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Come capire se serve un pre?

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  sonic63 il Mar 6 Set 2011 - 20:00

@Fabio ha scritto:Io non sarei cosi assolutista, dipende tutto dalle condizioni in cui sta lavorando il pre, delle impedenze e i livelli in gioco.
Ho già esposto le mie ragioni in un altro tread, ma ho scritto capre e mi è stato risposto cavoli.
Quindi non voglio alimentare un flame.
La possibilità di usare un pre passivo con successo (cioè ottenendo un suono valido sotto tutti i punti di vista) dipende da tanti fattori, come hai giustamente detto, dalle impedenze in gioco, ma anche dalla sensibilità del finale, dalla qualità dello stadio di uscita della sorgente, e ancora altre.
Non le ho sottolineate perchè sennò ogni volta tocca scrivere un trattato Embarassed .

Non ho detto che non è possibile usarlo, ma quando è possibile allora (beninteso se uno è capace e ha la voglia di farlo) a quel punto mette il potenziometro in ingresso all'amplificatore ecc.ecc.

Un pre passivo non è un oggetto di utilizzo universale, e secondo me non migliora il suono, ma ripeto che questa è la mia opinione, poi ognuno in base alle sue esperienze si forma la sua.
Poi che esistano pre passivi costosissimi, con attenuatori a trasformatori, verniciati con lacche strane, ecc. fabbricati per danarosi appassionati , non significa che non abbiano bisogno anche loro delle dovute attenzioni per l'accoppiamento ( elettrico Cool ), sempre di una scatola con un'attenuatore brutalmente piazzato in serie al segnale si tratta, e non spostano di una virgola il discorso generale.
P.S. non vedo il motivo per un flame, confronti di opinioni diverse fatti in maniera pacata e con argomentazioni motivate tecnicamente sono sempre istruttivi, per chi vi partecipa e per chi li legge.

sonic63
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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  Alessio Zenga il Mar 6 Set 2011 - 20:08

@franz 01 ha scritto:
@Alessio Zenga ha scritto:Ciao a tutti, vorrei sapere da cosa si capisce se l'amplificatore é un vero integrato o se é un finale con il potenziometro.
Ho un PopPulse t2070 e sono indeciso se abbinargli il famoso pre Yaqin o se invece basti il buffer, sempre della Yaqin. Il Pop ha un gran bel potenziometro Alps, quindi su quel fronte non ci sono problemi, mi chiedevo quindi se bastasse anteporgli un buffer per ottenere "profumo" di valvole. Cosa c'é da guadagnare usando il pre? (non userei comunque il pre phono)E che modifiche occorrerebbe eventualmente fare per usarlo come finale se ne valesse la pena? Grazie a tutti per l'aiuto
Ciao alessio ho visto che sei di roma se vuoi venire da me ho un paio di pre da provare,magari ti fai un'idea Wink
Ciao Franz, ti ringrazio mi farebbe molto piacere! Ti mando un MP

Alessio Zenga
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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  MarcoAudio il Mar 6 Set 2011 - 20:10

@flovato ha scritto:
La musica classica generalmente è più facile da districare

È una battuta vero? Shocked picchi dinamici decenti e la copertura dell'intera banda audio si raggiunge in pratica solo con brani di classica.
Citami brani che scendono sotto i 50hz che non siano di classica o elettronica.
E anche in questo caso, per ricchezza di strumenti e articolazione e complessità del messaggio musicale la classica è una spanna avanti a qualsiasi altro genere.
E ascoltare classica è una tragedia nella magior parte degli impianti.

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  MarcoAudio il Mar 6 Set 2011 - 20:19

A tal proposito sarebbe interessante citare sempre (cosa in cui io difetto per primo) i brani con cui si testano i componenti. Ad esempio, io non conosco neppure un brano rock o pop che mi permetterebbe di valutare correttamente la riproduzione della gamma bassa, semplicemente perché in vera gamma bassa non ci arriva (spesso leggo di "basso roccioso" con brani test tipo AcDc, per me il basso è al massimo quello di un contrabbasso, o meglio, quello di un organo).

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  flovato il Mar 6 Set 2011 - 22:30

@Fabio ha scritto:
Quindi non voglio alimentare un flame.

