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Alfredo Di Pietro
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 22:37
@wasky ha scritto:La cosa deludente di tutto il discorso è che la gente, invece di darti una pacca sulla spalla o dirti Bravo e farti gli auguri, è sempre pronta a darti calci in faccia pensando a che enormi guadagni ci siano dietro.

Addirittura siamo arrivati ai CLONI ma ci rendiamo conto ? Questo è veramente penoso Ivano Smile


Non ti scaldare Roberto.

Pensavo che fosse un clone invece vengo a sapere da te che è il medesimo apparecchio, il "Crescendo", rinominato in "Vela".

Prendo atto del mio errore, nessun calcio in faccia e non fare la vittima.

Resta da chiedersi come mai un medesimo apparecchio sia venduto a 200 euro in meno rispetto al suo esatto simile.

La domanda non è provocatoria, è solo per capire delle ragioni che a me sfuggono.

Tutto qui.
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belozoglu
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 22:38
@Alfredo Di Pietro ha scritto:

La domanda non è provocatoria, è solo per capire delle ragioni che a me sfuggono.

Tutto qui.

Ciao Alfredo, chiramente non mi riferivo assolutamente a te... Wink Wink Ok Ok Ok
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Alfredo Di Pietro
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 22:41
OK, scusami Roberto.

In questo momento ho visto le foto e la tua analisi circuitale.
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Alfredo Di Pietro
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 22:45
@belozoglu ha scritto:
@Alfredo Di Pietro ha scritto:

La domanda non è provocatoria, è solo per capire delle ragioni che a me sfuggono.

Tutto qui.

Ciao Alfredo, chiramente non mi riferivo assolutamente a te... Wink Wink Ok Ok Ok

Ma figurati Smile

In effetti solo vedendo la disposizione circuitale si nota subito come siano due apparecchi diversi.
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wasky
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 22:48
@Alfredo Di Pietro ha scritto:OK, scusami Roberto.

In questo momento ho visto le foto e la tua analisi circuitale.

Ma figurati Wink non devi scusarti tu Alfredo Smile tu sei un puro anche se con un carattere un pò strano cosa che riconosci Smile non mi riferivo a te con quanto hai quotato e non stavo affatto facendo la vittima

Non vedere più ti prego antipatie nei tuoi confronti, si vero, Oscar è stato duro ma a volte serve per far capire Alfredo quante volte tu, sei stato duro con i tuoi amici che stavano per commettere un errore ?

Come dite voi a Milano ? El primm che s'è casciàa l'è mort, Non puoi prendetela sempre e andartene Alfredo nessuno ti vuole male lo vuoi capire ?

Questo per ricollegarci al discorso dei bassi in stanze piccole Laughing

Sei troppo forte Alfre Smile

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Alfredo Di Pietro
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 22:56
Cosa vuoi farci Roberto, sono un incorreggibile caratteriale.

Comunque non puoi negare che su BAW ci sia qualcuno a cui sono, diciamo così, poco simpatico.

Io ho le mie idee e cerco dei riscontri oggettivi a quello che dico, oggi più di ieri.

Non ho mai pensato che una stanza piccola non faccia i bassi, li fa si ma in condizioni di funzionamento a "Pressione", come spiega l'ottimo Giussani.

Questo significa che deve essere sigillata e a tenuta pneumatica, condizione facilmente riproducibile in auto o in cuffia, ma in una camera d'appartamento come si fa?

Wink
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Alfredo Di Pietro
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 22:56
E scusate l'OT...
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wasky
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 23:22
@Alfredo Di Pietro ha scritto:Non ho mai pensato che una stanza piccola non faccia i bassi, li fa si ma in condizioni di funzionamento a "Pressione", come spiega l'ottimo Giussani.

Questo significa che deve essere sigillata e a tenuta pneumatica, condizione facilmente riproducibile in auto o in cuffia, ma in una camera d'appartamento come si fa?

Wink

L'articolo non è di Giussani ma prende spunto da un articolo di Rod Elliot Wink ed inizia cosi

LIMITE INFERIORE BASSE FREQUENZE IN AMBIENTE D'ASCOLTO
Alcuni pensano che in ambienti piccoli non sia possibile ascoltare dei buoni bassi, ben estesi. Il motivo sarebbe che tale frequenze non potrebbero svilupparsi in ambienti la cui dimensione minima sia inferiore alla lunghezza d'onda del segnale che si pretenderebbe di emettere ed ascoltare.
Nulla di più sbagliato e falso. Come Rod Elliot spiega molto bene, ciò non consentirebbe di sentire i bassi nemmeno in auto, o in cuffia...

