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La massa in un circuito

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  Fabio il Gio 9 Dic 2010 - 11:50

In teoria se lo switching ha tra i simbolini il doppio quadrato concentrico è possibile evitare di mettere la massa a terra.
In teoria però, perchè quello che ce dentro lo sanno solo loro a meno che non ci si prende la briga di ribattere tutto il circuito e ci si assicura che vi sia isolamento galvanico tra circuito del primario e del secondario. A volte si verifica che il secondario del trafo ad alta frequenza è elettricamente collegato al circuito del primario per realizzare una controreazione.
A maggior ragione, come per i trasformatori, è meglio accertarsi chi sia il produttore e se possa dare una garanzia di professionalità.

In generale, se posso aggiungere uno spunto, va considerato che mettere a terra un elemento della catena aquivale a degradare tutti gli elementi a quella classe di isolamento, essendo che poi le masse si collegano tra loro. Quindi il doppio isolamento delle altre elettroniche è come se non esistesse più.

Mi fa piacere che se ne torna a discutere dopo dei vecchi post miei e di MAD.

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  scorpio92 il Gio 9 Dic 2010 - 15:03

@madqwerty ha scritto:
@scorpio92 ha scritto:che vuoi di più dalla vita, un Amaro Lucano? Laughing
preferisco un San Simone Very Happy

Buon gustaio. Very Happy

@madqwerty ha scritto:poi parli di fault all'impianto elettrico in una qualsiasi sua componente,
ma non credo sia tollerato/previsto un fault di questo tipo,

E come se sono previsti: la Classe II (ora salto di palo in frasca parlando di classi d'isolamento), quella che viene attribuita a certi dispositivi a doppio isolamento previa certificazione, nasce proprio per far fronte all'eventuale inefficienza dell'impianto elettrico, cosa molto più comune (purtroppo) di quanto si pensi, essendo costituito di materiali che col tempo e l'usura potrebbero perdere prestazioni. L'analisi dei rischi si occupa anche di analizzare queste eventualità.


@madqwerty ha scritto:per esempio, se un cavo della 220 connesso allo switching si stacca e va in contatto col telaio, che succede, con o senza telaio a terra? Wink

Ottima osservazione, la vediamo subito.

3) Con telaio esterno collegato a quello dello switching:
- Se l'impianto è efficiente, interviene il differenziale.
- Se l'impianto non è efficiente, il mobile va sotto tensione e c'è rischio per l'utente.

4) Con telaio esterno NON collegato a quello dello switching:
- Se l'impianto è efficiente, interviene comunque il differenziale nell'esatto istante in cui l'utente tocca il mobile (poiché toccandolo causa il superamento della soglia di inervento, la principale funzione del differenziale è proprio questa).
- Se l'impianto non è efficiente, il mobile va sotto tensione e c'è rischio per l'utente.

Se vogliamo guardare i quattro casi da un punto di vista statistico (quei due del post di prima più quest'altri due), vediamo che col telaio NON connesso a quello dello switching sono in sicurezza 3 casi su 4, mentre col mobile connesso a terra sono sicuri solo 2 casi su 4, quindi rispettivamente il 75% ed il 50% dei casi che abbiamo visto.

Stesso dicasi per la dispersione verso la massa circuitale.

Comunque, rinnovo il consiglio e qui mi trovo pienamente d'accordo sul fatto che la sicurezza deve venire prima di ogni parametro: che sia il piacere dell'ascolto o la soddisfazione dell'autocostruzione, evitare di friggersi le mani è sempre la cosa più importante, per questo il consiglio è sempre quello di:
  1. usare connessioni resistenti (faston o forcelle isolati, occhielli a saldare, ecc...)
  2. usare cavi di generosa sezione (almeno 1.5 mmq, in modo che non si sfilino dai connettori o si dissaldino con i movimenti)
  3. impiegare isolamento abbondante (possibilmente nessuna parte "a vista" dovrebbe essere sotto tensione, quindi conviene sempre abbondare di guaina termorestringente)
  4. non lasciare mai dei cavi a contatto con parti metalliche del telaio (farli sempre passare entro una guaina, come nei cavi a due conduttori delle lampade da tavolo, in modo che se col tempo l'isolante del cavo cede, c'è sempre la guaina a proteggere: è un tipico esempio di doppio isolamento)
  5. far in modo che nessun cavo possa muoversi all'interno del contenitore (ad esempio, evitando la soluzione "gommino passacavo + nodo/fascetta sul filo", visto che muovendo il cavo dall'esterno dell'apparecchio, prima o poi si staccherà qualcosa).