Nessun flame Wink siamo quasi tutti amici che si divertono a dire la loro opinione. Hello

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  MarcoAudio il Mar 6 Set 2011 - 22:35

@Fabio ha scritto:dipende tutto dalle condizioni in cui sta lavorando il pre, delle impedenze e i livelli in gioco.

Ok

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  sonic63 il Mar 6 Set 2011 - 22:42

@MarcoAudio ha scritto:A tal proposito sarebbe interessante citare sempre (cosa in cui io difetto per primo) i brani con cui si testano i componenti. Ad esempio, io non conosco neppure un brano rock o pop che mi permetterebbe di valutare correttamente la riproduzione della gamma bassa, semplicemente perché in vera gamma bassa non ci arriva (spesso leggo di "basso roccioso" con brani test tipo AcDc, per me il basso è al massimo quello di un contrabbasso, o meglio, quello di un organo).
La quarta corda di un basso (nel nome l'essenza) percossa a vuoto ( mi perdonino i musicisti ) risuona a 41Hz, il basso a cinque corde scende ancora più giù.
Vogliamo parlare dei Pink Floyd? Solo per citare un nome !
Solo Contrabbasso e organo ? Un gran coda da concerto mi pare arrivi a 19 Hz.
Tra gli altri ho alcuni dischi dove è utilizzato il basso tuba che ha la stessa estensione del contrabbasso e come il contrabbasso non è utilizzato solo per la musica classica.
Amo molto la musica classica, ma la discografia rock e pop è piena di ottimi brani che permettono di testare a fondo la risposta in bassa frequenza di qualsiasi impianto.

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  MarcoAudio il Mar 6 Set 2011 - 22:48

@sonic63 ha scritto:
Amo molto la musica classica, ma la discografia rock e pop è piena di ottimi brani che permettono di testare a fondo la risposta in bassa frequenza di qualsiasi impianto.

Se mi consigli qualche disco te ne sarei grato, sono sempre aperto a nuovi ascolti! Smile

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  mcatk il Mar 6 Set 2011 - 22:49

Confermo anch'io che con pre king rex affiancato al t150mk2, ho notato miglioramenti nell'estensione e nel suondstage

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  sonic63 il Mer 7 Set 2011 - 1:12

@MarcoAudio ha scritto:
@sonic63 ha scritto:
Amo molto la musica classica, ma la discografia rock e pop è piena di ottimi brani che permettono di testare a fondo la risposta in bassa frequenza di qualsiasi impianto.

Se mi consigli qualche disco te ne sarei grato, sono sempre aperto a nuovi ascolti! Smile
Dirty dozen brass band : medicated magic
dr. John : N'awlinz dis dat or d'udda
prova questi Smile
adesso tocca a te consigliarmi un paio di titoli Very Happy

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  maxelcrocao il Dom 9 Ott 2011 - 12:36

ci sono ampli che necessitano sempre di un pre o comunque è solo un arricchimento?

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Maclementhron Vox One


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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  flovato il Dom 9 Ott 2011 - 13:19

@MarcoAudio ha scritto:
@flovato ha scritto:
La musica classica generalmente è più facile da districare

È una battuta vero? Shocked picchi dinamici decenti e la copertura dell'intera banda audio si raggiunge in pratica solo con brani di classica.
Citami brani che scendono sotto i 50hz che non siano di classica o elettronica.
E anche in questo caso, per ricchezza di strumenti e articolazione e complessità del messaggio musicale la classica è una spanna avanti a qualsiasi altro genere.
E ascoltare classica è una tragedia nella magior parte degli impianti.

Sorry mi ero perso la tua replica. Smile

Districare: Sciogliere ciò che è intricato, arruffato, imbrogliato: d. un nodo, una matassa, i capelli

Effettivamente la musica classica essendo suonata con più strumenti rispetto ad esempio ad altri tipi di musica dovrebbe essere più difficile da dipanare quindi quanto ho affermato sembra un controsenso.

In realtà basta provare, i salti dinamici a cui ti riferisci sono frequenti in alcuni brani di classica ma generalmente la classica è molto più dolce, non a caso è considerato un genere contemplativo.
Certo se ascolti Copland, Fanfare For The Common Man dove con i timpani ci vanno giù pesante oppure (te lo consiglio per testare l'impianto)
Erich Kunzel: Cincinnati Pops Orchestra, Time Warp della Telarc il discorso cambia e in questo caso devo darti ragione.