Testo tratto da http://sound.westhost.com/subcon.htm
di Rod Elliott
(Traduzione di Giampiero Spezzano & Valerio Maglietta)
5 - Propagazione contro pressione
Una congettura molto diffusa è che non si possano riprodurre i bassi in un piccolo spazio. Se questo è certamente vero considerando la propagazione delle onde, è completamente falso se si è in condizioni di funzionamento a pressione all'interno dello spazio. Nella maggior parte degli ambienti, vi è un punto di transizione fra la propagazione delle onde ed il funzionamento a pressione (a volte citato come 'guadagno d'ambiente'). Che le frequenze basse possano essere riprodotte nei piccoli spazi, è dimostrato chiaramente dalle cuffie e dai sistemi di subwoofer da automobile. Entrambi si basano sul funzionamento a pressione ed il punto -3dB delle frequenze basse è determinato dalle 'perdite' perché lo spazio non è sigillato perfettamente. In un ambiente completamente sigillato, la riproduzione dei bassi è possibile fino alla CC - non che la cosa sia realmente utile. La maggior parte dei subwoofer si basano sul funzionamento a pressione per ottenere la riproduzione delle frequenze più profonde nei normali ambienti, e bisogna notare che i sistemi accordati non possono correttamente eccitare il funzionamento a pressione, in molti ambienti.
Uno dei motivi potrebbe essere che vi è la presenza di uno sfiato che consente il livellamento della pressione. In teoria questi sono sistemi risonanti in cui l'onda posteriore dell'altoparlante è invertita di fase e si somma al fronte d'onda principale del cono. Che il principio funzioni, è dimostrato da molti grandi sistemi in sale, in teatri e perfino ambienti di riunione esterni, ma in tutti questi casi vi sono grandi spazi dove la propagazione delle onde sonore, è il fattore dominante.
Quando le dimensioni della stanza diventano piccole rispetto alla lunghezza d'onda, la propagazione dell’onda stessa non funziona ed i bassi possono essere riprodotti soltanto pressurizzando (e de-pressurizzando) l’ambiente.... Nelle prove che ho effettuato nel mio laboratorio, un subwoofer accordato sembra fare "un sacco di rumore", ma fallisce miseramente nel produrre frequenze basse che possono essere "percepite". Un driver simile in cassa chiusa riesce a far vibrare l’intero appartamento, a tal punto che non sono riuscito ad ottenere gli stessi (o nemmeno simili) livelli usando qualsiasi sistema di subwoofer accordato.
Ommissis

Nella "mia" esperienza posso dire che il fenomeno descritto non dipende solo dalle dimensioni dell'ambiente o da quanto questo è ben "chiuso", ma anche dalle dimensioni dell'altoparlante.
Immaginate una stanza nella quale a muoversi e vibrare sia un'intera parete. Il funzionamento "in pressione" sarebbe comunque assicurato... Mentre in una cuffia che abbia una membrana mobile larga 1mm non ne sarei così sicuro...
Ecco perché, per i subwoofer in auto io suggerisco l'uso di altoparlanti grandi e non reflex o carico simmetrico...



La pressione è data da un driver grosso Alfredo che deve vincere appunto la perdita dovuta a fessure Smile

Fatti dire dai ragazzi toscani cosa può fare un Driver che lavora in Pressione come scritto sopra da Renato come un 25Cm in sospensione Pneumatica dentro la mia stanza Wink

Riporto risposta di Marco59 sul forum di CHF a questa diatriba più volte discussa sui forum Alfredo e appunto in commento a quanto tu su BAW hai riportato parzialmente

Ciao Roberto, scusa il ritardo,
si anche a me non risulta che nei piccoli volumi non siano riproducibili le bassissime frequenze, in ogni caso cercherò di offrire il mio piccolo contributo alla discussione e ringrazio fin da subito Renato Giussani per il suo impegno nel diffondere la “conoscenza utile”. I fenomeni fisici che influenzano la resa sui bassi sono molteplici ed andrebbero affrontati separatamente, senza dover fare dei minestroni. In ordine casuale.