Facendo così, si è tutelati su eventuali guasti, ma come dicevo anche prima, le cose bisogna farle sempre per bene. Smile

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  Giancarlo il Gio 9 Dic 2010 - 20:06

Ho scoperto una cosa poco bella degli alimentatori switching:
Il filtro EMI spesso, come nel caso del clone Meanwell che ho comprato, ha due condensatori C3 e C4 nello schema (quelli cicci azzurri) in serie, a loro volta in parallelo alla 220 con il punto centrale collegato al contenitore metallico!!! Orrified


Senza il collegamento di terra quindi i due condensatori sono un partitore e il potenziale della carcassa è Vac/2 = 110V, anche se fortunatamente per via delle bassa capacità (4.7nF) la corrente erogabile è bassa (<0.5 mA) e quindi non mortale.

Ricordo che anni fa bruciai due volte la porta parallela del PC semplicemente collegando la stampante al PC proprio per via di questa tensione (mancava la messa a terra sulla presa!!).
Non appena collegai il connettore della stampante al PC ci fu una piccola scintilla e il PC si resettò. Il PC ripartì, ma la porta parallela non "vedeva" più la stampante.
Peccato che la parallela era integrata sulla scheda madre.. Mad Fortuna che era il PC aziendale Hehe

Misurai circa 90V-100V (c'è da tenere conto l'impedenza del multimetro) tra la schermatura della porta parallela e la finestra (visto che la terra sulla presa era scollegata per dimenticanza dell'elettricista).

Più recentemente durante le prove con il mio amplificatore a casa di Lello (lello64) stava per succedere la stessa cosa perchè io ancora non avevo messo il cavo tripolare sullo switching che alimenta il finale TK2050!
Toccando la carcassa del mobile e la schermatura della presa RCA del DAC "sentivo la corrente" ed era pure molto fastidiosa!
Allora ho provato il vecchio trucco:
Ho girato il cavo della 220V ed è sparita la tensione (o almeno io non la sentivo). Strano eh? Lo so che qualcuno penserà che dico str....te, ma è così ed è dovuto alla "combinazione" fase-neutro delle alimentazioni delle due apparecchiature, in questo caso DAC e amplificatore.

Morale negli alimentatori switching in cui è prevista la messa a terra collegatela non solo per un funzionamento ottimale del filtro EMI e per evitare di "sentire la fastidiosa scossa", ma anche e soprattutto per evitare danni alle elettroniche a stato solido (es. Opamp) che si dovranno collegare.

Alla luce delle considerazioni già fatte farò un "upgrade" al mio amplificatore:
Isolerò lo switching dal telaio metallico.

Giancarlo
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Re: La massa in un circuito

Messaggio  scorpio92 il Gio 9 Dic 2010 - 21:04

Non preoccuparti: quello che hai visto è comune a tutti gli alimentatori switching.

Per via del loro funzionamento, in tutti gli alimentatori che fanno uso di questa tecnologia, è necessario predisporre un filtro (L/C a pi-greco simmetrico, di solito) per evitare che le correnti alternate prodotte dal'oscillatore ad alta frequenza possano trasferirsi nella rete domestica, causando disturbi alle altre apparecchiature. Questo è il filtro di cui parlavo prima, ed è il motivo per cui portare a terra lo switching mediante l'apposito morsetto è fondamentale per il suo corretto funzionamento (quindi non per una questione di sicurezza).

Ecco anche perché gli alimentatori di tutti i PC hanno la necessità di avere la messa a terra.