In ogni caso basta provare e ti accorgerai che un pre passivo che tende a "ripulire", esalta i violini e tutte le sonorità dove la nota viene mantenuta per più tempo.
In questo caso si ha una maggior sensazione di naturalezza.
Quando invece ci sono i picchi dinamici a cui ti riferivi il passivo risulta un po "moscio", ovviamente sempre imho.

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  piero7 il Dom 9 Ott 2011 - 13:38

flo, ma che dici? L'unico genere che ti consente di avere picchi dinamici incredibili è proprio la classica, estensione che va da pochi hertz (i pedali di un organo) ai limiti estremi dell'udibile (triangoli e campanellini), ricchezza di armonici (i riverberi dei teatri) per non parlare della pressione (coro+orchestra completa) e tutto naturalmente, senza compressioni, artefatti e riverberi o echi artificiali e artificiosi fatti elettricamente. Tutte cose che nessun gruppo rock, anche con 100.000 watt potrà mai eguagliare (eccetto nella pressione sonora). Anzi, in quest'ultimo caso la dinamica è compressa da paura...

Procurati questo



alza il volume del tuo impianto al massimo e ne riparliamo... ed è un'incisione degli anni 50!

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  Andrea Zani il Dom 9 Ott 2011 - 14:01

se posso dire la mia....
il pre amplifica la tensione il finale la corrente,ora la maggior parte dei finali in giro non serve un pre perche non sono finali veri.
Senza tener conto che un dac oggi esce con 2,5V...
Gli Integrati hanno nello stesso case un ampli per la tensione e un finale per la corrente
il Buffer è un'adattatore d'impedenza,non ha guadagno, viene usato spesso ,ma a me non piacciono,a meno che non devo usare più finali in parallelo..
i cip della national per esempio hanno guadaggno in tensione e quindi se i livelli lo permettono si può fare a meno del pre.
Io però la penso diversamente,il pre è l'anima dell'impianto,se vuoi dinamica a palate prendi un finale vero metti un bel pre..e sentirai che musica Very Happy Laughing
per fare un'esempio come tanti,nel car audio ho personalmente usato il massimo del segnale in premp,e lasciato i controlli di livello dei finali al minimo,arrivando a usare pre con 11v,questo migliora sensibilmente il rapporto segnale rumore ,pilota bene il cavo(linedriver..certo nel car i cavi sono molto lunghi) il suono in ogni caso appare più omogeneo,ovviamente bisogna tarare il tutto in modo da non arrivare alla distorsione.

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  flovato il Dom 9 Ott 2011 - 14:37

@piero7 ha scritto:flo, ma che dici? L'unico genere che ti consente di avere picchi dinamici incredibili è proprio la classica, estensione che va da pochi hertz (i pedali di un organo) ai limiti estremi dell'udibile (triangoli e campanellini), ricchezza di armonici (i riverberi dei teatri) per non parlare della pressione (coro+orchestra completa) e tutto naturalmente, senza compressioni, artefatti e riverberi o echi artificiali e artificiosi fatti elettricamente. Tutte cose che nessun gruppo rock, anche con 100.000 watt potrà mai eguagliare (eccetto nella pressione sonora). Anzi, in quest'ultimo caso la dinamica è compressa da paura...

Procurati questo



alza il volume del tuo impianto al massimo e ne riparliamo... ed è un'incisione degli anni 50!

Altro che i timpani di fanfare for the common man Very Happy

Oddio non è che conosco proprio tutti i dischi questo segnalato magari mi manca.
Facciamo una cosa, lasciamo perdere i picchi dinamici perché io ascolto classica con violini e violoncelli e probabilmente, anzi sicuramente avete ragione voi sulle estensioni, facciamo che mi dite come si sente la musica cambiando da un pre passivo ad uno attivo.

Probabilmente non riesco a spiegarmi (sarà l'età Sad ) l'unica cosa che so dire è che se ascolto la classica con un passivo mi piace, altrimenti no.

