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Confine tra hi-fi e hi-end

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  MaurArte il Dom 21 Nov 2010 - 11:46

Devo riuscire a capire come fare un amplificatore HiEnd. Mmm Mmm Mmm

MaurArte
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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Stentor il Dom 21 Nov 2010 - 12:00

@albamaiuscola ha scritto:
@Saetta McQueen ha scritto:
e alla fine si ritorna sempre lì. l'hi-end costa molto e suona meglio, l'hi-fi costa meno e suona peggio. non mi convince e non sono d'accordo.

Ch piaccia o meno, il più delle volte è così. ...........A me, personalmente , non convince che un ampli da 50 euro suoni come uno da 2000. Eppure c'è fior fior di gente che lo sostiene.


Ciao ...che i prodotti hi-end normalmente suonino meglio dei prodotti super economici penso che sia una cosa assolutamente incontrovertibile...... che questa differenza di costo sia giustificata o meno è del tutto opinabile... io in molti casi penso di si ..
Ci sono poi, a mio avviso, molti casi in cui ti prendono per il culo...... io qualche amplificatore, nella mia vita, sensibilmente più costoso di € 2.000,00 l'ho avuto e mi sono capitati anche casi di prodotti che suonano meno bene di uno da € 50,00... questi casi non sono stati pochi...... che dire ???
Molti prodotti, imho, sono una barzelletta Smile ...oppure la classe T ha rivoluzionato i parametri di riferimento?
Secondo me la verità sta nel mezzo Very Happy

Stentor
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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Stentor il Dom 21 Nov 2010 - 12:03

@MaurArte ha scritto:Devo riuscire a capire come fare un amplificatore HiEnd. Mmm Mmm Mmm

Mah Maurizio...... ci metti sempre troppo poco alluminio Hehe Hehe

Stentor
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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Andrea Gianelli il Dom 21 Nov 2010 - 12:24

Il concetto di high fidelity è stato ideato negli anni trenta dal ricercatore americano Olson della RCA: il suo obiettivo era appunto quello di raggiungere la più fedele riproduzione sonora possibile.
Pertanto l'hi-fi, concettualmente, è e rimane il livello qualitativamente più alto.
Il problema è riconducibile ad alcune strategie commerciali che hanno eliminato (sulla carta) la denominazione di mid-fi, che prima c'era e riguardava prodotti audio per uso generico, come radio, mangiadischi, mangiacassette, giradischi a valigetta, sistemi portatili e sonoro del televisore. In proposito, la Mivar dichiarava hi-fi alcune sue radio a transitor (che, al pari delle Grundig, suonavano bene), proprio per distinguerle da tutte le altre (appunto di media fedeltà).
Successivamente, abbandonata quell'onestà di fondo che ha caratterizzato il mercato sino agli anni settanta/primi anni ottanta, i cataloghi hanno iniziato a pubblicizzare come hi-fi prodotti che non lo erano affatto e, in questo modo, altri commerciali, hanno risposto con un hi-fi vera ma di costo spropositato: l'hi-end, appunto.
Il successo di classe T e affini deriva proprio dal ritorno sul mercato di un hi-fi di primo prezzo, cosa che da tempo non si vedeva e che, in ogni caso, mai si era vista a prezzi tanto bassi.

Andrea Gianelli
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Provincia (Città) : potrebbe andare peggio
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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  wasky il Dom 21 Nov 2010 - 12:28

@MaurArte ha scritto:Devo riuscire a capire come fare un amplificatore HiEnd. Mmm Mmm Mmm

Firmati in Francese Very Happy

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Saetta McQueen il Dom 21 Nov 2010 - 12:33

@albamaiuscola ha scritto:
Mi pare che un pò di post sopra una definizione accettabile sia stata data:

Ritengo i punti in grassetto abbastanza esplicativi, e condivisibili.

il fatto che tale descrizione sia presente su wikipedia non significa che sia necessariamente corretta. tutti i progetti hanno vincoli di costo. tali vincoli possono essere posti più in alto o meno ma ciò non toglie che siano comunque presenti. e non abbiamo ancoro capito qual'è il confine di tale vincolo, al di sotto del quale si sarebbe nell'hi-hi e al di sopra nell'hi-end.
per me la distinzione semplicemente non esiste.

@albamaiuscola ha scritto:
Inoltre, come ha giustamente precisato Fannaru più sopra, nessuno ti regala nulla. A me, personalmente , non convince che un ampli da 50 euro suoni come uno da 2000. Eppure c'è fior fior di gente che lo sostiene.

beh, questo è un caso decisamente estremo. ma che un ampli da, che so, da 2000 euro possa suonare come uno da 10000 non la reputa una ipotesi così irrealistica. questo perchè per certi componenti occorre spendere qualcosa per avere una data qualità (per esempio, un alimentatore).

tu credi che un McIntosh che costi 10000 euro incorpori un valore (intendo come pezzi, manodopera, quota di costi di ricerca) di 10000 euro ? ne dubito fortemente. due belli vumeter, una sigla e voilà...