Comunque, sono d'accordo con l'idea di isolarlo dal telaio dell'amplificatore.

@Giancarlo ha scritto:visto che la terra sulla presa era scollegata per dimenticanza dell'elettricista

Un classico. Nella mia taverna, alla fine dei lavori l'elettricista si è dimenticato di allacciare l'impianto di messa a terra al picchetto. Me ne sono accorto quando, provando a muovere il cavo dell'antenna collegato alla scheda TV del pc, si vedevano letteralmente scintille. E pensare che l'impianto l'ha pure certificato... Shocked

Il problema è che quando uno scazza qualche collegamento di fase o neutro, se ne accorge subito: o l'impianto non funziona, o interviene il magnetotermico per il corto. Ma quando è la messa a terra a non funzionare, se te ne accorgi, lo fai solo per caso...

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  Giancarlo il Gio 9 Dic 2010 - 22:25

Mentre ero alle prese con l'aggiornamento della procedura dazi doganali dell'altro post (che faticaccia capire i codici TARIC!) ho visto che hai replicato al mio post sulla terra degli switching.
Grazie della precisazione, ma non sono preoccupato e so anch'io qual'è la funzione del filtro EMI e so anche che è presente in tutti (o meglio quasi tutti) gli alimentatori switching per i motivi che hai detto.
Quello che mi era sfuggito era l'effetto collaterale della mancata messa a terra in presenza del filtro EMI, per i motivi che ho già spiegato, e credo che fosse doveroso dire cosa può succedere senza questo importante collegamento. Wink

Poi si potrebbe parlare dell'efficacia di questi filtri, ma questo è un altro capitolo:
Con o senza terra non ho notato particolari problemi/disturbi da/verso la rete domestica, mentre nonostante la schermatura metallica sono presenti emissioni RF emessi via etere (prova molto spartana fatta con radio in onde medie fino a circa 1 metro di distanza).

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mi autoquoto

Messaggio  cesarevox il Ven 10 Dic 2010 - 14:18

@cesarevox ha scritto:Ciao Florin,
intanto grazie molte per le risposte, anche se non nell'immediato, ma poi ci arrivo un po’ alla volta.
Adesso ho capito, almeno in parte, e con l’aiuto di Niki come fare il collegamento di massa a stella.
Bene fin qui, ho letto, come mi hai consigliato, “regole sul loop di massa” non è difficile, ma per chi
è alle prime armi forse necessita anche di un disegnino, comunque ci provo:
io ho un cavo di segnale es. con un cavetto rosso uno nero e la famosa calza di schermatura, allora: i cavi nero e rosso partono dagli spinotti (sul telaio)d’ ingresso e vanno ai rispettivi morsetti dell’pre o dell’integrato; la calza va stagnata dalla parte del telaio insieme al nero (isolato dal telaio) e l ‘altra alla massa del circuito stampato il più vicino allo stadio di preamplificazione (che io non so dove sia) sul TA2020.
Se arrivi a darmi qualche informazione , magari con i famoso disegnino o usando un immagine del retro dello stampato.
Grazie ancora,
Cesare


Cool

Allora, per non perdere gli steps di insegnamento (suppongo che Flrin non abbia tempo); che ne avesse voglia
potrebbe rispondermi. la domanda è questa:
è giusta la procedura di saldatura del cavo di segnale su descritta?
qualcuno sa indicarmi il punto massa più vicino allo stadio di preamplificazione
di questo TA2020?
Grasie Smile

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  scorpio92 il Ven 10 Dic 2010 - 15:27

Nel frattempo che attendi pareri più esperti di me (non conosco molto bene queste schede, quindi attendi chi possa darti consigli più attendibili) e, soprattutto, se ho afferrato la domanda, direi che si potrebbe collegare il tutto dalle parti della vite a croce al centro della scheda, ad esempio montandoci un occhiello a saldare, ma considerato il disegno del piano di massa di quella scheda, direi che grosso modo, non avrai grosse differenze in termini di rumore scegliendo un punto a caso della scheda. Lo dico perché le piste sono molto grandi, e sono tutte intrecciate tra loro (non è il massimo, ma in quel circuito se lo possono permettere), inoltre lavora con segnali di una certa ampiezza, quindi probabilmente la differenza sul S/N sarà molto piccola o trascurabile.