1)
La formula F=V/(2D) è la formula delle onde stazionarie (vedi argomento “Onde stazionarie”).
2)
In tutti gli ambienti si ha formazione di onde stazionarie. Con differenti dimensioni dell’ambiente, cioè più o meno ampio, si spostano solo le frequenze a cui si vengono a creare (i fenomeni permangono). Vicino alle pareti si hanno i ventri delle onde di pressione (pressione massima), in centro alla stanza si avranno i nodi (zona in cui la pressione delle onde stazionarie è nulla). I primi tre modi normali di risonanza, che sono anche quelli più facilmente udibili, non è difficile calcolarli (la formula è quella sopra indicata). Poi ci sono i modi trasversali e quelli di ordine superiore.
3)
In un piccolo ambiente è vero che non si possono avere onde stazionarie a bassa frequenza: per una stazionaria a 30 Hz servirebbe un ambiente con due pareti parallele distanti 5,7 metri. In auto, a seconda della lunghezza dell’abitacolo, ci possono essere risonanze longitudinali a frequenze più alte (tra 50 e 60 Hz). Sommando l’effetto della risonanza longitudinale e l’effetto di un ridotto angolo solido di emissione si può arrivare ad avere un incremento superiore a 15 dB rispetto a quanto non si otterrebbe in aria libera (alla faccia di chi sostiene che nei piccoli ambienti non si possono ascoltare le basse frequenze). Se così non fosse non si potrebbero ottenere valori di pressione superiori ai 140 dB con un “normale” woofer da 12 pollici. L’abitacolo di un’autovettura, senza sfiati verso l’esterno, ad alto volume, va “in pressione”, quasi come all’interno di una grande cassa acustica. L’SPL dipende dal volume d’aria spostato dal cono del woofer.
4)
Sono pochissimi i diffusori con risposta in frequenza lineare fin giù a 20 Hz. In genere quasi tutti i diffusori hanno una risposta in frequenza che a 20 Hz è assai attenuata. Un aiutino a bassissima frequenza (sotto ai 50 Hz), che non metta in crisi il woofer, potrebbe essere utile, soprattutto a basso volume.
5)
Il nostro orecchio alle bassissime frequenze è assai poco sensibile. Un aiutino a bassissima frequenza (sotto ai 50 Hz), che non metta in crisi il woofer, potrebbe essere utile, soprattutto a basso volume.
6)
La presenza di un’onda stazionaria a bassa frequenza, e quelle a bassa frequenza sono difficili da smorzare, può essere un aiutino da non scartare, a patto che non vi sia una sovrapposizione di due o tre modi di risonanza.
7)
Se ci sono tre coppie di pareti parallele i primi tre modi di risonanza è bene che siano ben spaziati tra loro. Un locale cubico avrà i primi tre modi di risonanza che cadranno alla stessa frequenza. Una tale situazione è considerata pessima. Per migliorare la situazione, preso atto che l’altezza del soffitto è mediamente una costante (3 metri), bisogna avere un locale che in pianta abbia dimensioni ben diversificate dai citati 3 metri dell’altezza. Ecco che, per forza di cose, si va a dover avere delle dimensioni ben maggiori. Ricordo la terna di rapporti dimensionali suggeriti, molti anni fa, da Gandolfi: 1:1,6:2,1 (3 x 4,2 x 6,3 m oppure 2,9 x 4,1 x 6,1 m).
Cool
Per ascoltare musica con dei buoni diffusori (ben estesi in gamma bassa) non c’è proprio bisogno della presenza delle onde stazionarie a 30 Hz.
9)
Ha ragione Renato Giussani. Le basse frequenze possono essere riprodotte ed apprezzate sia in grandi locali sia in piccoli ambienti (anche in auto). Anche l’ascolto in cuffia è un esempio da non dimenticare. Nelle mie cuffie GRADO (di tipo aperto) e BOSE (di tipo chiuso) i 30 Hz si sentono alla grande.
10)
Ai concorsi di SPL per il car-audio fa molto comodo sfruttare la risonanza longitudinale dell’abitacolo per superare i 140 o 150 dB (alla frequenza di risonanza dell’abitacolo). E’ chiaro che in piccole auto la risonanza longitudinale cade ad una frequenza non proprio bassissima e dunque, per un ascolto hifi, l’effetto può essere meno utile/piacevole.
11)
Circa la posizione del diffusore o del sub in un ambiente facciamo alcuni esempi:
A) subwoofer in auto: meglio nel baule ed in un angolo, cioè in corrispondenza dell’ estremità longitudinale dell’abitacolo, dove la pressione è massima (è massima anche l’impedenza acustica di radiazione). E’ la posizione che meglio eccita la risonanza longitudinale dell’abitacolo. Più è lungo l’abitacolo e minore sarà la frequenza a cui si avrà l’aumento di livello. Un sub a metà abitacolo (ad esempio in porta) sarà invece poco capace di eccitare tale risonanza.
B) In casa. Vale la regola sopra esposta. Un diffusore in mezzo alla stanza non avrà nessun sensibile incremento di livello sui bassi.
C) Dipoli: a bassa frequenza non lavorano a pressione e la regola si inverte: vedi bassi a dipolo. Il dipolo, ha emissione sonora nulla (pressione nulla) sia lateralmente che verso l’alto e quindi il dipolo è meno sensibile alla presenza delle pareti laterali e del soffitto. Un dipolo è sensibile alla presenza della parete posteriore e va tenuto ben distanziato da quest’ultima. Vedi argomento dei Bassi a dipolo. Con i dipoli è utile la collocazione con i pannelli paralleli al lato corto, proprio per poter avere spazio davanti e dietro ai dipoli. Ovviamente sto parlando pensando alla resa a bassa frequenza. Serve avere una elevata superficie emissiva collocata dove la velocità di oscillazione è massima (lontano dalle pareti). La risposta in frequenza in campo ravvicinato può apparire molto estesa anche con piccoli pannelli, perché vicino alla membrana si crea pressione, ma allontanandosi dal pannello la situazione cambia ed i bassi calano.
12)
Per avere la massima resa: cassa reflex o cassa chiusa? Al di sopra della frequenza di accordo il movimento dell’aria nel condotto e quello della membrana del woofer sono in fase e dunque il condotto non può comportarsi come un elemento di sfiato dell’ambiente che possa andare a ridurre la pressione generata dal woofer. Al di sotto della frequenza di accordo la cosa cambia ed infatti la pressione generata dal sistema al di sotto della Fb va rapidamente ad azzerarsi. Il mio suggerimento è sempre lo stesso: preferire un allineamento reflex che consenta una bassa frequenza di accordo (con un woofer che lo consenta). In caso contrario (cassa chiusa) il woofer deve essere veramente in gamba.
13)
La velocità del suono nell’aria varia in presenza di forti incrementi di pressione (più è alta la pressione più è veloce la propagazione del suono) ma, nel nostro caso, questo fatto è trascurabile (non nel professionale).
14)
L’altoparlante è una membrana in movimento con un rendimento bassissimo: solo l’uno per cento del suo movimento si trasforma in pressione acustica. A bassissima frequenza, l’aria davanti alla membrana offre una bassissima resistenza acustica e si comporta come un fluido elastico che tende a deformarsi ed a ritornare, subito dopo il cessare del segnale, al suo stato iniziale. A bassissima frequenza, una forte riduzione delle dimensioni del locale (e del volume d’aria che contiene) che carica frontalmente il woofer produce anche una riduzione dell’angolo solido di emissione (aumenta la resistenza acustica del carico) e quindi anche un innalzamento del rendimento e dell’ energia dissipata dal carico: l’energia di oscillazione si trasforma in maggior misura in energia di pressione.