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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Stentor il Dom 21 Nov 2010 - 13:31

@Saetta McQueen ha scritto:
tu credi che un McIntosh che costi 10000 euro incorpori un valore (intendo come pezzi, manodopera, quota di costi di ricerca) di 10000 euro ? ne dubito fortemente. due belli vumeter, una sigla e voilà...

Ciao Saetta.... fidati che ci sono esempi peggiori.... io trovo, ad esempio, il Mac MC275 addirittura conveniente Hehe Hehe Hehe ....hai mai provato ad ascoltare qualche Burmester?

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  albamaiuscola il Dom 21 Nov 2010 - 14:05

@Saetta McQueen ha scritto:
tu credi che un McIntosh che costi 10000 euro incorpori un valore (intendo come pezzi, manodopera, quota di costi di ricerca) di 10000 euro ? ne dubito fortemente. due belli vumeter, una sigla e voilà...

Lo vedi che il concetto del "fesso" alla fine salta fuori?
Tu credi che chi compra McIntosh tutto ciò non lo sappia benissmo? che non sappia benissimo che non sta pagando solo materiali e manodopera?

C'è una cosa che si chiama lusso: il piacere di avere un oggetto esclusivo si paga. Come con un vino, un cibo, un orologio, e un'auto.
E fidati che chi lo ricerca sa benissimo cosa sta pagando... Mi pare che stiamo scadendo nella banalità comunque.

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Stentor il Dom 21 Nov 2010 - 14:09

@albamaiuscola ha scritto:
@Saetta McQueen ha scritto:
tu credi che un McIntosh che costi 10000 euro incorpori un valore (intendo come pezzi, manodopera, quota di costi di ricerca) di 10000 euro ? ne dubito fortemente. due belli vumeter, una sigla e voilà...

Lo vedi che il concetto del "fesso" alla fine salta fuori?
Tu credi che chi compra McIntosh tutto ciò non lo sappia benissmo? che non sappia benissimo che non sta pagando solo materiali e manodopera?

C'è una cosa che si chiama lusso: il piacere di avere un oggetto esclusivo si paga. Come con un vino, un cibo, un orologio, e un'auto.
E fidati che chi lo ricerca sa benissimo cosa sta pagando... Mi pare che stiamo scadendo nella banalità comunque.

Mah ....io stò risparmiando per prendermi un MC275 e non lo faccio certo per il lusso...

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  albamaiuscola il Dom 21 Nov 2010 - 14:19

@Stentor ha scritto:
Mah ....io stò risparmiando per prendermi un MC275 e non lo faccio certo per il lusso...

Con un progetto autocostruito potresti avere un risultato simile (o migliore) e spendere meno (l'hai detto tu)... Wink

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Saetta McQueen il Dom 21 Nov 2010 - 15:27

@albamaiuscola ha scritto:
C'è una cosa che si chiama lusso: il piacere di avere un oggetto esclusivo si paga. Come con un vino, un cibo, un orologio, e un'auto.
E fidati che chi lo ricerca sa benissimo cosa sta pagando... Mi pare che stiamo scadendo nella banalità comunque.

non mi sembra che sia stia scadendo nella banalità...continui a sminuire l'importanza della discussione che per me è molta.
ritornando alla discussione, continuo a pensare che gli esempi da te fatti non siano esattamente calzanti con ciò che succede per le apparecchiature audio.
mi spiego meglio. consideriamo una automobile di lusso, dotata di tutti i comfort e di un motore potente. è ovvio che il piacere di guidare e viaggiare è superiore ad una automobile più economica, ma in questo caso il maggior prezzo è giustificato in grandissima parte dalle caratteristiche intrinseche del bene che permettono una migliore soddisfazione del bisogno e, perchè no, di ostentare anche la propria condizione economica. per un orologio d'oro è la stessa cosa perchè possiamo considerarlo anche un investimento.

ora, in campo audio ritengo che non sia così. le caratteristiche intrinseche del prodotto sono più labili e meno percettibili ed è più facile gonfiare artificiosamente il prezzo sapendo che la maggior parte degli acquirenti riterranno il prodotto migliore esclusivamente perchè costa di più, molto di più rispetto a quelli accessibili ai comuni mortali.

a differenza del tuo pensiero, io sono convinto che chi acquista questi prodotti nella maggior parte dei casi è davvero convinto che la relazione "maggiore prezzo = maggiore qualità audio" sia sempre e comunque valida, ed è sufficiente leggere qualche post su altri forum di soggetti che possiedono i suddetti prodotti per rendersene conto.

il trucchetto di gonfiare i prezzi i produttori lo conoscono bene e fa parte della strategia di posizionamento del prodotto sul mercato. è una strategia usata sopratutto per quei prodotti le cui caratteristiche, appunto, non possono essere oggettivamente espresse in grandezze univoche o comunque facilmente comprensibili.