In conclusione, se fossi in te e se sulla scheda esistono connessioni apposite per le calze dei cavi di segnale, userei quelle. Visto il tipo di circuito, direi che è una questione di lana caprina. Ma ripeto, attendi altri pareri più affidabili.

Visto che sto imparando ad usare un CAD che mi serve per altre cose, ho pensato di unire l'utile al dilettevole per allenarmi a fare un altro schizzo.



Questo è uno schema classico di un collegamento pannello/PCB. Fa uso di un'RCA isolata ed un cavo schermato tipo RG147 o simili. La calza montata sulla scheda puoi collegarla, come ti dicevo, alla vite al centro della scheda o alle piazzole apposite o dove i conoscitori della TA2020 ti consiglieranno di saldarla.

Che vini mi consigli per Capodanno? Smile

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  cesarevox il Ven 10 Dic 2010 - 22:23

@scorpio92 ha scritto:
Questo è uno schema classico di un collegamento pannello/PCB. Fa uso di un'RCA isolata ed un cavo schermato tipo RG147 o simili. La calza montata sulla scheda puoi collegarla, come ti dicevo, alla vite al centro della scheda o alle piazzole apposite o dove i conoscitori della TA2020 ti consiglieranno di saldarla.

Che vini mi consigli per Capodanno? Smile
Bene, bellissimo il disegnino, sarà che sono lento, ma col disegnino si capisce bene, complimenti.
Allora, intanto vediamo se ho capito questo collegamento, così faccio un altro scalino:
Il filo schermato ha tre terminazioni es. bianco, rosso e calza
Il filo bianco va all’entrata bianca della femmina rca sul pannello (quella sul buchino)
Il filo rosso va all’entrata rossa della femmina rca sul pannello (quella sul buchino)
La calza va alla parte metallica esterna di ambedue rca e poi alla massa (in questo caso sulla vite centrale),
quindi una calza collega entrambe le parti metallizzate delle due femmine rca di entrata. È così?. mi raccomando rispondi se ho capito bene, altrimenti correggi.
Bene adesso vado a chiudere il gas che il baccalà è pronto.
Grazie tante per gli aiuti, mi sei molto utile.

p.s.
Allora, per Capodanno è difficile consigliare tutto dipende dal Cenone, però
per stare così sui generis:
Carni: cabernet Franc e Refosco dal peduncolo rosso, se il franc ti pare troppo carico allora va pure bene il cabernet sauvignon.
Aperitivo con antipasti va bene il Sauvignon, non bere gli apertivi generici, meglio un bicchiere di prosecco in attesa della cena.
Pesce: antipasto con chardonay(non spumantizzato), primi con pinot grigio, secondi con prosecco
Dolci: Ramandolo o Noac (fragolino bianco)
Auguri di Buon Anno con un buon Extra dry (prosecco , chardonnay)
ovviamente parlo dei vini della mia zona;
Se ti trovi fuori casa ti consiglio un tutto campo per il brindisi di Capodanno, quindi:
Berlucchi rosè extra dry e non sbagli mai.

p.s. del p.s.
mercoledì ho bevuto un ottimo moscato a casa di un amico, ma ovviamente solo
con il dolce.


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Re: La massa in un circuito

Messaggio  scorpio92 il Ven 10 Dic 2010 - 23:25

Non mi è chiara una cosa: il cavo che vuoi usare è tipo questo, giusto?



Dunque, vuoi collegare uno dei due conduttori interni (es. quello nero) sull'RCA del canale sinistro e l'altro dei due (es. quello rosso) su quella del canale destro?