Buoni bassi a tutti.



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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 23:23
@Alfredo Di Pietro ha scritto:Comunque non puoi negare che su BAW ci sia qualcuno a cui sono, diciamo così, poco simpatico.

Tu ti droghi e anche con del fumo pessimo Laughing Laughing Ma sei paranoico Alfredo porco boia Smile

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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 23:28
Si l'ho letta ieri sera mentre ero al ..... con il mini Samsung di mia moglie sulle gambe Hehe

Interessante, ma io rimango dell'idea che in un ambiente molto piccolo un mini vada benissimo.

Rispetto le idee altrui ma non metterei mai quei bestioni in una stanzetta di 3x4.
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 23:32
@Alfredo Di Pietro ha scritto:Si l'ho letta ieri sera mentre ero al ..... con il mini Samsung di mia moglie sulle gambe Hehe

Interessante, ma io rimango dell'idea che in un ambiente molto piccolo un mini vada benissimo.

Rispetto le idee altrui ma non metterei mai quei bestioni in una stanzetta di 3x4.

Nelle stesse misure anche meno Fabio (domus11 su audioreviu) ha un 4 vie con 25cm e 18cm Laughing Neo 10 con TW Revelator per la medio alta

E' un mini pesa solo 65 Kg Laughing

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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 23:33
@wasky ha scritto:
@Alfredo Di Pietro ha scritto:Comunque non puoi negare che su BAW ci sia qualcuno a cui sono, diciamo così, poco simpatico.

Tu ti droghi e anche con del fumo pessimo Laughing Laughing Ma sei paranoico Alfredo porco boia Smile

Pensa te, non fumo neanche le sigarette... Ironic
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Sei tu a essere troppo buono Roberto...
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mar 10 Apr 2012 - 23:38
@Alfredo Di Pietro ha scritto:Pensa te, non fumo neanche le sigarette... Ironic
Razz Smile Wink

Sei tu a essere troppo buono Roberto...

