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descriptionChicago

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Salve,
oggi ho avuto modo di ascoltare un lavoro dei Chicago, il CD "XXX" e mi è piaciuto molto il loro sound che, come dire, sembra pieno, "grasso", con suoni di ottoni e synth di sapore analogico... (devo dire anche molto loudness style).
Qualcuno di voi ha qualche dritta su altri artisti con questo sound?

Grazie,
Gianni

descriptionRe: Chicago

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Sono ancora troppo legato al loro primo album per ascoltarne altri ma proverò ad ascoltare anche questo XXX

descriptionRe: Chicago

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@potowatax ha scritto:
Salve,
oggi ho avuto modo di ascoltare un lavoro dei Chicago, il CD "XXX" e mi è piaciuto molto il loro sound che, come dire, sembra pieno, "grasso", con suoni di ottoni e synth di sapore analogico... (devo dire anche molto loudness style).
Qualcuno di voi ha qualche dritta su altri artisti con questo sound?

Grazie,
Gianni

Non conosco questo disco, ma i grandi Chicago sono quelli dei primi album direi almeno fino all'ottavo. Poi la svolta AOR non è che mi faccia impazzire (anche se il vocione di Bill Champlin è sempre un bel sentire). Comunque per trovare riferimenti con quel sound (quello dei primi album appunto) ti consiglio di ascoltare naturalmente i Blood Sweat and Tears, che rappresentano un pò il contraltare dei Chicago. Maggiormente sperimentali, certamente in campo con uno spirito più innovativo sono una formazione che viene spesso accumunata ai Chicago per l'uso dei fiati, la proposta tra pop/rock soul e jazz e per la disinvolta commistione con la musica classica (mi ricordo qualcosa di satie....). Comunque sono in tutto e per tutto migliori dei Chicago sia come livello degli strumentisti che per la qualità delle composizioni. Per me dove cogli cogli bene (si anche gli ultimi e vituperati dischi restano ottimi album).

Poi se vuoi avere un riferimento inglese ti consiglio di ascoltarti gli If magica band dei primi settanta diretta da quel geniaccio, anche un pò furbacchione di Dick Morrissey. Gli If stendono (sul serio) per la straordinaria mobilità della sezione fiati, per la disinvolta capacità d'uso dei tempi dispari e per la fantasia melodica. Ti consiglio di ascoltarti tutto almeno fino a Waterfall del 1972. Poi si dice che abbiano sbracato.....sarà, ma a me piacciono anche quelli dopo. Creatività a mille che oggi ce la sogniamo.

Infine su vuoi tentare un percorso a ritroso sulla scia del jazz/rock/soul dei Chicago ascoltati innanzitutto i Flock di Jerry Goodman. Prima del salto nella Mahavishnu di McLaughlin, Goodman prestava il suo violino a questa magnifica formazione. Nati nel 1969 ma attivi fino al 79 (mi pare) hanno fatto tre dischi con marcate influenze blues (li scoprì John Mayall appunto....), ma soprattutto i primi due sono fulminanti per la varietà stilistica (qualche ancoraggio anche nella psicadelia....). Da riscoprire.....

Ancora meno conosciuti ma altrettanto seminali sono i Chase di Bill Chase. Trombettista fantastico proveniente dall'ultimo gregge di Woody Herman, e dell'astronave sonora di Maynard Ferguson  Bill Chase ebbe l'intuito di provare a imbastire una proposta jazz/rock con influenze soul in un periodo in cui solo Miles (e Don Ellis) provava a dire qualcosa in questo senso. Due dischi di una bellezza assoluta usciti solo dal 1971 rivelarono un'artista visionario pienamente nel flusso creativo del suo tempo con tante idee da farci cento dischi. Invece un incidente con un aereo nel 1974 mise fine alla sua vita e a quella del suo gruppo. Dei Chase, non si ricorda nessuno, difficili da incasellare, troppo avanzati per essere inseriti nelle storie della musica (meglio parlare di quel periodo dei soliti Pink Floyd et similia  tanto lo fanno tutti.....), invece sono gemme di abbacinante bellezza sotterrate dall'oblio e dalla noncuranza.

Infine ci sarebbe da risalire fino a Don Ellis.....ma  lascio a te se ne hai voglia e il tempo di scoprire quali meraviglie ci ha lasciato quest'altro maestro dimenticato.....
ciao ciao.

descriptionRe: Chicago

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Per me, esclusi i live, solo i primi 5 sono degni d'attenzione. Il primo, come è noto, è un capolavoro mai più ripetuto.

descriptionRe: Chicago

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@Edoardo ha scritto:
... Comunque per trovare riferimenti con quel sound (quello dei primi album appunto) ti consiglio di ascoltare ...

Clap Clap Clap 
Non posso che congratularmi per la preparazione.
Grazie per le dritte, mi metto subito all'opera.Oki 

Il T-Forum è una ricchezza incredibile.

descriptionRe: Chicago

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da ascoltare e meditare :" Transit Authority "

descriptionRe: Chicago

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Fantastico Edoardo, io sarei un pochino più severo con la loro discografia. Anche il secondo album è bello il resto... ora scusata ma devo ascoltare "If you leave me now"
Very Happy 

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@zamo ha scritto:
ora scusata ma devo ascoltare "If you leave me now"
Very Happy 
Don't know 

descriptionRe: Chicago

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Ciao a tutti,
rispondo solo ora causa "vacanza"... Beer (sono appena tornato a Roma e anche per quest'anno ci siamo riusciti...)

