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Ivan
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Base per giradischi analogico

il Gio 5 Mar 2009 - 22:36
Questa sera stavo facendo una ricerca sulla rete in merito alle basi autocostruite per giradischi.
Sostanzialmente ho notato che esistono almeno tre progetti possibili.Francamente mi sfuggono le motivazioni tecniche che spingono i diversi autocostruttori a realizzare tal'una o l'altra base.

La prima tipologia di base è quella piena:
Vedete questo Thorens
http://tr0x.org/ita/td160.html




La seconda è quella senza fondo anche per giradischi nati con plinth aventi il fondo:


La terza è quella di riprodurre un classico parallepipedo contenitivo, che ricalca la forma del plinth originale solo più robusto e pesante.
E qui l'esempio è facile, la base di diechirico presente su audiocostruzioni:

Solo che lui ha fatto la genialata di realizzare un plinth con fondo rimovibile.


Qual è la migliore base tecnicamente? Perchè secondo alcuni è meglio togliere il fondo?
daniele
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Re: Base per giradischi analogico

il Ven 6 Mar 2009 - 1:03
Il fondo, risuona.
E questa è spesso una certezza... (soprattutto quando è costituita da quel tremendo compensato sottilissimo tipo del Thorens 160 et similia...

Le basi tecniche che differenziano le vari basi sono dovute essenzialmente al giradischi, se a telaio rigido o flottante.
Se il telaio è flottante (su tre o più sospensioni a molla regolabili) la rigidità del plinto non è molto importante, ai fini sonori (magari lo è per quelli estetici)
Questo perchè tanto ci pensano le sospensioni a isolare e "scollegare" il piatto dalle vibrazioni circostanti o del giradischi stesso.
Tipico giradischi cos' è il Thorens (moltissimi, anche attuali) e i Pioneer serie PL

Altri giradischi sono quelli a telaio rigido (tipo i moderni Rega o i Pro-Ject); qui il telaio è praticamente tutt'uno con il piatto e allora la rigidità, la pesantezza e la bassa capacità di risuonare del plinto diventano mooolto importanti...

Sono due scuole di pensiero diverse..alcuni preferiscono giradischi rigidi, altri flottanti.
Io col mio Thorens ho trovato la migliore soluzione, seguendo il consiglio di TNT audio, mettendo una camera d'aria sotto al giradischi, anche se per questo ho dovuto rimontare il risuonante fondo;

Guarda queste quanto sono particolari:
http://www.audiowood.com/turntables.html

Ti riporto un paragrafo scritto dal grande esperto Stefano Pasini
7-La base (plinth)



L’interfaccia più delicata, in un sistema di riproduzione a audio analogico, è senza dubbio quello fra la puntina ed il solco del disco. In questo punto di contatto, delle dimensioni di pochi micron, si creano forze significative ma che sono anche estremamente influenzabile da fattori esterni, vibrazioni, micro vibrazioni, rientri acustici, e così via. Per fare lavorare al meglio la puntina all'interno del microsolco è necessario che tale interfaccia sia priva il mondo è da disturbi, per quanto possibile, e la costruzione di una base adeguata per ogni giradischi aiuterà a senz'altro a mettere questo sistema nelle migliori condizioni di lavoro.

Una base pesante ed inerte serve soprattutto per i giradischi nei quali sono in gioco forze importanti per la pesantezza del piatto, la potenza del motore ed il sistema di trasmissione (pulegge). Un leggero giradischi giapponese a cinghia non avrà probabilmente grossi miglioramenti sonori dopo l'adozione di una pesante base inerte, come del resto avverrà per i piatti con controtelaio sospeso. Il miglioramento sarà avvertibile in particolare per i giradischi particolarmente pesanti e per quelli che, avendo telaio completamente rigido (come tutti i professionali classici) potrebbero risentire in maniera negativa del rientro acustico e dell'influenza, sulla testina sulle interfaccia puntina-microsolco, delle vibrazioni più o meno grandi prodotte dal motore. Una base molto pesante, progettata in maniera adeguata per assorbire le vibrazioni della meccanica rappresenta sicuramente una eccellente maniera di aumentare la qualità del proprio giradischi.

Per quanto mi riguarda, mi attengo alle basi originali con sospensioni e smorzatori incorporati per gli EMT, mentre per Garrard 301/401 e Thorens 124 preferisco costruire basi diverse da quelle originali. Il sistema che preferisco (e che consiglio a chi si trova della necessità di costruirsi una base ad alte prestazioni per questi giradischi) si basa sulla sovrapposizione di almeno quattro strati di compensato da tre centimetri di spessore l’uno; questi quattro strati debbono essere incollati a pressione con colle viniliche ad alta resistenza (Bindulin) dopo essere stati tagliati all'esterno con le dimensioni necessarie per ospitare il giradischi e il braccio, all'interno secondo la dima di montaggio originale.

