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valterneri
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Re: La misura degli errori.

il Lun 16 Giu 2014 - 21:35
Ho un'altra domanda "delle mie" che mostra la chiave del comportamento
della sensibilità e mette in crisi quella dell'efficienza:

la carta spinge l'aria che si addensa di fronte a lei
e l'aria addensata spinge di conseguenza a sua volta il cono indietro,
ma non avendo un punto d'appoggio solido riesce a spingerlo solo
con la metà della sua forza,
con l'altra metà spinge la nuova aria che le sta vicina,
e nascono le onde elastiche.
Si perde quindi all'istante metà dell'energia consegnata all'aria?

Perché quindi il suono viaggia in una sola direzione e non in tutti i sensi
di nuovo e in tutti i momenti?
Perché l'aria compressa spinge solo in avanti altra aria
e non anche all'indietro? Perché il suono è un fronte d'onda e non continue sfere
che nascono per la riespansione?

Ogni luogo compresso dovrebbe ridiventare una nuova fonte sferica,
invece è come se le riespansioni si autocoordinassero in direzione e verso.
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fritznet
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Re: La misura degli errori.

il Lun 16 Giu 2014 - 22:52
Sempre più interessante  Smile 
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fritznet
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 0:58
A scanso di equivoci, nel malaugurato caso che qualcuno possa interpretare il mio post precedente come ironico, intendevo manifestare la mia meraviglia per un aspetto che mi colpisce sempre.

Ovvero, anche i fenomeni più semplici, o comunque che abbiamo sotto gli occhi ( o le orecchie) tutti i giorni, perdono la loro semplicità via via che spingiamo il livello di approfondimento.

Fino a qualche settimana fa mi cullavo beato, sicuro di sapere almeno come si creavano quelle belle onde che ci trasmettono il suono, la semplificazione divulgativa del sistema pistonico, nella sua estrema brutale, primitiva (  Hehe ) sintesi, mi è sempre accorsa in aiuto nelle volte (poche, a dire il vero) in cui ho cercato di modellizzare mentalmente il funzionamento della trasduzione elettroacustica.

Ora, come in altre occasioni, sbatto un pò il muso sul fatto che, come sempre, la realtà è infinitamente più complessa delle nostre povere idealizzazioni, di quelle che riteniamo scienze esatte e che invece forse sono solo medie statistiche aggiornate  Laughing 


Mi rifugierei nella matematica, forse la sola scienza davvero esatta, la pura astrazione, se solo potessi... Hehe 

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Biagio De Simone
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 1:02
Mi hai preceduto di qualche secondo, stavo per scrivere in risposta al tuo "sempre più interessante", sempre più lontano.... Embarassed Hehe 
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fritznet
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 1:13
@Biagio De Simone ha scritto:Mi hai preceduto di qualche secondo, stavo per scrivere in risposta al tuo "sempre più interessante", sempre più lontano.... Embarassed Hehe 

Ma, Biagio, non credere di essere l'unico Very Happy Very Happy Very Happy 

in pratica ho appena scritto che nemmeno di quel pochissimo che credevo di sapere sono più sicuro, fa te  Laughing 
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Biagio De Simone
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 1:47
Appunto!  Crying or Very sad 
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Eulero
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 8:44
@valterneri ha scritto:Ho un'altra domanda "delle mie" che mostra la chiave del comportamento
della sensibilità e mette in crisi quella dell'efficienza:

la carta spinge l'aria che si addensa di fronte a lei
e l'aria addensata spinge di conseguenza a sua volta il cono indietro,
ma non avendo un punto d'appoggio solido riesce a spingerlo solo
con la metà della sua forza,
con l'altra metà spinge la nuova aria che le sta vicina,
e nascono le onde elastiche.
Si perde quindi all'istante metà dell'energia consegnata all'aria?

Non so se riesco ad individuare la luna o guardo il dito.
Se penso ad un pezzettino di carta che spinge, suppongo di avere l’aria con la sua massa ed elasticità.
Non appena il pezzo di carta comincia a spingere innesca due fenomeni: la forza d’inerzia dovuta all’accelerazione dell’aria, che ha la sua massa e la forza elastica dell’aria stessa. La somma di queste due forze “reagisce” in pari valore sulla carta. L’aria riceve una spinta e sulla carta la spinta è la stessa, ma di segno opposto. Il cono compie un lavoro sull'aria che acquista una energia "pari" al lavoro compiuto dal cono.


Perché quindi il suono viaggia in una sola direzione e non in tutti i sensi
di nuovo e in tutti i momenti?
Perché l'aria compressa spinge solo in avanti altra aria
e non anche all'indietro? Perché il suono è un fronte d'onda e non continue sfere
che nascono per la riespansione?

Ogni luogo compresso dovrebbe ridiventare una nuova fonte sferica,
invece è come se le riespansioni si autocoordinassero in direzione e verso.