Voglio ringraziare Edoardo, oltre agli altri, che mi ha dato degli ottimi spunti di ricerca per quel particolare "sound", e per tutto il resto illustrato con precisione e passione.

Come al solito, basta lanciare un sassolino e ti ritrovi con uno tsunami!!! Grande t-forum... propongo di elevarlo ad un rango superiore con il prefisso "WIKI"!!!

Gianni

descriptionRe: Chicago

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@Edoardo ha scritto:
@potowatax ha scritto:
Salve,
oggi ho avuto modo di ascoltare un lavoro dei Chicago, il CD "XXX" e mi è piaciuto molto il loro sound che, come dire, sembra pieno, "grasso", con suoni di ottoni e synth di sapore analogico... (devo dire anche molto loudness style).
Qualcuno di voi ha qualche dritta su altri artisti con questo sound?

Grazie,
Gianni


[. . .]

Infine ci sarebbe da risalire fino a Don Ellis.....ma  lascio a te se ne hai voglia e il tempo di scoprire quali meraviglie ci ha lasciato quest'altro maestro dimenticato.....
ciao ciao.

 
Apro un piccolo OT.
Quel poco che conosco di Don Ellis (Turkish bath e Connection) mi piace da pazzi.
Mi piacerebbe un consiglio: da dove cominciare per approfondire questa conoscenza?
 
EDIT: mi sono accorto che il titolo corretto è Electric bath Embarassed 

descriptionRe: Chicago

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@SGH ha scritto:
@Edoardo ha scritto:


[. . .]

Infine ci sarebbe da risalire fino a Don Ellis.....ma  lascio a te se ne hai voglia e il tempo di scoprire quali meraviglie ci ha lasciato quest'altro maestro dimenticato.....
ciao ciao.

 
Apro un piccolo OT.
Quel poco che conosco di Don Ellis (Turkish bath e Connection) mi piace da pazzi.
Mi piacerebbe un consiglio: da dove cominciare per approfondire questa conoscenza?
 
EDIT: mi sono accorto che il titolo corretto è Electric bath Embarassed 


Risposta breve per non inquinare il 3d:

Periodo di sperimentazione free:
New Ideas (New Jazz, 1961)
Essence (Pacific Jazz, 1962)

Periodo prime sperimentazioni sui raga indiani, tempi dispari e strumenti elettrici:
Live in 3⅔/4 Time (Pacific Jazz, 1966)
Electric Bath (Columbia, 1967)
Shock Treatment (Columbia, 1968)
Autumn (Columbia, 1969)

periodo progressive (nel senso di un tentativo di crossover jazz-rock avanzato):
Don Ellis at Fillmore (Columbia, 1970) Recorded "Live" at The Fillmore West; San Francisco, CA
Tears of Joy (Columbia, 1971) Recorded "Live" at Basin Street West; San Francisco, CA
Connection (Columbia, 1972)
Soaring (MPS Records, 1973)
Haiku (MPS Records, 1973)

Poi ci sarebbero le colonne sonore che lo hanno tenuto a galla economicamente (ad un certo punto stava solo a L.A. negli studios), che pur interessanti non sono al livello degli albums con la Big band (o altre formazioni). Comunque sono da ascoltare almeno:
Il braccio violento della legge (1971)
Il braccio violento della legge II (1975)
Trascurabili le rivisitazioni fusion di Star Wars ecc.

Buon ascolto!

descriptionRe: Chicago

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@Edoardo ha scritto:
@SGH ha scritto:

 
Apro un piccolo OT.
Quel poco che conosco di Don Ellis (Turkish bath e Connection) mi piace da pazzi.
Mi piacerebbe un consiglio: da dove cominciare per approfondire questa conoscenza?
 
EDIT: mi sono accorto che il titolo corretto è Electric bath Embarassed 


Risposta breve per non inquinare il 3d:

Periodo di sperimentazione free:
New Ideas (New Jazz, 1961)
Essence (Pacific Jazz, 1962)

Periodo prime sperimentazioni sui raga indiani, tempi dispari e strumenti elettrici:
Live in 3⅔/4 Time (Pacific Jazz, 1966)
Electric Bath (Columbia, 1967)
Shock Treatment (Columbia, 1968)
Autumn (Columbia, 1969)

periodo progressive (nel senso di un tentativo di crossover jazz-rock avanzato):
Don Ellis at Fillmore (Columbia, 1970) Recorded "Live" at The Fillmore West; San Francisco, CA
Tears of Joy (Columbia, 1971) Recorded "Live" at Basin Street West; San Francisco, CA
Connection (Columbia, 1972)
Soaring (MPS Records, 1973)
Haiku (MPS Records, 1973)

Poi ci sarebbero le colonne sonore che lo hanno tenuto a galla economicamente (ad un certo punto stava solo a L.A. negli studios), che pur interessanti non sono al livello degli albums con la Big band (o altre formazioni). Comunque sono da ascoltare almeno:
Il braccio violento della legge (1971)
Il braccio violento della legge II (1975)
Trascurabili le rivisitazioni fusion di Star Wars ecc.

Buon ascolto!

 
Grazie per la risposta.
Insomma, come immaginavo merita tutto (o quasi).Very Happy 
A questo punto penso che comincerò dal periodo "orientale", ché Electric bath mi ha lasciato a bocca aperta.
 
Chiudo e mi scuso per l'OT. Hello

descriptionRe: Chicago

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