Intanto la lista me la conservo. Pensavo pure a mezzo bicchiere a testa di vino di visciole di mio padre, così mi assicuro il finale col botto. Cool

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  cesarevox il Sab 11 Dic 2010 - 11:31

@scorpio92 ha scritto:Non mi è chiara una cosa: il cavo che vuoi usare è tipo questo, giusto?
Dunque, vuoi collegare uno dei due conduttori interni (es. quello nero) sull'RCA del canale sinistro e l'altro dei due (es. quello rosso) su quella del canale destro?

Intanto la lista me la conservo. Pensavo pure a mezzo bicchiere a testa di vino di visciole di mio padre, così mi assicuro il finale col botto. Cool

Si esattamente cosi, il filo è similare, quindi:
rosso e nero ai rispettivi pin che corrispondono.. diciamo ai buchini (che sono in realtà uno rosso ed uno bianco)
la calza alla parte metallica esterna di ambedue le rca e poi dall'altra parte alla vitina, almeno penso
sia cosi? Io vedrei bene anche un cavo S/FTP cat6 Gigabit. 2 coppie da una parte e due da un'altra a formare
i due terminali e la calza fa la massa. è un ottimo cavo intrecciato a coppie ed a sua volta le coppie intrecciate tra loro
poi guaina, calza ed un buon pvc di copertura.
Fammi sapere casa ne pensi.
Grasie

p.s.
tanto per non parlare di vino:
allora oggi ho l'assaggio del baccalà preparato ieri sera
con cottura di ore 4,15. Quindi polenta brustolita,
baccalà alla vicentina e radicchio rosso di Chioggia.
Vino??? qui ci sono diversi parei contrastanti; c'è chi
preferisce il bianco chi il rosso meglio conosciuto come "il nero"
va molto a gusto personale io vado bene con il Merlot, ma
purtroppo ultimamente è trascurato, questo vino. Drinking

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  scorpio92 il Sab 11 Dic 2010 - 12:38

@cesarevox ha scritto:
Si esattamente cosi, il filo è similare, quindi:
rosso e nero ai rispettivi pin che corrispondono.. diciamo ai buchini (che sono in realtà uno rosso ed uno bianco)
la calza alla parte metallica esterna di ambedue le rca e poi dall'altra parte alla vitina, almeno penso
sia cosi? Io vedrei bene anche un cavo S/FTP cat6 Gigabit. 2 coppie da una parte e due da un'altra a formare
i due terminali e la calza fa la massa.

Per questo collegamento userei due distinti cavi coassiali (ad esempio di tipo RG147). Non è una buona cosa avere due conduttori di segnale che scorrono vicini senza essere separati da una schermatura (sia intrecciati che non, come nel cavo di cui ho postato la foto prima), poiché in questi casi tende a generarsi diafonia tra i due canali.

In pratica, succederà che parte del segnale presente in uno dei due conduttori si trasferirà sull'altro e viceversa, un po' come succede in un trasformatore (la corrente alternata presente in un avvolgimento si trasferisce all'altro per induzione). Ovviamente, la tensione del segnale captato da ogni cavo non è molto grande, quindi spesso non ci si fa caso, ma aumenta all'aumentare delle impedenze in gioco e della lunghezza dei cavi, per questo a volte capita che il problema non si senta "ad orecchio nudo" mentre altre volte va a costituire una scocciatura udibile.

Molissimi apparecchi Hi-Fi del secolo scorso usavano cavi di segnale non schermati tra loro (all'epoca i cablaggi erano tutti eseguiti a "mano e saldatore", e visto che non si poteva risparmiare sulla manodopera si cercava almeno di ridurre i costi della componentistica). Ebbene, se ti è capitato di possederne qualcuno, molto probabilmente avrai notato che a volte, selezionando un certo ingresso (es. quello TAPE) si continuava a sentire a bassissimo volume gli eventuali segnali applicati agli altri ingressi. Lo stesso può succedere tra due canali, anziché due ingressi, con risultati immaginabili.