@Stentor ha scritto:
Ciao Saetta.... fidati che ci sono esempi peggiori.... io trovo, ad esempio, il Mac MC275 addirittura conveniente Hehe Hehe Hehe ....hai mai provato ad ascoltare qualche Burmester?

si certo, ho fatto quell'esempio perchè quello è stato il nome che mi è venuto in mente prima, esclusivamente perchè di recente ho avuto la possibilità di ascoltare l'MA 6300 e non mi ha entusiasmato per nulla, nel senso che non ho ritrovato caratteristiche tali da giustificarne il prezzo.

no, purtroppo non ho potuti ascoltarli i Burmester. appena mi rimetto vedrò se "Il tempio esoterico" li ha in negozio, mi hai fatto venire la curiosità di ascoltarli. come mai me lo chiedi ?

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  adicenter il Dom 21 Nov 2010 - 17:08

@Saetta McQueen ha scritto:
@albamaiuscola ha scritto:
C'è una cosa che si chiama lusso: il piacere di avere un oggetto esclusivo si paga. Come con un vino, un cibo, un orologio, e un'auto.
E fidati che chi lo ricerca sa benissimo cosa sta pagando... Mi pare che stiamo scadendo nella banalità comunque.

in campo audio ritengo che non sia così. le caratteristiche intrinseche del prodotto sono più labili e meno percettibili ed è più facile gonfiare artificiosamente il prezzo sapendo che la maggior parte degli acquirenti riterranno il prodotto migliore esclusivamente perchè costa di più, molto di più rispetto a quelli accessibili ai comuni mortali.

a differenza del tuo pensiero, io sono convinto che chi acquista questi prodotti nella maggior parte dei casi è davvero convinto che la relazione "maggiore prezzo = maggiore qualità audio" sia sempre e comunque valida, ed è sufficiente leggere qualche post su altri forum di soggetti che possiedono i suddetti prodotti per rendersene conto.

il trucchetto di gonfiare i prezzi i produttori lo conoscono bene e fa parte della strategia di posizionamento del prodotto sul mercato. è una strategia usata sopratutto per quei prodotti le cui caratteristiche, appunto, non possono essere oggettivamente espresse in grandezze univoche o comunque facilmente comprensibili.


Siamo sempre alla Spectre.
Esistono tipologie di beni in campo audio - nome in codice Hi END - Wink che hanno evidentemente un prezzo molto superiore a quello necessario a produrli.
Qual'è il vero valore di un bene?
Dipende, senza entrare troppo nello specifico se la mettiamo così:
"Il valore di un bene è quello che l'acquirente è disposto a spendere per averlo" il discorso si complica.

Come diceva Alberto e a differenza di come pensi tu io credo che nella maggior parte dei casi questi acquirenti sappiano benissimo che stanno spendendo cifre spropositate e lo facciano abbastanza coscientemente.
L'audiofilo per come lo conosco io è un soggetto affetto da una sorta malattia, di febbre che lo porta a ricercare incessantemente un risultato assoluto ben sapendo che non potrà mai raggiungerlo.
Il punto è capire se il fine di questo personaggio sia davvero l'impianto definitivo o magari invece la ricerca stessa.
Nel primo caso si pende dalla tua parte, nel secondo da quella di Alberto (e anche mia).
Il prezzo, il denaro hanno diverse valenze per diversi soggetti.
In definitiva esistono passioni umane che vanno al di là della razionalità e della logica e che cercando di misurarle attraverso il metro del denaro difficilmente si potranno comprendere a pieno.

Il Des Esseintes di Huysmans se hai mai letto Controcorrente è innegabilmente un pazzo e finirà sconfitto, ma qualcuno può negare che la sua opera/follia avesse un fascino enorme e che egli pur pazzo abbia compiuto qualcosa di grandioso?
Non tutte le azioni dell'uomo sono misurabili attraverso il denaro.
Per fortuna IMHO.






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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Stentor il Dom 21 Nov 2010 - 17:39

@albamaiuscola ha scritto:
@Stentor ha scritto:
Mah ....io stò risparmiando per prendermi un MC275 e non lo faccio certo per il lusso...

Con un progetto autocostruito potresti avere un risultato simile (o migliore) e spendere meno (l'hai detto tu)... Wink

L'ho detto del 6300 ..... del 275 i trafo bifilari non si trovano Hehe Hehe

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Stentor il Dom 21 Nov 2010 - 17:43

@Saetta McQueen ha scritto:
@albamaiuscola ha scritto:
C'è una cosa che si chiama lusso: il piacere di avere un oggetto esclusivo si paga. Come con un vino, un cibo, un orologio, e un'auto.
E fidati che chi lo ricerca sa benissimo cosa sta pagando... Mi pare che stiamo scadendo nella banalità comunque.