Fumo bene Laughing


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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mer 11 Apr 2012 - 1:52
@Alfredo Di Pietro ha scritto:Non ho mai pensato che una stanza piccola non faccia i bassi, li fa si ma in condizioni di funzionamento a "Pressione", come spiega l'ottimo Giussani.

Questo significa che deve essere sigillata e a tenuta pneumatica, condizione facilmente riproducibile in auto o in cuffia, ma in una camera d'appartamento come si fa?

Wink

La stessa cosa che diceva Andrea Gianelli tempo fa su questo forum... Fu aggredito pesantemente, poveretto.

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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mer 11 Apr 2012 - 10:22
@Alfredo Di Pietro ha scritto:
In effetti solo vedendo la disposizione circuitale si nota subito come siano due apparecchi diversi.
A scanso d'equivoci io non ho detto che sono lo stesso apparecchio con due nomi diversi, ma due amplificatori molto simili con lm 3886
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mer 11 Apr 2012 - 11:10
@Silver Black ha scritto:La stessa cosa che diceva Andrea Gianelli tempo fa su questo forum... Fu aggredito pesantemente, poveretto.

E infatti pure lui sbagliava Laughing

Hehe

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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mer 11 Apr 2012 - 11:11
@dude ha scritto:A scanso d'equivoci io non ho detto che sono lo stesso apparecchio con due nomi diversi,

Dude tranquillo Smile

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Alfredo Di Pietro
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mer 11 Apr 2012 - 16:39
@wasky ha scritto:
@Silver Black ha scritto:La stessa cosa che diceva Andrea Gianelli tempo fa su questo forum... Fu aggredito pesantemente, poveretto.

E infatti pure lui sbagliava Laughing

Hehe

Non mi pare di aver affermato cose sbagliate Roberto.

Si giunge all'assurdo che per poter ascoltare le bassissime frequenze in ambienti molto piccoli li si renda simili a delle camere iperbariche dove suonano dei driver enormi, completamente fuori misura che quando alzi un po' il volume innescano dei veri e propri terremoti.

Riconosco che è possibile, la fisica non è un'opinione, e io non ho mai affermato che un piccolo ambiente non faccia i bassi.

Capirai che stiamo parlando di Home Hi Fi, non di laboratori di acustica "estrema".
In quest'ottica è tanto più tranquillo e confidenziale utilizzare un bookshelf, pur con le sue limitazioni.
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mer 11 Apr 2012 - 16:46
Parlo solo ed esclusivamente per me.

Io mai metterei dei subwoofer con driver enormi in un ambiente molto piccolo, ma non critico chi lo fa.

Ognuno ha la sua visione dell'Hi Fi, legittima, ma non può imporre dei credo universalmente validi.

Secondo certi canoni la ridda di bookshelf in circolazione dovrebbe essere stata annullata da tempo, invece così non è.
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mer 11 Apr 2012 - 17:06
@Alfredo Di Pietro ha scritto:
Io mai metterei dei subwoofer con driver enormi in un ambiente molto piccolo, ma non critico chi lo fa.

Ognuno ha la sua visione dell'Hi Fi

Infatti molti mettono sub enormi in ambienti piccoli ....eccoli qua:



Hehe Hehe Hehe Hehe Hehe Hehe Hehe Hehe
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mer 11 Apr 2012 - 17:08
Spero che al proprietario di quell'auto sia rimasto qualche brandello di membrana timpanica...

Laughing
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Mer 11 Apr 2012 - 18:55
@Alfredo Di Pietro ha scritto:Non mi pare di aver affermato cose sbagliate Roberto.

No no tutto giusto quello che dici Alfredo ci mancherebbe

@Alfredo Di Pietro ha scritto:Si giunge all'assurdo che per poter ascoltare le bassissime frequenze in ambienti molto piccoli li si renda simili a delle camere iperbariche dove suonano dei driver enormi

Infatti vedo che hai capito Laughing


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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Gio 12 Apr 2012 - 20:50
@wasky ha scritto:
@Alfredo Di Pietro ha scritto:Non ho mai pensato che una stanza piccola non faccia i bassi, li fa si ma in condizioni di funzionamento a "Pressione", come spiega l'ottimo Giussani.

Questo significa che deve essere sigillata e a tenuta pneumatica, condizione facilmente riproducibile in auto o in cuffia, ma in una camera d'appartamento come si fa?