Una buona idea è quella di cercare di mantenere poco spazio libero attorno ai componenti della meccanica nel giradischi, utilizzando a questo scopo piccoli coni di gomma a cella chiusa (Neoprene) o anche in legno morbido (balsa) per assorbire le vibrazioni e ridurre la massa d'aria in cui queste potrebbero trasmettersi. Altrettanto importante è ovviamente la filatura elettrica del piatto, che non solo deve essere in ottime condizioni e, se necessario, sostituita con cavi moderni di più alta qualità e magari schermati, ma anche fissati (o allentati, a seconda del piatto) in maniera tale da non a vibrare contro il piatto e non intralciare il funzionamento delle parti meccaniche. Non uso mai alcun tipo di 'fondello', nè sulle basi ad alta massa nè su quelle originali che eventualmente lo avessero (Thorens); è solo fonte di risonanze. Meglio eliminarlo.

Su una base autocostruita ad alta massa, il giradischi deve essere appoggiato e, se possibile, fissato in maniera rigida con le interposizione, fra le viti dello chassis e la base stessa, dei soli gommini di serie, cioè di quelli forniti all'origine dal fabbricante per quel giradischi. Sono da evitare assolutamente le molle, che in pratica cancellerebbero i benefici possibili con questo genere di base; l'accoppiamento relativamente rigido fra le due parti consente di formare un tutt’uno fra la parte meccanica e la base, realizzando idealmente il ‘sink’, cioè il ‘pozzo’ nel quale disperdere senza conseguenza sonora negativa le vibrazioni della meccanica stessa.

In linea teorica, più alta è la massa, minore sarà la necessità di adottare punte coniche speciali sotto a questa base; ciò nonostante, in alcuni casi possono essere consigliabili, in particolare per basi di massa contenuta, inferiore alla soglia dei dieci chilogrammi.
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Ivan
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Re: Base per giradischi analogico

il Ven 6 Mar 2009 - 9:14
Ti ringrazio per avermi risposto.
@daniele ha scritto:Il fondo, risuona.
Si questo ormai non ci piove. Anch'io l'ho tolto, ho soltanto aggiunto due listelli per alloggiare i piedini.
@daniele ha scritto:
Se il telaio è flottante (su tre o più sospensioni a molla regolabili) la rigidità del plinto non è molto importante, ai fini sonori (magari lo è per quelli estetici)
Alla luce di questa informazione, dobbiamo riternere la scelta del primo autocostruttore che vedi in foto del tutto priva di fondamenti tecnici ma solo estetici?
@daniele ha scritto:
Io col mio Thorens ho trovato la migliore soluzione, seguendo il consiglio di TNT audio, mettendo una camera d'aria sotto al giradischi, anche se per questo ho dovuto rimontare il risuonante fondo;
Si la conosco,Tnt-Aria, la volevo fare anch'io poi sono stato bloccato dalla resa estetica di questa scelta. Non è escluso che un domani la possa comunque provare.
@daniele ha scritto:
Guarda queste quanto sono particolari:
http://www.audiowood.com/turntables.html
Non conoscevo questo link! Grazie...certo alcune basi sono inguardabili....

Ti ringrazio ancora per il tuo intervento e un ripasso degli scritti di Pasini è sempre utile. flower
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diechirico
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Re: Base per giradischi analogico

il Ven 6 Mar 2009 - 10:57
ciao ivan,
se non hai la possibilità di lavorare il massello (cosa complicata per comuni mortali come noi) io proverei con qualche foglio di multistrato di betulla (da 2cm), forati ad arte.
se riesci, prima dell'incollaggio tra un foglio e l'altro sarebbe utile mettere dei fogli piombati da 1 o 2 mm, per appesantire il tutto.
secondo me è la soluzione in assoluto migliore e più facile da realizzare.
ti basta fare la dima del piatto per gli ingombri.
un dettaglio circa il mio vecchio progetto: il mio fondo era un unico pezzo di mdf da 10mm, rivesito di antirombo e alluminio.
non risuonava affatto. dopo diverse prove io l'ho lasciato.
il tipo che l'ha preso, poi, cambiando braccio e testina ha preferito senza.
aloha
daniele
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Re: Base per giradischi analogico

il Ven 6 Mar 2009 - 11:15
@Ivan ha scritto:Alla luce di questa informazione, dobbiamo riternere la scelta del primo autocostruttore che vedi in foto del tutto priva di fondamenti tecnici ma solo estetici?

No, non è priva di fondamenti tecnici; la strana sostanza che sembra un compensato (materiale da non prendere mai in considerazione nel campo audio), di cui è costituito il "telaio" di serie del thorens td160 è comunque molto risuonante (nel senso che se la bussi con la mano, suona come una tromba); quindi un 'insieme di MDF (probabilmente il miglior materiale per questo scopo) non può far altro che aumentare la stabilità e la rigidità dell'accoppiata telaio+plinto;

Il miglior giradischi è "quello che non suona", inteso come insieme di rumori parassiti; un telaio in MDF fatto come quello della foto sicuramente migliorerà (anche se in maniera forse meno avvertibile rispetto ad un telaio rigido) anche un giradischi a telaio flottante..
Un simile principio è anche quello in gioco, nella scelta del tappetino (io uso il tnt janus ); la parte di antirombo posizionata verso il piatto, aiuta a mantenere un isolamento meccanico tra il piatto e il disco.

Ti segnalo un altro sito fondamentale, se non lo conosci già (una vera miniera per il tweak del thorens e altri)
http://www.theanalogdept.com/

(forse era già stato postato nel forum)

Ciao!
daniele
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