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  piero7 il Dom 9 Ott 2011 - 15:50

la grande orchestra, quello è il parametro Wink

procurati quel disco

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  Fabio il Dom 9 Ott 2011 - 17:25

Se continuiamo a ragionare per postulati e partito preso non se ne esce, la situazione non è univoca come quando ero pischello io, che la sorgente standard era il piatto, e va valutata caso per caso.
Se partiamo dall'origine lo stadio pre aveva grossomodo queste funzioni:
-Equalizzazione e amplificazione dell'ingresso phono
-Selezione delle sorgenti ausiliarie
-Amplificazione in tensione
-Interfaccia per la registrazione su tape
-Controllo di toni
.Regolazione del volume
-Adattamento di impedenza

Poniamo il caso che:
Non serve un ingresso phono
Si usa solo una sorgente
Il livello della sorgente è sufficiente a pilotare il finale
Non si usa piu la piastra di registrazione
Non si usano i controlli di tono

In questo caso rimangono 2 funzioni principali:
regolazione del volume
adattamento di impedenza.

Facciamo un esempio pratico, anche per spiegare meglio cosa cercavo di dire a Sonic63.
Nella mia catena utilizzo un Marantz CD67 che ha un livello di uscita più che sufficente per sfruttare il finale, anche superfluo se ascolto i mie consueti livelli.
Le uscite sono regolabili ma purtroppo non tiene memoria del livello regolato, quando lo riaccendo il volume è al massimo.
In questo caso mi è indispenzabile un potenziometro a valle e di conseguenza torna utile un adattatore di impedenza per il finale.
Mettiamo allora che interpongo un buffer, magari come quello che ho in fase di prototipo che utilizza ad esempio dei 2sk170.
Secondo voi se il lettore tenesse memoria del livello impostato, magari a livello digitale, ne trarrei giovamento dal buffer?
Secondo me no.
Perchè?
Secondo voi cos'è questo?

Non è simile a tanti buffer che si vedono sugli schemi in rete?

Non è altro che lo stadio di uscita dei moduli HDAM di Marantz, e stiamo parlado di un lettore semivintage di fascia mediobassa
Fatto salvo per quel maledetto potenziometro, vi chiedo: .che ce ne metto a fare un altro simile in mezzo prima del finale?
Di fatti sto escogitando una modifica sul lettore, che so... sulla Vref? Purtroppo di digitale non ne mastico granchè, vado per esperimenti Smile

Questo era per dire che quel che si indica come PRE non è altro che uno stadio della catena che potrebbe essere superfluo, e in quel caso non può che deteriorare il segnale.

Fabio
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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  Andrea Zani il Dom 9 Ott 2011 - 18:47

non ti seguo molto Fabio,ma ho capito cosa intendi...però personalmente a prove fatte ho notato che con gli impianti che suonano con un pre a me sembrano migliori,magari è suggestione...
Le tendenze odierne comunque tendono a eliminare l'utilizzo del pre,ma c'è ancora qualcuno che spende soldi per questo componente.
Questo è uno di quei casi che in teoria sdel pre se ne può fare a meno ma in pratica le cose cono un po diverse.
Poi ovvio che ognuno fa quello che vuole...
Fabio il buffer messo dopo il cd nel tuo caso è inutile dato che il cd ha un'uscita abbastanza elevata per il finale(peccato che non mantiene il livello regolato)se ci metti il pot a valle(cosa che fa girare alquanto gli....) allora lo devi mettere..altrimenti non ha senso.
Io continuo a pensare che la configurazione ottimale sarebbe sorgente con uscita a basso livello pre -finale..
Invece adesso un dac esce a 2,5v i finali guadagnano 11 e i pre non servono più Crying or Very sad Evil or Very Mad se poi ti viene in mente di usare uno stadio a valvole per l'uscita del dac il dac esce a 10V Laughing...

Andrea Zani
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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  sonic63 il Dom 9 Ott 2011 - 20:02

@Fabio ha scritto:
Facciamo un esempio pratico, anche per spiegare meglio cosa cercavo di dire a Sonic63.
Nella mia catena utilizzo un Marantz CD67 che ha un livello di uscita più che sufficente per sfruttare il finale, anche superfluo se ascolto i mie consueti livelli.
Le uscite sono regolabili ma purtroppo non tiene memoria del livello regolato, quando lo riaccendo il volume è al massimo.
In questo caso mi è indispenzabile un potenziometro a valle e di conseguenza torna utile un adattatore di impedenza per il finale.
Mettiamo allora che interpongo un buffer, magari come quello che ho in fase di prototipo che utilizza ad esempio dei 2sk170.
Secondo voi se il lettore tenesse memoria del livello impostato, magari a livello digitale, ne trarrei giovamento dal buffer?
Secondo me no.
Perchè?
Secondo voi cos'è questo?