non mi sembra che sia stia scadendo nella banalità...continui a sminuire l'importanza della discussione che per me è molta.
ritornando alla discussione, continuo a pensare che gli esempi da te fatti non siano esattamente calzanti con ciò che succede per le apparecchiature audio.
mi spiego meglio. consideriamo una automobile di lusso, dotata di tutti i comfort e di un motore potente. è ovvio che il piacere di guidare e viaggiare è superiore ad una automobile più economica, ma in questo caso il maggior prezzo è giustificato in grandissima parte dalle caratteristiche intrinseche del bene che permettono una migliore soddisfazione del bisogno e, perchè no, di ostentare anche la propria condizione economica. per un orologio d'oro è la stessa cosa perchè possiamo considerarlo anche un investimento.

ora, in campo audio ritengo che non sia così. le caratteristiche intrinseche del prodotto sono più labili e meno percettibili ed è più facile gonfiare artificiosamente il prezzo sapendo che la maggior parte degli acquirenti riterranno il prodotto migliore esclusivamente perchè costa di più, molto di più rispetto a quelli accessibili ai comuni mortali.

a differenza del tuo pensiero, io sono convinto che chi acquista questi prodotti nella maggior parte dei casi è davvero convinto che la relazione "maggiore prezzo = maggiore qualità audio" sia sempre e comunque valida, ed è sufficiente leggere qualche post su altri forum di soggetti che possiedono i suddetti prodotti per rendersene conto.

il trucchetto di gonfiare i prezzi i produttori lo conoscono bene e fa parte della strategia di posizionamento del prodotto sul mercato. è una strategia usata sopratutto per quei prodotti le cui caratteristiche, appunto, non possono essere oggettivamente espresse in grandezze univoche o comunque facilmente comprensibili.

@Stentor ha scritto:
Ciao Saetta.... fidati che ci sono esempi peggiori.... io trovo, ad esempio, il Mac MC275 addirittura conveniente Hehe Hehe Hehe ....hai mai provato ad ascoltare qualche Burmester?

si certo, ho fatto quell'esempio perchè quello è stato il nome che mi è venuto in mente prima, esclusivamente perchè di recente ho avuto la possibilità di ascoltare l'MA 6300 e non mi ha entusiasmato per nulla, nel senso che non ho ritrovato caratteristiche tali da giustificarne il prezzo.

no, purtroppo non ho potuti ascoltarli i Burmester. appena mi rimetto vedrò se "Il tempio esoterico" li ha in negozio, mi hai fatto venire la curiosità di ascoltarli. come mai me lo chiedi ?

Perché sono soldi super sprecati !!! ...sono dei trapani e costano pure ....meglio la mia fenice100 Hehe Hehe

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Saetta McQueen il Dom 21 Nov 2010 - 18:54

@adicenter ha scritto:
"Il valore di un bene è quello che l'acquirente è disposto a spendere per averlo" il discorso si complica.

non parliamo di valore di un bene perchè potrei scriverti un poema in proposito Very Happy

diciamo che questa è una delle possibili definizioni adottate in ottica di marketing per strappare dalle tasche dell'acquirente il più possibile, ricorrendo anche a tecniche di differenziazione intangibile (il marchio prima di tutto, ma non solo...) ma non dovrebbe essere la definizione da adottare dal punto di vista del consumatore-acquirente.

la differenziazione intangibile non crea progresso ma solo illusioni. è quella tangibile la differenziazione socialmente desiderabile e spesso e volentieri questa manca nei prodotti che si fregiano della definizione hi-end.


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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  adicenter il Dom 21 Nov 2010 - 19:24

@Saetta McQueen ha scritto:
@adicenter ha scritto:
"Il valore di un bene è quello che l'acquirente è disposto a spendere per averlo" il discorso si complica.

non parliamo di valore di un bene perchè potrei scriverti un poema in proposito Very Happy

diciamo che questa è una delle possibili definizioni adottate in ottica di marketing per strappare dalle tasche dell'acquirente il più possibile, ricorrendo anche a tecniche di differenziazione intangibile (il marchio prima di tutto, ma non solo...) ma non dovrebbe essere la definizione da adottare dal punto di vista del consumatore-acquirente.

la differenziazione intangibile non crea progresso ma solo illusioni. è quella tangibile la differenziazione socialmente desiderabile e spesso e volentieri questa manca nei prodotti che si fregiano della definizione hi-end.


Non so ad altri ma a me interesserebbe e molto conoscere quanto sai a proposito di valore dei beni (anche non in forma breve se hai voglia).

È chiaro che quella che ho postato è solo una delle possibili definizioni ma era per inquadrare il problema da un punto di vista soggettivo e non oggettivo perché io credo che il rapporto tra l'"audiofilo" e i suoi gingilli (composti da una parte materiale e da una componente immateriale) sia soggettivo o anche soggettivo per essere più precisi.
Abbiamo due impostazioni diverse ma credimi non è che la tua con finalità sociali ed economiche non mi interessi e non mi piaccia, anzi.
Volevo solo dire che ci sono più modi di inquadrare il problema e nessuno dei due è da ritenersi valido in assoluto.
Mi rendo conto che stiamo scrivendo su un forum la cui ragione sociale è ben precisa a volte però la percepisco più come un limite che una risorsa.