Wink

L'articolo non è di Giussani ma prende spunto da un articolo di Rod Elliot Wink ed inizia cosi

LIMITE INFERIORE BASSE FREQUENZE IN AMBIENTE D'ASCOLTO
Alcuni pensano che in ambienti piccoli non sia possibile ascoltare dei buoni bassi, ben estesi. Il motivo sarebbe che tale frequenze non potrebbero svilupparsi in ambienti la cui dimensione minima sia inferiore alla lunghezza d'onda del segnale che si pretenderebbe di emettere ed ascoltare.
Nulla di più sbagliato e falso. Come Rod Elliot spiega molto bene, ciò non consentirebbe di sentire i bassi nemmeno in auto, o in cuffia...

Testo tratto da http://sound.westhost.com/subcon.htm
di Rod Elliott
(Traduzione di Giampiero Spezzano & Valerio Maglietta)
5 - Propagazione contro pressione
Una congettura molto diffusa è che non si possano riprodurre i bassi in un piccolo spazio. Se questo è certamente vero considerando la propagazione delle onde, è completamente falso se si è in condizioni di funzionamento a pressione all'interno dello spazio. Nella maggior parte degli ambienti, vi è un punto di transizione fra la propagazione delle onde ed il funzionamento a pressione (a volte citato come 'guadagno d'ambiente'). Che le frequenze basse possano essere riprodotte nei piccoli spazi, è dimostrato chiaramente dalle cuffie e dai sistemi di subwoofer da automobile. Entrambi si basano sul funzionamento a pressione ed il punto -3dB delle frequenze basse è determinato dalle 'perdite' perché lo spazio non è sigillato perfettamente. In un ambiente completamente sigillato, la riproduzione dei bassi è possibile fino alla CC - non che la cosa sia realmente utile. La maggior parte dei subwoofer si basano sul funzionamento a pressione per ottenere la riproduzione delle frequenze più profonde nei normali ambienti, e bisogna notare che i sistemi accordati non possono correttamente eccitare il funzionamento a pressione, in molti ambienti.
Uno dei motivi potrebbe essere che vi è la presenza di uno sfiato che consente il livellamento della pressione. In teoria questi sono sistemi risonanti in cui l'onda posteriore dell'altoparlante è invertita di fase e si somma al fronte d'onda principale del cono. Che il principio funzioni, è dimostrato da molti grandi sistemi in sale, in teatri e perfino ambienti di riunione esterni, ma in tutti questi casi vi sono grandi spazi dove la propagazione delle onde sonore, è il fattore dominante.
Quando le dimensioni della stanza diventano piccole rispetto alla lunghezza d'onda, la propagazione dell’onda stessa non funziona ed i bassi possono essere riprodotti soltanto pressurizzando (e de-pressurizzando) l’ambiente.... Nelle prove che ho effettuato nel mio laboratorio, un subwoofer accordato sembra fare "un sacco di rumore", ma fallisce miseramente nel produrre frequenze basse che possono essere "percepite". Un driver simile in cassa chiusa riesce a far vibrare l’intero appartamento, a tal punto che non sono riuscito ad ottenere gli stessi (o nemmeno simili) livelli usando qualsiasi sistema di subwoofer accordato.
Ommissis

Nella "mia" esperienza posso dire che il fenomeno descritto non dipende solo dalle dimensioni dell'ambiente o da quanto questo è ben "chiuso", ma anche dalle dimensioni dell'altoparlante.
Immaginate una stanza nella quale a muoversi e vibrare sia un'intera parete. Il funzionamento "in pressione" sarebbe comunque assicurato... Mentre in una cuffia che abbia una membrana mobile larga 1mm non ne sarei così sicuro...
Ecco perché, per i subwoofer in auto io suggerisco l'uso di altoparlanti grandi e non reflex o carico simmetrico...



La pressione è data da un driver grosso Alfredo che deve vincere appunto la perdita dovuta a fessure Smile

Fatti dire dai ragazzi toscani cosa può fare un Driver che lavora in Pressione come scritto sopra da Renato come un 25Cm in sospensione Pneumatica dentro la mia stanza Wink

Riporto risposta di Marco59 sul forum di CHF a questa diatriba più volte discussa sui forum Alfredo e appunto in commento a quanto tu su BAW hai riportato parzialmente

Ciao Roberto, scusa il ritardo,
si anche a me non risulta che nei piccoli volumi non siano riproducibili le bassissime frequenze, in ogni caso cercherò di offrire il mio piccolo contributo alla discussione e ringrazio fin da subito Renato Giussani per il suo impegno nel diffondere la “conoscenza utile”. I fenomeni fisici che influenzano la resa sui bassi sono molteplici ed andrebbero affrontati separatamente, senza dover fare dei minestroni. In ordine casuale.