Visto che siamo entrati nel discorso, se vuoi avere un'idea di quello che di solito succede, ti posto un paio di oscillogrammi che fanno vedere bene l'effetto. Sono prove che ho fatto qualche mese fa per vedere se fosse vero o meno quello che si diceva in giro sui doppini twistati: ho eseguito delle misure per fare un confronto tra l'RG147 ed i doppini twistati del CAT5 per valutare la loro immunità ai disturbi e diafonia. Questi sono gli oscillogrammi relativi alla diafonia.



In pratica ho fatto scorrere due RG147 vicini per una cinquantina di cm (collegandoci a monte un'impedenza di 47 kOhm). Dal cavo blu non si trasferisce niente verso quello giallo, quindi non c'è diafonia misurabile.



In quest'altro, invece, ho usato due doppini di CAT5 al posto dell'RG147, e come puoi vedere, si trasferiscono sui 5 mV di segnale da un cavo all'altro, quindi la separazione è sui 50 dB, pessima se si considera che usando due RG147 sarebbe anche del doppio.

Per questo ti consiglio, se possibile, di usare due distinti cavi schermati. Inoltre, L'RG147 è un ottimo cavo, sottile (quindi ci si lavora bene), reperibile e pure economico. I collegamenti li puoi fare seguendo il disegno al CAD di due post fa; se non è chiaro, chiedi pure così vediamo di risolvere.

Mio padre ha portato una cassa di Verdicchio dei nostri Colli Esini. Il cenone dovrebbe essere di carne, ma devo avere conferma dal mio amico che organizza la cosa. In caso, dovrò pensare se e quando farlo servire. Intanto, inizio a mettermi da parte un po' di vino di Visciole, prima che la generosità di mio padre faccia sparire tutte le bottiglie regalandole a tutti i suoi amici come fa di solito. Quella roba va letteralmente a ruba... Ironic

P.S.: hai una foto della scheda del TA2020 vista da sopra?

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  cesarevox il Sab 11 Dic 2010 - 15:50

[quote="scorpio92"]
@cesarevox ha scritto:
Per questo ti consiglio, se possibile, di usare due distinti cavi schermati. Inoltre, L'RG147 è un ottimo cavo, sottile (quindi ci si lavora bene), reperibile e pure economico. I collegamenti li puoi fare seguendo il disegno al CAD di due post fa; se non è chiaro, chiedi pure così vediamo di risolvere.
P.S.: hai una foto della scheda del TA2020 vista da sopra?

OK recepito userò codesto cavo RG147 (peccato di cat6 s/ftp ne avevo parecchio)
Scusa se insisto ma il cat5 che hai usato era FTP? e se si hai provato ad usare due spezzoni distinti di FTP, tanto per provà.
Di seguito le foto:


......................



Buona domenica

p.s.
Buono il verdicchio, mi piace, ovviamente quello buono
e si trova anche biologico. L'ho assaggiato a Sirolo
due anni fa, mentre il Visciole non lo conosco.
Ciao


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il Kit

Messaggio  cesarevox il Sab 11 Dic 2010 - 16:44

tanto per continuare la disquisizione.
Posto la foto del cavetto di segnale fornito nel kit, non mi
pare sia molto schermato e piuttosto approssimativo, ma pare
che comunque funzioni bene, nella versione già montata
nel cabinet.

Buona domenica a tutti

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  scorpio92 il Sab 11 Dic 2010 - 17:01

@cesarevox ha scritto:
Scusa se insisto ma il cat5 che hai usato era FTP? e se si hai provato ad usare due spezzoni distinti di FTP, tanto per provà.

Sì, il cavo era quello. Con la schermatura non c'è il problema dei disturbi elettromagnetici, ma resta (almeno in parte) quello della diafonia tra i conduttori interni.

Purtroppo, il cavo CAT5 (e relativi doppini) non sono il massimo come cavi di segnale in questi casi; non va dimenticato che questo tipo di cavi (come tutti gli altri di simile morfologia che mi vengono in mente) sono pensati per lavorare con segnali bilanciati (le reti ethernet ne sono un esempio) e solo in questi casi fanno bene il loro lavoro. Anzi, sarebbe meglio vederla al contrario, ovvero che i segnali bilanciati sono pensati per essere trasportati mediante cavi twistati.