Perchè limitare gli orizzonti? Non sempre, ma generalmente le innovazioni maggiori in molti campi arrivano da progetti/idee dove non c'è vincolo di denaro, la cosiddetta ricerca. O da soggetti che ignorano volontariamente o involontariamente i limiti conosciuti.

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Saetta McQueen il Dom 21 Nov 2010 - 20:07

@adicenter ha scritto:
Non so ad altri ma a me interesserebbe e molto conoscere quanto sai a proposito di valore dei beni (anche non in forma breve se hai voglia).

fidati, ti annoierei Smile quello che serviva per la discussione l'ho scritto sopra, non è il caso di andare oltre Smile se servirà altro non mancherò di esporlo Wink

@adicenter ha scritto:
È chiaro che quella che ho postato è solo una delle possibili definizioni ma era per inquadrare il problema da un punto di vista soggettivo e non oggettivo perché io credo che il rapporto tra l'"audiofilo" e i suoi gingilli (composti da una parte materiale e da una componente immateriale) sia soggettivo o anche soggettivo per essere più precisi.
Abbiamo due impostazioni diverse ma credimi non è che la tua con finalità sociali ed economiche non mi interessi e non mi piaccia, anzi.

concordo sulla soggettività. ma se tale deve essere, dobbiamo ragionare coerentemente, e cioè dal lato dell'audiofilo non del produttore. noi non siamo produttori. a mio parere, un soggetto che si definisca audiofilo deve dare attenzione agli aspetti concreti piuttosto che alle illusioni. a

@adicenter ha scritto:Volevo solo dire che ci sono più modi di inquadrare il problema e nessuno dei due è da ritenersi valido in assoluto.

certo, concordo. d'altra parte lo spirito della discussione è quello di confrontare diversi punti di vista, e perchè no, arricchire le nostre idee con aspetti che da soli non avremmo mai notato.

@adicenter ha scritto:Mi rendo conto che stiamo scrivendo su un forum la cui ragione sociale è ben precisa a volte però la percepisco più come un limite che una risorsa.
Perchè limitare gli orizzonti? Non sempre, ma generalmente le innovazioni maggiori in molti campi arrivano da progetti/idee dove non c'è vincolo di denaro, la cosiddetta ricerca. O da soggetti che ignorano volontariamente o involontariamente i limiti conosciuti.

si, anche questo è vero. il fatto è che nel cd. hi-end, a parte qualche curiosa soluzione, sulla cui efficacia spesso dubito fortemente, non vedo tutte queste innovazioni tecniche, il cui costo (intendo l'ammortamento delle spese di R&S) possa giustificare prezzi astronomici.

mi farebbe piacere se qualcuno più ferrato di me in materia si soffermi su questo aspetto e magari, con qualche esempio, mi faccia notare il contrario.

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  adicenter il Dom 21 Nov 2010 - 20:53

@Saetta McQueen ha scritto:

fidati, ti annoierei Smile quello che serviva per la discussione l'ho scritto sopra, non è il caso di andare oltre Smile se servirà altro non mancherò di esporlo Wink

concordo sulla soggettività. ma se tale deve essere, dobbiamo ragionare coerentemente, e cioè dal lato dell'audiofilo non del produttore. noi non siamo produttori. a mio parere, un soggetto che si definisca audiofilo deve dare attenzione agli aspetti concreti piuttosto che alle illusioni. a

certo, concordo. d'altra parte lo spirito della discussione è quello di confrontare diversi punti di vista, e perchè no, arricchire le nostre idee con aspetti che da soli non avremmo mai notato.

si, anche questo è vero. il fatto è che nel cd. hi-end, a parte qualche curiosa soluzione, sulla cui efficacia spesso dubito fortemente, non vedo tutte queste innovazioni tecniche, il cui costo (intendo l'ammortamento delle spese di R&S) possa giustificare prezzi astronomici.

mi farebbe piacere se qualcuno più ferrato di me in materia si soffermi su questo aspetto e magari, con qualche esempio, mi faccia notare il contrario.

In forma breve allora Wink giuro mi interessa davvero.

Non era mia intenzione vederla lato produttore, conosco il meccanismo di mestiere faccio il pubblicitario, ma piuttosto da un punto di vista antropologico, frequentando e tutto sommato facendone parte la tipologia umana comunemente detta "audiofilo" mi incuriosisce molto proprio perché è un soggetto del tutto particolare che studia e usa a fondo la scienza e la tecnica per correre dietro ad un assurdo sogno: riprodurre l'irriproducibile.
Da un essere simile mi posso aspettare di tutto anche per inseguire il suo sogno spenda cifre impossibili.