Qui penso ad un cono enorme quanto ad uno stadio di calcio. Se mi mettessero appiccicato sulla superficie del cono, durante la prima spinta vedrei l'aria immediatamente davanti a me che si comprime, mentre quella un po' più avanti ancora non perturbata, cioè a pressione atmosferica. Un metro a destra e a sinistra ci sono Marchisio e Balotelli. Davanti a loro l'aria ha la stessa pressione a causa della compressione, ma un po' più avanti anche loro vedono zone imperturbate. Quindi l'aria davanti a me a destra e sinistra non può scappare, perchè c'è la stessa pressione e resta "in equilibrio" (lateralmente), l'unica "via di fuga" la trova davanti dove la pressione è minore. Questo mi spiegherebbe il fronte d'onda.

In realtà i coni sono piccoli e lateralmente al cono trovo aria imperturbata. Mi aspetterei dunque che a partire dal cono nascesse un fronte che viaggia nella direzione di spinta del cono, ma all'aumentare della distanza la perturbazione si espande lateralmente.
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valterneri
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 9:52
Inevitabile che sia Eulero
ad aver individuato la chiave per la comprensione
del risultato di molti coni affiancati che incide sulla sola sensibilità apparente.

Si scrive così:

La pressione dei coni esterni impedisce a quella dei più interni
di espandersi lateralmente,
si ottiene, non un fronte d'onda piatto, ma solo di raggio maggiore,
simulando una sorgente virtuale più arretrata.
Se misuriamo da questo punto virtuale di partenza
il fronte d'onda è sferico e il decadimento è al quadrato.
Se invece misuriamo dal punto effettivo abbiamo l'illusione che questa legge,
che regola la diffusione e il decadimento, non valga,
a vantaggio di una maggiore sensibilità apparente e pratica,
e di un decadimento lineare.
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fritznet
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 10:48
Più tardi rileggerò con calma, ma in ogni caso ora che siamo alla soluzione mi sento meno teso  Smile 

Biagioooooo...  Laughing 
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Eulero
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 10:52
@valterneri ha scritto:...la chiave per la comprensione...
Non vorrei prendermi meriti che non ho.

Ho solo cercato di dare una rappresentazione fisica a livello microscopico.
Quando avrò capito mi vedrete con la mano alzata.  Laughing 

La scarsa disponibilità di tempo libero mi rende impossibile l'approfondimento e soprattutto di godere della vostra compagnia.

Un saluto a tutti!
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Biagio De Simone
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 11:06
@fritznet ha scritto:Più tardi rileggerò con calma, ma in ogni caso ora che siamo alla soluzione mi sento meno teso  Smile 

Biagioooooo...  Laughing 
Sto dormendo, e comunque anche se sono sveglio il risultato non cambia!

A vantaggio di una maggiore sensibilità apparente e pratica.....Shocked scratch  Sleep Sleep Sleep Sleep Sleep
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valterneri
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 14:25
@Biagio De Simone ha scritto:
@fritznet ha scritto:... Biagioooooo...  Laughing 
Dormendo o sveglio il risultato non cambia!
"A vantaggio di una maggiore sensibilità apparente e pratica....."Shocked
Attraversando un fiume a nuoto in linea retta disegnerai una diagonale,
e se piove molto, un'ellisse,
ma giurerai a tutti d'esser andato dritto!

Il nostro problema è che guardiamo il mondo coi nostri occhi
anziché guardare noi parte del mondo.

Ripeto: cambiate punto di vista e noterete cose interessanti ...
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Biagio De Simone
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 15:14
Ma ci mancherebbe, io parlo dei miei limiti, non di punti di vista.
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valterneri
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Re: La misura degli errori.

il Mar 17 Giu 2014 - 22:21
No, no, il consiglio non era per te, che non ne hai bisogno,

neppure per Fritznet, che si acquatta sui rami più alti,
neppure per SGH, che è un drone a raggi infrarossi,
neppure per.... (intendo altri senza elencare)

è il genere umano che ha bisogno di sensibilità,
e non da un metro di distanza!
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Biagio De Simone
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Re: La misura degli errori.

il Mer 18 Giu 2014 - 0:56
Indubbiamente, questo è Valter Neri, ad ampio spettro, dall'infinitesimale piccolo, all'immenso universale.... sunny Night I love you 
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valterneri
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Re: La misura degli errori.

il Mer 18 Giu 2014 - 23:28
Il push-pull:


è controproducente ma lo si vede spesso,
è sbagliato, ma è frequente:

in pratica, ogni woofer in controfase all'altro, dalla parte buona della sua membrana,
è quasi come se lavorasse nel vuoto.
Quasi tutta la loro rispettiva energia se ne va a spostare l'aria di un solo lato,
ed è per questo che l'escursione quasi raddoppia.

Ma il raddoppiare dell'escursione quadruplica l'energia acustica emessa
dal doppio che è dell'energia immessa,
e l'efficienza di conseguenza quindi raddoppia,
a dimostrare che due woofer in complicità d'intenti creano più energia acustica
del doppio di uno solo da solo.

O ho forse sbagliato qualcosa?