1)
La formula F=V/(2D) è la formula delle onde stazionarie (vedi argomento “Onde stazionarie”).
2)
In tutti gli ambienti si ha formazione di onde stazionarie. Con differenti dimensioni dell’ambiente, cioè più o meno ampio, si spostano solo le frequenze a cui si vengono a creare (i fenomeni permangono). Vicino alle pareti si hanno i ventri delle onde di pressione (pressione massima), in centro alla stanza si avranno i nodi (zona in cui la pressione delle onde stazionarie è nulla). I primi tre modi normali di risonanza, che sono anche quelli più facilmente udibili, non è difficile calcolarli (la formula è quella sopra indicata). Poi ci sono i modi trasversali e quelli di ordine superiore.
3)
In un piccolo ambiente è vero che non si possono avere onde stazionarie a bassa frequenza: per una stazionaria a 30 Hz servirebbe un ambiente con due pareti parallele distanti 5,7 metri. In auto, a seconda della lunghezza dell’abitacolo, ci possono essere risonanze longitudinali a frequenze più alte (tra 50 e 60 Hz). Sommando l’effetto della risonanza longitudinale e l’effetto di un ridotto angolo solido di emissione si può arrivare ad avere un incremento superiore a 15 dB rispetto a quanto non si otterrebbe in aria libera (alla faccia di chi sostiene che nei piccoli ambienti non si possono ascoltare le basse frequenze). Se così non fosse non si potrebbero ottenere valori di pressione superiori ai 140 dB con un “normale” woofer da 12 pollici. L’abitacolo di un’autovettura, senza sfiati verso l’esterno, ad alto volume, va “in pressione”, quasi come all’interno di una grande cassa acustica. L’SPL dipende dal volume d’aria spostato dal cono del woofer.
4)
Sono pochissimi i diffusori con risposta in frequenza lineare fin giù a 20 Hz. In genere quasi tutti i diffusori hanno una risposta in frequenza che a 20 Hz è assai attenuata. Un aiutino a bassissima frequenza (sotto ai 50 Hz), che non metta in crisi il woofer, potrebbe essere utile, soprattutto a basso volume.
5)
Il nostro orecchio alle bassissime frequenze è assai poco sensibile. Un aiutino a bassissima frequenza (sotto ai 50 Hz), che non metta in crisi il woofer, potrebbe essere utile, soprattutto a basso volume.
6)
La presenza di un’onda stazionaria a bassa frequenza, e quelle a bassa frequenza sono difficili da smorzare, può essere un aiutino da non scartare, a patto che non vi sia una sovrapposizione di due o tre modi di risonanza.
7)
Se ci sono tre coppie di pareti parallele i primi tre modi di risonanza è bene che siano ben spaziati tra loro. Un locale cubico avrà i primi tre modi di risonanza che cadranno alla stessa frequenza. Una tale situazione è considerata pessima. Per migliorare la situazione, preso atto che l’altezza del soffitto è mediamente una costante (3 metri), bisogna avere un locale che in pianta abbia dimensioni ben diversificate dai citati 3 metri dell’altezza. Ecco che, per forza di cose, si va a dover avere delle dimensioni ben maggiori. Ricordo la terna di rapporti dimensionali suggeriti, molti anni fa, da Gandolfi: 1:1,6:2,1 (3 x 4,2 x 6,3 m oppure 2,9 x 4,1 x 6,1 m).
Cool
Per ascoltare musica con dei buoni diffusori (ben estesi in gamma bassa) non c’è proprio bisogno della presenza delle onde stazionarie a 30 Hz.
9)
Ha ragione Renato Giussani. Le basse frequenze possono essere riprodotte ed apprezzate sia in grandi locali sia in piccoli ambienti (anche in auto). Anche l’ascolto in cuffia è un esempio da non dimenticare. Nelle mie cuffie GRADO (di tipo aperto) e BOSE (di tipo chiuso) i 30 Hz si sentono alla grande.
10)
Ai concorsi di SPL per il car-audio fa molto comodo sfruttare la risonanza longitudinale dell’abitacolo per superare i 140 o 150 dB (alla frequenza di risonanza dell’abitacolo). E’ chiaro che in piccole auto la risonanza longitudinale cade ad una frequenza non proprio bassissima e dunque, per un ascolto hifi, l’effetto può essere meno utile/piacevole.
11)
Circa la posizione del diffusore o del sub in un ambiente facciamo alcuni esempi:
A) subwoofer in auto: meglio nel baule ed in un angolo, cioè in corrispondenza dell’ estremità longitudinale dell’abitacolo, dove la pressione è massima (è massima anche l’impedenza acustica di radiazione). E’ la posizione che meglio eccita la risonanza longitudinale dell’abitacolo. Più è lungo l’abitacolo e minore sarà la frequenza a cui si avrà l’aumento di livello. Un sub a metà abitacolo (ad esempio in porta) sarà invece poco capace di eccitare tale risonanza.
B) In casa. Vale la regola sopra esposta. Un diffusore in mezzo alla stanza non avrà nessun sensibile incremento di livello sui bassi.
C) Dipoli: a bassa frequenza non lavorano a pressione e la regola si inverte: vedi bassi a dipolo. Il dipolo, ha emissione sonora nulla (pressione nulla) sia lateralmente che verso l’alto e quindi il dipolo è meno sensibile alla presenza delle pareti laterali e del soffitto. Un dipolo è sensibile alla presenza della parete posteriore e va tenuto ben distanziato da quest’ultima. Vedi argomento dei Bassi a dipolo. Con i dipoli è utile la collocazione con i pannelli paralleli al lato corto, proprio per poter avere spazio davanti e dietro ai dipoli. Ovviamente sto parlando pensando alla resa a bassa frequenza. Serve avere una elevata superficie emissiva collocata dove la velocità di oscillazione è massima (lontano dalle pareti). La risposta in frequenza in campo ravvicinato può apparire molto estesa anche con piccoli pannelli, perché vicino alla membrana si crea pressione, ma allontanandosi dal pannello la situazione cambia ed i bassi calano.
12)
Per avere la massima resa: cassa reflex o cassa chiusa? Al di sopra della frequenza di accordo il movimento dell’aria nel condotto e quello della membrana del woofer sono in fase e dunque il condotto non può comportarsi come un elemento di sfiato dell’ambiente che possa andare a ridurre la pressione generata dal woofer. Al di sotto della frequenza di accordo la cosa cambia ed infatti la pressione generata dal sistema al di sotto della Fb va rapidamente ad azzerarsi. Il mio suggerimento è sempre lo stesso: preferire un allineamento reflex che consenta una bassa frequenza di accordo (con un woofer che lo consenta). In caso contrario (cassa chiusa) il woofer deve essere veramente in gamba.
13)
La velocità del suono nell’aria varia in presenza di forti incrementi di pressione (più è alta la pressione più è veloce la propagazione del suono) ma, nel nostro caso, questo fatto è trascurabile (non nel professionale).
14)
L’altoparlante è una membrana in movimento con un rendimento bassissimo: solo l’uno per cento del suo movimento si trasforma in pressione acustica. A bassissima frequenza, l’aria davanti alla membrana offre una bassissima resistenza acustica e si comporta come un fluido elastico che tende a deformarsi ed a ritornare, subito dopo il cessare del segnale, al suo stato iniziale. A bassissima frequenza, una forte riduzione delle dimensioni del locale (e del volume d’aria che contiene) che carica frontalmente il woofer produce anche una riduzione dell’angolo solido di emissione (aumenta la resistenza acustica del carico) e quindi anche un innalzamento del rendimento e dell’ energia dissipata dal carico: l’energia di oscillazione si trasforma in maggior misura in energia di pressione.