Sul fatto che quello che é etichettato HiEnd nella maggior parte dei casi non sia innovazione mi trovi pienamente d'accordo, ma mi si torcono le budella se sento dire T-amp e indiana Line e sei in paradiso o quando questioni interessanti come questo thread vengono affrontate con frizzi e lazzi.

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Stentor il Dom 21 Nov 2010 - 21:06

@adicenter ha scritto:
@Saetta McQueen ha scritto:

fidati, ti annoierei Smile quello che serviva per la discussione l'ho scritto sopra, non è il caso di andare oltre Smile se servirà altro non mancherò di esporlo Wink

concordo sulla soggettività. ma se tale deve essere, dobbiamo ragionare coerentemente, e cioè dal lato dell'audiofilo non del produttore. noi non siamo produttori. a mio parere, un soggetto che si definisca audiofilo deve dare attenzione agli aspetti concreti piuttosto che alle illusioni. a

certo, concordo. d'altra parte lo spirito della discussione è quello di confrontare diversi punti di vista, e perchè no, arricchire le nostre idee con aspetti che da soli non avremmo mai notato.

si, anche questo è vero. il fatto è che nel cd. hi-end, a parte qualche curiosa soluzione, sulla cui efficacia spesso dubito fortemente, non vedo tutte queste innovazioni tecniche, il cui costo (intendo l'ammortamento delle spese di R&S) possa giustificare prezzi astronomici.

mi farebbe piacere se qualcuno più ferrato di me in materia si soffermi su questo aspetto e magari, con qualche esempio, mi faccia notare il contrario.

In forma breve allora Wink giuro mi interessa davvero.

Non era mia intenzione vederla lato produttore, conosco il meccanismo di mestiere faccio il pubblicitario, ma piuttosto da un punto di vista antropologico, frequentando e tutto sommato facendone parte la tipologia umana comunemente detta "audiofilo" mi incuriosisce molto proprio perché è un soggetto del tutto particolare che studia e usa a fondo la scienza e la tecnica per correre dietro ad un assurdo sogno: riprodurre l'irriproducibile.
Da un essere simile mi posso aspettare di tutto anche per inseguire il suo sogno spenda cifre impossibili.

Sul fatto che quello che é etichettato HiEnd nella maggior parte dei casi non sia innovazione mi trovi pienamente d'accordo, ma mi si torcono le budella se sento dire T-amp e indiana Line e sei in paradiso o quando questioni interessanti come questo thread vengono affrontate con frizzi e lazzi.

Ciao Adiacenter.... scusate l'OT...Per venerdì 3 dicembre alle ore 16:00 a Brescia (ci sarebbe anche Occasu...e provo a sentire Vicarius) per te può andare per il nostro VS ???

Rimanendo in tema concordo con te al 50% Very Happy ...un Ta2024 se ben implementato e abbinato da filo da torcere ad amplificatori ben più costosi !!!! .....per quanto riguarda le Indiana Line pure io non le sopporto....imho troppo impastate e confuse ...diffusori very cheap

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  adicenter il Dom 21 Nov 2010 - 21:18

@Stentor ha scritto:
Ciao Adiacenter.... scusate l'OT...Per venerdì 3 dicembre alle ore 16:00 a Brescia (ci sarebbe anche Occasu...e provo a sentire Vicarius) per te può andare per il nostro VS ???

Rimanendo in tema concordo con te al 50% Very Happy ...un Ta2024 se ben implementato e abbinato da filo da torcere ad amplificatori ben più costosi !!!! .....per quanto riguarda le Indiana Line pure io non le sopporto....imho troppo impastate e confuse ...diffusori very cheap

Di 2024 ne ho due (non implementati) e pure un Virtue Two 130w ma continuo a preferirgli il vintage. Ha ha, ricominciamo? Wink
Per l'Ot ti rispondo nel thread giusto.

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Stentor il Dom 21 Nov 2010 - 23:18

@adicenter ha scritto:
@Stentor ha scritto:
Ciao Adiacenter.... scusate l'OT...Per venerdì 3 dicembre alle ore 16:00 a Brescia (ci sarebbe anche Occasu...e provo a sentire Vicarius) per te può andare per il nostro VS ???

Rimanendo in tema concordo con te al 50% Very Happy ...un Ta2024 se ben implementato e abbinato da filo da torcere ad amplificatori ben più costosi !!!! .....per quanto riguarda le Indiana Line pure io non le sopporto....imho troppo impastate e confuse ...diffusori very cheap

Di 2024 ne ho due (non implementati) e pure un Virtue Two 130w ma continuo a preferirgli il vintage. Ha ha, ricominciamo? Wink
Per l'Ot ti rispondo nel thread giusto.

Due ta2024??? se vuoi fare la collezione ti vendo anche il mio trends audio !!!!

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  adicenter il Dom 21 Nov 2010 - 23:22

@Stentor ha scritto:
@adicenter ha scritto:
@Stentor ha scritto:
Ciao Adiacenter.... scusate l'OT...Per venerdì 3 dicembre alle ore 16:00 a Brescia (ci sarebbe anche Occasu...e provo a sentire Vicarius) per te può andare per il nostro VS ???