Non è simile a tanti buffer che si vedono sugli schemi in rete?

Non è altro che lo stadio di uscita dei moduli HDAM di Marantz, e stiamo parlado di un lettore semivintage di fascia mediobassa
Fatto salvo per quel maledetto potenziometro, vi chiedo: .che ce ne metto a fare un altro simile in mezzo prima del finale?

Questo era per dire che quel che si indica come PRE non è altro che uno stadio della catena che potrebbe essere superfluo, e in quel caso non può che deteriorare il segnale.


<<Facciamo un esempio pratico, anche per spiegare meglio cosa cercavo di dire a Sonic63.>>

Guarda che io ho capito quello che volevi dire, e penso, e l'ho anche scritto, che sono d'accordo, stavamo dicendo le stesse cose cioè che la possibilità e la convenienza (per il risultato sonoro) di usare un' attenuatore costituito da un semplice potenziometro(quindi un pre passivo) tra uscita del dac e l'amplificatore è una cosa da valutare caso per caso poichè dipende da molte variabili, non solo dalla tensione d'uscita ( non ultima le nostre, personali abitudini d'ascolto).

Secondo me questo tuo esempio esce fuori dal discorso, il discorso era: pre passivo si o no?
Che centra il tuo esempio con il nostro discorso? Non dimostra niente, è solo un caso in più da valutare.
O usi l'attenuatore del CD senza buffer o metti un' attenuatore esterno e valuti se mettere o no un buffer.
Il fatto che il tuo Marantz abbia uno stadio d'uscita adatto a pilotare un ampli è un vantaggio in più che hai, poi se per tua necessità o per comodità hai bisogno di inserire un'altro stadio metticelo! Pensi che sia dannoso? non mettercelo!! E' appunto una scelta da valutare.

<<Questo era per dire che quel che si indica come PRE non è altro che uno stadio della catena che potrebbe essere superfluo, e in quel caso non può che deteriorare il segnale>>

Se è superfluo non si mette, se necessario si mette. (Oppure lo usiamo perchè ci piace il suono che otteniamo Very Happy )
Ogni stadio in più può deteriorare alcune caratteristiche del segnale, ma ne migliora altre. Se questo stadio è necessario si mette (vedi il tuo caso), sta all'abilità del progettista valutare. E torniamo sempre allo stesso discorso.

PS 1 Quei moduli HDAM erano il fiore all'occhiello dei CD player Marantz di quel periodo, progettati da Ken Hishiwata (spero di averlo scritto bene) sostituivano con prestazioni superiori gli integrati d'uscita usati da altri costruttori.
Hanno un'ottimo suono e buone capacità di pilotaggio, Infatti ci dici che il Cd pilota egregiamente l'ampli.

PS2 Dico una cosa buttata lì (non conosco il circuito dell'apparecchio), non potresti mettere il potenziometro prima del
modulo HDAM, isolando l'ingresso del modulo dal resto del circuito (alimentazione esclusa ---o perchè no ...rifare anche la sua alimentazione) e tenendolo come stadio d'uscita senza altri buffer.
Ho detto una cavolata?

PS3 Se (come credo) il regolatore di volume del tuo Marantz funziona nel dominio digitale ti conviene usare quello per regolare il volume ?
Non noti una minore qualità del suono a basso volume ?



Ultima modifica di sonic63 il Dom 9 Ott 2011 - 20:06, modificato 1 volta (Ragione : sbagliato a quotare)

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  Cella il Dom 9 Ott 2011 - 20:09

Guardate che l'elettronica fa progressi ed oggi esistono integrati monolitici che regolano il volume con uno stadio aggiunto e non danno problemi di risoluzione.

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  sonic63 il Dom 9 Ott 2011 - 20:16

christian.celona ha scritto:Guardate che l'elettronica fa progressi ed oggi esistono integrati monolitici che regolano il volume con uno stadio aggiunto e non danno problemi di risoluzione.

Il cd67 credo sia nato alla fine degli anni '90, già esistevano questi integrati di cui parli?

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  Fabio il Dom 9 Ott 2011 - 21:07

@sonic63 ha scritto:Guarda che io ho capito quello che volevi dire, e penso, e l'ho anche scritto, che sono d'accordo, stavamo dicendo le stesse cose cioè che la possibilità e la convenienza (per il risultato sonoro) di usare un' attenuatore costituito da un semplice potenziometro(quindi un pre passivo) tra uscita del dac e l'amplificatore è una cosa da valutare caso per caso poichè dipende da molte variabili, non solo dalla tensione d'uscita ( non ultima le nostre, personali abitudini d'ascolto).

