasformatori di uscita) i trasformatori di uscita , contrariamente a quanto scritto, sono componenti "commerciali" di OTTIMA qualità, ma non sono i vari Tamura-Tango Hashimoto. Sono molto più economici,e il suono di quel ampli, è dato dal progetto.......
Infatti, non sono d' accordo quando sindice che non c'è nulla di nuovo nel settore dell' amplificazione valvolare, oggi con le simulazioni a calcolatore e la strumentazione che anche un piccolo laboratorio come il mio può disporre (siamo 3 persone) si possono realizzare macchine che negli anni 50 e 60 nemmeno si potevano immaginare.
Intendiamoci, non dico che gli ampli dell' età dell' oro non andassero bene, ma alcuni di loro , personalmente li ritengo "sopravvalutati".
In ogni modo, ringrazio per l' ospitalità
E se qualcuno ha domande sono lieto di rispondere.

Saluti "valvolari"

P.S. il perchè ho scelto la 807 è un pò lungo, ma sicuramente posso dire che la 6C33CB è un tubo che ho preso in considerazione. E con il quale ho costruito pure un prototipo.
Per carità tubo stupendo, anzi meraviglioso per certi versi, ma come per tutti i tubi con resistenza interna davvero bassa è un pò "troppo" instabile per i miei gusti.
Per instabile intendo dire semplicemente che le sue performances sono decisamente "variabili" durante la sua vita utile........come per tutti i tubi regolatori quando usati come amplificatori.

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Interessante precisazione, grazie!!

Ci faresti vedere che soluzioni hai adottato?
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Re: La dura realtà...

Messaggio  Skywalker il Lun 9 Nov 2009 - 23:53

@Vincenzo ha scritto:...oppure aspetti che arrivino altri pareri sul 3020. Alle impressioni di Francesco tra poco si aggiungeranno anche quelle di Maurizio e... di mezza Sicilia! Hehe

e un pò di piemonte Very Happy

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Re: La dura realtà...

Messaggio  ilbetti il Lun 9 Nov 2009 - 23:59

In che senso, scusa.
Ho descritto piuttosto compiutamente la tipologia costruttiva......
Ingresso: totem di 6H23 direttamente collegato allo sfasatore, un "long tail" di 6149, poi l' unico condensatore interstadio dove passa il segnale e uno stadio driver in "chatode follover" di 12BH7 che di nuovo direttamente pilotano le 807 in configurazione "ultralinar".
Non c'è alcun tipo di controreazione ingresso-uscita.
L' alimentazione è come ho detto realizzata con tre distinti alimentatori (pre-driver con raddrizzamento a tubi, finali con ponte a diodi ultrafast e negativo di griglia con ponte integrato....ovviamente lo "spianamento" è realizzato come ho detto con celle CLC.
Anzi, nello stadio driver c'è un LCLRC.....

Ecco, ho tutto.
Certo, nulla di "rivoluzionario" ma trovatemi un altro ampli che usa queste soluzioni tutte insieme........
In Elettronica, non si inventa NULLA. (o quasi)
Semmai si applicano BENE i principi che fanno funzionare l' universo....
Non dimentichiamo che l' elettronica null' altro è che fisica applicata!

Saluti "sonanti"

ilbetti
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Re: La dura realtà...

Messaggio  piero7 il Mar 10 Nov 2009 - 0:01

@ilbetti ha scritto:In che senso, scusa.
Ho descritto piuttosto compiutamente la tipologia costruttiva......
Ingresso: totem di 6H23 direttamente collegato allo sfasatore, un "long tail" di 6149, poi l' unico condensatore interstadio dove passa il segnale e uno stadio driver in "chatode follover" di 12BH7 che di nuovo direttamente pilotano le 807 in configurazione "ultralinar".
Non c'è alcun tipo di controreazione ingresso-uscita.
L' alimentazione è come ho detto realizzata con tre distinti alimentatori (pre-driver con raddrizzamento a tubi, finali con ponte a diodi ultrafast e negativo di griglia con ponte integrato....ovviamente lo "spianamento" è realizzato come ho detto con celle CLC.
Anzi, nello stadio driver c'è un LCLRC.....

Ecco, ho tutto.
Certo, nulla di "rivoluzionario" ma trovatemi un altro ampli che usa queste soluzioni tutte insieme........
In Elettronica, non si inventa NULLA. (o quasi)
Semmai si applicano BENE i principi che fanno funzionare l' universo....
Non dimentichiamo che l' elettronica null' altro è che fisica applicata!

Saluti "sonanti"

Be' intendevo lo schema...
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Re: La dura realtà...

Messaggio  Smanetton il Mar 10 Nov 2009 - 0:02

@piero7 ha scritto:
E chi dice che per un (doppio) pushpull di 807 bisogna spendere 5.000 euro?
...
Mo immagina un pushpull di (sole 2) 6C33 (quasi 80watt) con poco meno di 200mA di corrente che gli scorre dentro (la 807 con la stessa corrente s'incendia) e se ne metti quattro la raddoppi la potenza...
...
Guarda le valvole 6C33, guarda lo spessore delle placche...
@ilbetti ha scritto:Scusate se mi intrometto.......ma mi sento chiamato in causa.
Cercavo informazioni sui chip in classe T quando ho trovato questa discussione che parla di una mia "macchina".....
Sono infatti Lorenzo Betti, il titolare di Estro Armonico, l' azienda che realizza l' integrato con le finali 807 da cui è scaturita la discussione seguente.
Vorrei fare alcune precisazioni...

@piero7 ha scritto:Interessante precisazione, grazie!!
Ci faresti vedere che soluzioni hai adottato?

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