Rimanendo in tema concordo con te al 50% Very Happy ...un Ta2024 se ben implementato e abbinato da filo da torcere ad amplificatori ben più costosi !!!! .....per quanto riguarda le Indiana Line pure io non le sopporto....imho troppo impastate e confuse ...diffusori very cheap

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Due ta2024??? se vuoi fare la collezione ti vendo anche il mio trends audio !!!!

Ce l'ho un Trends, anzi lo ha mia moglie ora + il T-amp originale e il Virtue, in armadio.
In effetti ho difficoltà a liberarmi della marea di cose che acquisto, a proposito di feticismo.

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Messaggio  Stentor il Dom 21 Nov 2010 - 23:27

@adicenter ha scritto:
@Stentor ha scritto:
@adicenter ha scritto:
@Stentor ha scritto:
Ciao Adiacenter.... scusate l'OT...Per venerdì 3 dicembre alle ore 16:00 a Brescia (ci sarebbe anche Occasu...e provo a sentire Vicarius) per te può andare per il nostro VS ???

Rimanendo in tema concordo con te al 50% Very Happy ...un Ta2024 se ben implementato e abbinato da filo da torcere ad amplificatori ben più costosi !!!! .....per quanto riguarda le Indiana Line pure io non le sopporto....imho troppo impastate e confuse ...diffusori very cheap

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Due ta2024??? se vuoi fare la collezione ti vendo anche il mio trends audio !!!!

Ce l'ho un Trends, anzi lo ha mia moglie ora + il T-amp originale e il Virtue, in armadio.
In effetti ho difficoltà a liberarmi della marea di cose che acquisto, a proposito di feticismo.


...ma tu avrai l'integrato !!! ti manca il finale Laughing Laughing ...scherzi a parte aspetto tue info x domani

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Messaggio  adicenter il Dom 21 Nov 2010 - 23:33

@Stentor ha scritto:
@adicenter ha scritto:
@Stentor ha scritto:
@adicenter ha scritto:
@Stentor ha scritto:
Ciao Adiacenter.... scusate l'OT...Per venerdì 3 dicembre alle ore 16:00 a Brescia (ci sarebbe anche Occasu...e provo a sentire Vicarius) per te può andare per il nostro VS ???

Rimanendo in tema concordo con te al 50% Very Happy ...un Ta2024 se ben implementato e abbinato da filo da torcere ad amplificatori ben più costosi !!!! .....per quanto riguarda le Indiana Line pure io non le sopporto....imho troppo impastate e confuse ...diffusori very cheap

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Ce l'ho un Trends, anzi lo ha mia moglie ora + il T-amp originale e il Virtue, in armadio.
In effetti ho difficoltà a liberarmi della marea di cose che acquisto, a proposito di feticismo.


...ma tu avrai l'integrato !!! ti manca il finale Laughing Laughing ...scherzi a parte aspetto tue info x domani

Non ci casco Smile A domani.

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Re: Confine tra hi-fi e hi-end

Messaggio  Saetta McQueen il Lun 22 Nov 2010 - 10:47

@adicenter ha scritto:
In forma breve allora Wink giuro mi interessa davvero.

ok, allora soddisfo la tua richiesta Smile

cercherò di essere comunque breve e conciso e in ogni caso mi limito a ciò che può servire per la discussione, altrimenti qui non ne usciamo più Very Happy

molto semplicemente, il "vero" valore di un bene è costituito dalla somma dei costi delle risorse impiegate per la produzione e commercializzazione dello stesso.

alcuni di questi costi sono diretti, cioè sostenuti esclusivamente per lo specifico bene (come ad esempio, i materiali usati per la costruzione) altri sono costi indiretti, cioè sostenuti non solo per quel bene ma un pò per tutta la produzione e distribuzione. questi costi necessitano di essere ripartiti, con opportuni criteri, tra i vari prodotti cercando, per quanto possibile, di attribuire a ciascun prodotto una quota di costo che sia proporzionale al consumo della risorsa da parte del bene stesso (cd. principio causale).

una delle motivazioni dei costi alti dei prodotti hi-end risiede proprio qui: a causa della produzione limitata a pochi esemplari, vuoi per scelta vuoi per necessità (il mercato, o meglio, la nicchia di mercato potrebbe essere di piccola dimensione), tali costi indiretti devono essere coperti da poche unità e quindi ad ognuna verrà addossata una quota rilevante di costo, indipendentemente dal modo con cui avviene la produzione (meccanizzata o manuale, non è importante) e dai materiali impiegati (più o meno nobili). si tratta di costi di varia natura: pulizia locali, affitti, quote di ammortamento dei macchinari, remunerazione del dirigente generale, spese fisse telefoniche ed elettrice, ricerca e sviluppo, ecc...

ottenuto così, con tecniche più o meno complesse di contabilità industriale, il valore del bene, per il produttore si pone un problema: quanto deve essere il profitto da "caricare" sul prodotto stesso ? se al valore calcolato come sopra aggiungiamo il profitto desiderato, arriviamo al valore di vendita (ovviamente, occorre aggiungere le imposte per avere il prezzo finale).