Buoni bassi a tutti.



Quotissimo e non aggiungo altro, anche se...
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turo91
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Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Ven 20 Apr 2012 - 13:26
Riporto in alto questo post distrutto dal flame per chiedere una cosa:
Io sarei interessato all'acquisto del Vela cablato Airtech. Come suona? A parità di prezzo esiste qualcosa di migliore?
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franz 01
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Pre Audio Research LS8, Diy Gomez.
Dac Benchmark 2, Pioneer N70.
Diffusori Vandersteen 2c, Diy Scanspeak, JBL L50
Altre cianfrusaglie

Re: Che fine ha fatto Indiana Line?

il Ven 20 Apr 2012 - 19:35
Dovresti chiedere ad Alfredo,se non ricordo male lui l'ha ascoltato,o su BAW a Bergat che da quanto ho capito è stato colui che ha pensato le modifiche.
Quello che mi viene da dire è che un Crescendo a questo prezzo è assolutamente da tenere in considerazione.
Per il fatto di trovare qualcosa che suoni meglio allo stesso prezzo è una questione troppo soggettiva.
Ti consiglio di provare a contattare la Vela Audio,magari riesci a programmare un ascolto.
Quello che mi sento di sconsigliarti è di comprare a scatola chiusa,ma questo vale per qualsiasi apparecchio.
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