(il quasi che ho ripetuto più volte testimonia la presenza di quel minimo d'aria tra le membrane che,
per essere sballottato, un minimo di energia lo richiede)
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Re: La misura degli errori.

il Mer 18 Giu 2014 - 23:33
@valterneri ha scritto:Il push-pull:


è controproducente ma lo si vede spesso,
è sbagliato, ma è frequente:

in pratica, ogni woofer in controfase all'altro, dalla parte buona della sua membrana,
è quasi come se lavorasse nel vuoto.
Quasi tutta la loro rispettiva energia se ne va a spostare l'aria di un solo lato,
ed è per questo che l'escursione quasi raddoppia.

Ma il raddoppiare dell'escursione quadruplica l'energia acustica emessa
dal doppio che è dell'energia immessa,
e l'efficienza di conseguenza quindi raddoppia,
a dimostrare che due woofer in complicità d'intenti creano più energia acustica
del doppio di uno solo da solo.

O ho forse sbagliato qualcosa?

(il quasi che ho ripetuto più volte testimonia la presenza di quel minimo d'aria tra le membrane che,
per essere sballottato, un minimo di energia lo richiede)

Ehhhhhh?

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Re: La misura degli errori.

il Gio 19 Giu 2014 - 0:07
@valterneri ha scritto:Il push-pull:


è controproducente ma lo si vede spesso,
è sbagliato, ma è frequente:

in pratica, ogni woofer in controfase all'altro, dalla parte buona della sua membrana,
è quasi come se lavorasse nel vuoto.
Quasi tutta la loro rispettiva energia se ne va a spostare l'aria di un solo lato,
ed è per questo che l'escursione quasi raddoppia.

Ma il raddoppiare dell'escursione quadruplica l'energia acustica emessa
dal doppio che è dell'energia immessa,
e l'efficienza di conseguenza quindi raddoppia,
a dimostrare che due woofer in complicità d'intenti creano più energia acustica
del doppio di uno solo da solo.

O ho forse sbagliato qualcosa?

(il quasi che ho ripetuto più volte testimonia la presenza di quel minimo d'aria tra le membrane che,
per essere sballottato, un minimo di energia lo richiede)

Ho letto ripetutamente questo post per 36 minuti...son divenuto strabico e continuo a non capirci un c@77o.Valter per caso ultimamente hai rivisto Amici miei? Hehe Hehe Hehe
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Re: La misura degli errori.

il Gio 19 Giu 2014 - 0:25
Io sto sul ramo, che si sta bene  Hehe

Enrico, lo yin e lo yang, ricorda...



il vuoto, il pieno, l'assenza, l'assenzio...

ed ecco il push-pull  Laughing









e il push-up?  Very Happy 
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valterneri
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Re: La misura degli errori.

il Gio 19 Giu 2014 - 0:37
@beppe61 ha scritto:Ehhhhhh?
Dagli occhi di un extraterrestre abbandonato ..
@enrico massa ha scritto:Ho letto ripetutamente questo post per 36 minuti...
.. agli occhi di un abbandonato da un extraterrestre ..

.. agli occhi di un aspirante extraterrestre.

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Re: La misura degli errori.

il Gio 19 Giu 2014 - 0:41
Laughing 

















Valter, ci sto bene su questo pianeta, gradirei tanto fermarmi ancora qualche decennio, ho alcune cose da portare a termine  Smile

Però forse, visto che sto ascoltando i Residents, e come al solito li trovo gradevoli, forse non hai tutti i torti...
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valterneri
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Re: La misura degli errori.

il Gio 19 Giu 2014 - 0:55
@fritznet ha scritto:... fermarmi ancora qualche decennio ... ho alcune cose
da portare a termine ...
ovvero:
il peso non è mai un contrappeso, ogni pagina ne chiude un'altra
per essere definiti
per l'ultima espressione ironica che sapremo fare forse al sole
che ci guarda e non ci vede..
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Re: La misura degli errori.

il Gio 19 Giu 2014 - 1:07
Sei molto più zen del solito, Valter.

Giusto per non smentire la mia fama di deragliatore di thread, ma solo in apparenza.

Che ne pensi dei DML (Distributed Mode Loudspeaker) Valter, hai mai avuto occasione di ascoltarne?

Se te l'ho già chiesto, non badarci, temo che mercurio stia per lasciarmi, forse per sempre  Very Happy 
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Re: La misura degli errori.

il Gio 19 Giu 2014 - 1:17
@fritznet ha scritto:.. che ne pensi dei DML (Distributed Mode Loudspeaker),
hai mai avuto occasione di ascoltarne?
E' un errore,
è un errore offrire all'orecchio un modo di provenienza innaturale del suono,
neppure programmata in registrazione.
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Re: La misura degli errori.

il Gio 19 Giu 2014 - 1:27
Ma semplificando, non è una modalità (quella di emissione) che accomuna (con tutte le differenze del caso) tutti gli altoparlanti planari?

Kef B139 a parte  Laughing 

Intendo ovviamente gli elettrostatici, gli isodinamici, etc
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