è interessante osservare che la quota di profitto che il produttore può caricare sul prodotto dipende essenzialmente dalle condizioni del mercato in cui esso opera.
per limitarci al caso concreto, il mercato delle apparecchiature per la riproduzione della musica può essere considerato un mercato cd. di "concorrenza monopolistica", cioè:
- concorrenza: sono presenti molti offerenti;
- monopolistica: poiché i prodotti offerti non sono esattamente uguali, ma sono differenziati (attenzione, non diversi, differenziati). in altre parole, i beni puntano a soddisfare il medesimo bisogno ma in modo differente.

la differenziazione consente al produttore di mantenere un certo controllo sul prezzo, e quindi sul "ricarico", del proprio prodotto perchè genera la cd. fedeltà alla marca. la differenziazione si pone infatti come obiettivo quello di distinguere il proprio prodotto da quello dei concorrenti, facendolo percepire come unico e quindi "spingendo" il consumatore a pagare qualcosa di più pur di entrare in possesso del bene stesso. in altre parole, la differenziazione si pone l'obiettivo di innalzare il valore percepito dal consumatore il più possibile al si sopra del valore del bene come sopra determinato.

le tecniche di differenziazione possono essere diverse e le possiamo classificare in due tipologie:
- differenziazione "concreta": rientrano in questa categoria tutte le tecniche di differenziazione che incidono sulle caratteristiche costruttive del bene, come un progetto innovativo, materiali pregiati, ecc...
- differenziazione "virtuale": è realizzata mediante tecniche di marketing che cercano di creare intorno al prodotto una immagine di esclusività. si ricorre alla pubblicità, nelle sue varie forme, si fa leva sul brand e si usa anche la tecnica di alzare artificiosamente il prezzo.

la prima è la forma di differenziazione che io definisco socialmente accettabile e desiderabile, perchè contribuisce ad aggiungere valore al bene. è importante osservare che l'impresa deve scegliere bene su quali aspetti del prodotto concentrarsi, perchè se la differenziazione è "concreta" per l'azienda ma il consumatore non la percepisce, non la capisce, la "missione" è fallita, per quanto fine, dal punto di vista tecnico, tale differenziazione sia.

la seconda è invece una differenziazione "farlocca", perchè si fa credere che il prodotto sia unico e differente ma in realtà non lo è nel concreto (nel senso che non è differente realmente da quello dei concorrenti) ma solo nell'immaginario.

mi vorrei soffermare in particolare su quest'ultimo aspetto perchè ritengo che riguardi in modo diretto molti produttori cd. hi-end.
ragioniamo un attimo. se io devo comprare un prodotto semplice, cioè con caratteristiche immediatamente individuabili o facilmente percepibili, capisco subito quale potrebbe essere il prezzo massimo che io sono disposto a pagare. per dire, se per un kg di pane comune mi chiedono 15 euro è ovvio che non lo compro, non sono disposto a pagare quella cifra perchè ritengo che il bene non ci valga.

questa consapevolezza viene via via meno man mano che il prodotto di cui si parla diviene complesso, con caratteristiche non immediatamente individuabili, labili e addirittura in larga parte soggettive, come avviene in campo audio (tanto che parliamo di "impressioni di ascolto", e le impressioni sono soggettive).
in questi casi il consumatore, è ormai dimostrato, tende ad associare il prezzo del prodotto con la qualità percepita: più alto è il prezzo è maggiore è la qualità che egli ritiene debba avere il prodotto perchè pensa che contenga un elevato grado di differenziazione concreta. d'altra parte altri strumenti "di misurazione" del valore non ne possiede normalmente.

e allora il gioco è fatto: si mette a punto un buon prodotto dal punto di vista costruttivo e di "presentazione" ma lo si fa sembrare ottimo con il trucchetto dell'incremento del prezzo che consente al produttore di posizionare il prodotto tra quelli "esclusivi".
tra l'altro così facendo il produttore ottiene anche un altro vantaggio, se l'opera di differenziazione riesce: si posiziona su un segmento particolare del mercato sul quale la maggioranza dei produttori non opera e, quindi, un segmento con minore concorrenza. minore concorrenza significa, ancora una volta, maggior potere di controllo sul prezzo. in questi segmenti, la percentuale di profitto unitario per il produttore raggiunge livelli considerevoli (cd. extraprofitto), mentre i segmenti maggiormente competitivi tendono ad allinearsi ad un profitto "normale" (cioè quello che normalmente spetta al produttore in considerazione del rischio operativo affrontato).

e chiudo qui perchè mi sono già dilungato abbastanza Very Happy

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