Se il connettore d'ingresso del segnale è quello indicato dalla freccia...



... per non complicarmi la vita, farei così.



Ovviamente, stando attenti a non confondere L con R (non so come siano sulla scheda). Rivedendo il circuito, sono sicuro che non valga la pena di andare a collegare le calze al punto centrale con la vite di cui parlavamo ieri. Faresti un lavoro poco estetico senza poi guadagnarne effettivi vantaggi. Anzi, se riuscissi a trovare un connettore femmina complementare a quello dello stampato sarebbe il massimo: potresti montare i cavi direttamente li.

@cesarevox ha scritto:mentre il Visciole non lo conosco

Pardon, mi è scappata una maiuscola ingannatrice. Si chiama comunemente vino di visciole, viene prodotto dalla fermentazione di mosto, zucchero e, appunto, visciole (o amarene, dalle mie parti si chiamano in entrambi i modi). E' parecchio corposo e dolce, qui dalle nostre parti (Marche, in particolare al nord della regione) si abbina spesso con le caldarroste. Ha la fama di "andare giù come l'acqua" per quant'è buono. Se passi nelle Marche, non fartelo sfuggire. Wink

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  madqwerty il Sab 11 Dic 2010 - 21:27

@cesarevox ha scritto:tanto per continuare la disquisizione.
Posto la foto del cavetto di segnale fornito nel kit, non mi
pare sia molto schermato e piuttosto approssimativo, ma pare
che comunque funzioni bene, nella versione già montata
nel cabinet.

Buona domenica a tutti

non è per niente schermato, no Very Happy
non è obbligatorio che debba raccogliere interferenze, poca potenza dell'ampli -> poche interferenze emesse, se poi l'alimentatore è separato.. se poi ha delle buone connessioni, funge certamente bene Smile

per il discorso diafonia di scorpio92, vero, il rimedio è allontanare i cavi tra loro, o schermarli fai-da-te, oppure dissaldi o modifichi il connettore sulla scheda (io mi terrei la diafonia Very Happy ma non faccio testo Very Happy )

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  scorpio92 il Sab 11 Dic 2010 - 22:12

@cesarevox ha scritto:ma pare che comunque funzioni bene, nella versione già montata

Perché far funzionare bene ciò che può funzionare meglio? Razz

Comunque, come dice mad, se non ti importa la diafonia puoi usare anche quei cavi. Vedi tu. Smile

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  cesarevox il Dom 12 Dic 2010 - 11:14

[quote="scorpio92"]
@cesarevox ha scritto:
Ovviamente, stando attenti a non confondere L con R (non so come siano sulla scheda). Rivedendo il circuito, sono sicuro che non valga la pena di andare a collegare le calze al punto centrale con la vite di cui parlavamo ieri. Faresti un lavoro poco estetico senza poi guadagnarne effettivi vantaggi. Anzi, se riuscissi a trovare un connettore femmina complementare a quello dello stampato sarebbe il massimo: potresti montare i cavi direttamente li.

Intuitivamente (e per ora posso solo usare questo), era una cosa che avevo pensato anch'io, la distanza
tra la vitina centrale e il connettore di segnale e minima, quindi a qual pro? e poi così si potrebbe fare
un lavoro più pulito.
Concordo anche: perche fare una cosa bene quando la si può fare meglio; allora adesso mi devo
accattare il cavo RG147 o similare.
Glasses


p.s.

ancora complimenti per i disegnini,
se mi girano le pall.. ci provo.
Quale versione CAD usi?

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Re: La massa in un circuito

Messaggio  scorpio92 il Dom 12 Dic 2010 - 11:30

I disegni li ho fatti con sPlan, che è un CAD (molto ridotto all'osso, a dire il vero) ed uno schematic editor molto popolare.

L'unica cosa che non mi piace è l'antialiasing sulle parole, che per piccole dimensioni del font risulta eccessivo.

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