MI sembra che invece alla fine siamo rimasti di pareri diversi.
Quello che esponevo io nell'altro post è che spesso il finale vuole in'impedenza precisa per far lavorare al meglio lo stadio di amplificazione in tensione, dato che spesso è un differenziale per i motivi che abbiamo discusso.
Questo non è possibile con un potenziometro semplice, a meno di accroccare il circuito, ma se questa impedenza non è bassissima è possibile con un commutatore ladder o shunt, fino a che l'impedenza dello shunt sia facilmente pilotabile dalla sorgente, discrimine per cui pensavo ad un regolatore ibrido, passivo per alte attenuazioni e bufferizzato da un certo punto in poi.
Purtroppo un commutatore stereo buonino a 24 pos costa un da 50 euro in su a cui va aggiunto il costo delle resistenze.
E il motivo del contendere era che io ritenevo che in quelle condizioni di attenuazione una resistenza era meglio di qualsiasi pre esoterico, mentre tu non ne eri affatto convinto.

@sonic63 ha scritto: Secondo me questo tuo esempio esce fuori dal discorso, il discorso era: pre passivo si o no?

A dire il vero il tread ha un titolo diverso Laughing

@sonic63 ha scritto:
Che centra il tuo esempio con il nostro discorso? Non dimostra niente, è solo un caso in più da valutare.
Ritengo che c'entri, perchè gli stadi di uscita di un CD Player medio, forse non saranno HDAM ma non si scopongono con il carico di un ampli medio. Il discrimine non è l'impedenza che vede la sorgente ma quella che vorrebbe il finale.
Il discorso su cui non ci capiamo e proprio questo, un finale può avere un'impendeza di ingresso di diverse decine di kOhm ma allo stesso momento richiede di vedere nel circuito un'impedenza bassa per far lavorare lo stadio differenziale in simmetria, o comunque per limitare le reiezioni di alimentazione. Ed è il motivo per cui spesso un ingresso bilanciato e meno schizzinoso sotto questo profilo di uno sbilanciato.
Quindi credo che mio esempio è comune a molte catene.

@sonic63 ha scritto: (Oppure lo usiamo perchè ci piace il suono che otteniamo Very Happy )
OK perfetto, un valvolare ad esempio può scaldare il suono, o riequilibrare la timbrica ma è spesso una toppa per problemi che sono altrove.
Io in certi casi ritengo addirittura ammissibile un controllo di toni, figurati se mi oppongo ad un pre che "equalizza".

@sonic63 ha scritto:
PS2 Dico una cosa buttata lì (non conosco il circuito dell'apparecchio), non potresti mettere il potenziometro prima del
modulo HDAM, isolando l'ingresso del modulo dal resto del circuito (alimentazione esclusa ---o perchè no ...rifare anche la sua alimentazione) e tenendolo come stadio d'uscita senza altri buffer.
Ho detto una cavolata?
Dovrei stravolgere il lettore, bucare il frontale da qualche parte e metterci un potenziometro, non mi sebra molto raffinata come soluzione. Smile

@sonic63 ha scritto:
PS3 Se (come credo) il regolatore di volume del tuo Marantz funziona nel dominio digitale ti conviene usare quello per regolare il volume ?
Non noti una minore qualità del suono a basso volume ?

Ho scaricato il service manual, come hai potuto vedere dal post precedente, poichè temo dovro sostituire il laser, e nel frattempo mi studierò lo schema per capire a che livello interviene il regolatore e come interagisce col processore di sistema.
Spero anche io che sia a livello digitale, che so magari cambia la tensione di riferimento del DAC....boh...
A quel punto sganciarsi dal processore e dalle tensioni di riferimento,e pensare fare un circuito che tenga memeorizzato la codifica della tensione di riferimento. Mi sembra di ricordare diversi integrati che decodificano n bit in frazioni di una tensione di riferimento, se vogliamo una sorta di DAC in continua per capirci.
Sinceramente il mio udito non mi permette di confrontare la sfumature del dettaglio del suono a livelli di ascolto differenti.

@sonic63 ha scritto:
christian.celona ha scritto:Guardate che l'elettronica fa progressi ed oggi esistono integrati monolitici che regolano il volume con uno stadio aggiunto e non danno problemi di risoluzione.

Il cd67 credo sia nato alla fine degli anni '90, già esistevano questi integrati di cui parli?

Se parla di regolatori a livello analogico esistono da una vita, quello di cui non sono convinto è che non influenzino il suono meno del potenziometro piu' buffer che intendevo eliminare.


Ultima modifica di Fabio il Dom 9 Ott 2011 - 21:49, modificato 1 volta

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  Cella il Dom 9 Ott 2011 - 21:48

@sonic63 ha scritto:Il cd67 credo sia nato alla fine degli anni '90, già esistevano questi integrati di cui parli?

No, decisamente e i lettori CD del tempo erano pieni zeppi di componenti discreti.

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  sonic63 il Dom 9 Ott 2011 - 21:48

@Fabio ha scritto:
@sonic63 ha scritto:Guarda che io ho capito quello che volevi dire, e penso, e l'ho anche scritto, che sono d'accordo, stavamo dicendo le stesse cose cioè che la possibilità e la convenienza (per il risultato sonoro) di usare un' attenuatore costituito da un semplice potenziometro(quindi un pre passivo) tra uscita del dac e l'amplificatore è una cosa da valutare caso per caso poichè dipende da molte variabili, non solo dalla tensione d'uscita ( non ultima le nostre, personali abitudini d'ascolto).

MI sembra che invece alla fine siamo rimasti di pareri diversi.
Quello che esponevo io nell'altro post è che spesso il finale vuole in'impedenza precisa per far lavorare al meglio lo stadio di amplificazione in tensione, dato che spesso è un differenziale per i motivi che abbiamo discusso.
Questo non è possibile con un potenziometro semplice, a meno di accroccare il circuito, ma se questa impedenza non è bassissima è possibile con un commutatore ladder o shunt, fino a che l'impedenza dello shunt sia facilmente pilotabile dalla sorgente, discrimine per cui pensavo ad un regolatore ibrido, passivo per alte attenuazioni e bufferizzato da un certo punto in poi.
Purtroppo un commutatore stereo buonino a 24 pos costa un da 50 euro in su a cui va aggiunto il costo delle resistenze.
E il motivo del contendere era che io ritenevo che in quelle condizioni di attenuazione una resistenza era meglio di qualsiasi pre esoterico, mentre tu non ne eri affatto convinto.

@sonic63 ha scritto: Secondo me questo tuo esempio esce fuori dal discorso, il discorso era: pre passivo si o no?

A dire il vero il tread ha un titolo diverso Laughing


A me pare che questa conversazione tra noi è iniziata all'undicesimo post della seconda pagina di questo 3d.
Siamo un poco O.T. ma la discussione era se al posto di un pre attivo fosse indicato usare un pre passivo.

Il tuo intervento che ripeti all'inizio non lo ricordavo e sono andato a cercarlo, ma non l'ho trovato in questo 3d, forse era in un'altro.

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Re: Come capire se serve un pre?

Messaggio  sonic63 il Dom 9 Ott 2011 - 21:56

@Fabio ha scritto:
@sonic63 ha scritto:
Che centra il tuo esempio con il nostro discorso? Non dimostra niente, è solo un caso in più da valutare.

Ritengo che c'entri, perchè gli stadi di uscita di un CD Player medio, forse non saranno HDAM ma non si scopongono con il carico di un ampli medio. Il discrimine non è l'impedenza che vede la sorgente ma quella che vorrebbe il finale.
Il discorso su cui non ci capiamo e proprio questo, un finale può avere un'impendeza di ingresso di diverse decine di kOhm ma allo stesso momento richiede di vedere nel circuito un'impedenza bassa per far lavorare lo stadio differenziale in simmetria, o comunque per limitare le reiezioni di alimentazione. Ed è il motivo per cui spesso un ingresso bilanciato e meno schizzinoso sotto questo profilo di uno sbilanciato.
Quindi credo che mio esempio è comune a molte catene.
Adesso l'hai spiegato aggiungendo quello che serviva per capirne il senso.
Quello che dici è corretto, ma sicuramente anche l'impedenza d'uscita della sorgente e la sua capacità di pilotaggio sono importanti, anzi secondo me restano il parametro più importante.

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